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Si è conclusa la Fiera dell’Arbitrarietà: grazie a tutti per aver partecipato!

interrogativo

Anche quest’anno, tra fanfare invisibili e applausi registrati, si è ufficialmente conclusa la stagione delle valutazioni. Un evento ormai entrato nel folklore istituzionale, che potremmo tranquillamente ribattezzare “Festival dell’Arbitrarietà”.

Un appuntamento fisso, come le zanzare a giugno o le dichiarazioni “ce lo chiede l’Europa”. Solo che qui non si balla, non si canta e, soprattutto, non si premia il merito. Si distribuiscono giudizi come coriandoli al contrario: invece di colorare l’aria, la rendono pesante.

Nel nostro Istituto, la valutazione del personale ha ormai perso ogni pretesa pedagogica. Non serve a crescere né a valorizzare. È una lotteria al buio, con regolamento ignoto, premi aleatori e penalità certe. Un talent show al contrario, dove chi lavora con dedizione finisce spesso in fondo alla classifica.

Chi ha avuto il coraggio di guardare la propria scheda ha trovato più punti interrogativi che riconoscimenti. La valutazione – quella vera – sembra essere stata affidata al caso, a volte al pregiudizio, spesso all’autocompiacimento di chi valuta. Il confronto con il valutatore è previsto, certo, ma resta un’opzione decorativa: un po’ come chiedere a un paracadute di rallentare dopo l’impatto.

Il termine per contestare le valutazioni era il 30 maggio.

Se avete fatto in tempo, bene. Altrimenti, potete sempre consolarvi con la consapevolezza che, in questo sistema, non conta quanto vali, ma quanto ti lasciano valere.

Noi continueremo a denunciare queste valutazioni a geometria variabile, dove chi tiene in piedi l’Istituto viene valutato senza logica e spesso senza rispetto.

Perché la dignità professionale non si assegna con una scheda, e perché una pubblica amministrazione giusta comincia da una valutazione giusta.

Alla prossima edizione del Festival dell’Arbitrarietà.

Ma speriamo vivamente in un cambio di rotta.

Roma, 6 giugno 2025

                                                                                         Il Coordinamento Nazionale

                                                                                         Sergio Cervo

INPS: NESSUNA CONVOCAZIONE AI SINDACATI NON FIRMATARI. MA NOI NON CI FERMIAMO

stop

A distanza di mesi dalla firma del contratto nazionale di lavoro , dobbiamo con rammarico constatare che Presidente e Direttore Generale dell’INPS non hanno ancora ritenuto opportuno convocare i sindacati non firmatari, nonostante questi rappresentino una quota rilevante, pari a circa la metà dei dipendenti dell’Ente.

Un silenzio istituzionale che non può essere giustificato né da ragioni tecniche né da motivazioni politiche. Si tratta, a nostro avviso, di una grave mancanza di rispetto nei confronti di migliaia di lavoratrici e lavoratori che, attraverso le loro sigle di riferimento, hanno scelto legittimamente di non sottoscrivere un accordo ritenuto non rispondente alle reali esigenze del personale.

Nonostante ciò, non arretriamo di un passo. Continueremo a rappresentare con serietà e senso di responsabilità le istanze di tutto il personale, e invieremo comunque le nostre proposte per la costruzione del contratto integrativo 2025. Un contratto che dovrà essere all’altezza delle aspettative e delle necessità di chi, ogni giorno, fa funzionare l’Istituto con professionalità, sacrificio e dedizione.

Pretendiamo ascolto, ma garantiamo impegno.

L’INPS non è proprietà di pochi, ma patrimonio di tutti i suoi lavoratori.

Roma, 23 maggio 2025

                                                                          Il Coordinatore Generale UILPA INPS

Performance 2024: si sollecita la relazione per chiudere l’iter e procedere ai pagamenti

performance emergenza coronavirus

 

La nostra organizzazione sindacale sollecita con urgenza l’Amministrazione alla trasmissione della relazione sulla performance relativa all’anno 2024, passaggio indispensabile affinché l’OIV possa esprimere in tempi brevi il proprio parere e si possa così concludere l’iter previsto per l’erogazione del saldo dell’incentivo alla performance 2024.

Ricordiamo che la tempestiva approvazione della relazione da parte dell’OIV è fondamentale per garantire il pagamento del saldo entro il mese di giugno, insieme agli altri istituti economici previsti dall’accordo integrativo 2024.

Riteniamo inaccettabile ogni eventuale ritardo che possa penalizzare i lavoratori, i quali hanno svolto con impegno e responsabilità i propri compiti, contribuendo concretamente al raggiungimento degli obiettivi dell’Ente.

Auspichiamo quindi un intervento celere e risolutivo, a tutela della regolarità delle procedure e del riconoscimento puntuale dei diritti economici del personale.

Roma, 21 maggio 2025

                                                                  Il Coordinatore Generale UILPA INPS

                                                                             Sergio Cervo

                                                                                                                                                                                 

Carenza di personale, carichi di lavoro e clima aziendale cresce il malessere nelle sedi INPS

carenzapersonale

Cresce, giorno dopo giorno, il grido di allarme per la cronica carenza di personale che affligge ormai quasi tutte le sedi territoriali dell’Istituto. Una situazione che, oltre a generare forti disagi organizzativi, produce un inevitabile aggravio dei carichi di lavoro per il personale in servizio, già da tempo sottoposto a ritmi insostenibili.

A questo impegno straordinario non corrisponde un adeguato riconoscimento: le valutazioni individuali, infatti, oscillano – se va bene – intorno alla sufficienza, alimentando un senso diffuso di sfiducia nei confronti dei valutatori, che ormai appare radicato e generalizzato.

Come se non bastasse, il clima aziendale si fa ancora più pesante per effetto dell’utilizzo crescente dei report (ex statini), strumenti che – lungi dall’essere impiegati a fini di supporto o miglioramento – assumono troppo spesso il volto di un controllo produttivo diretto sul dipendente, con tutte le implicazioni negative che ciò comporta in termini di serenità e motivazione.

Riteniamo non più rinviabile un intervento strutturale: servono assunzioni, una valutazione trasparente e coerente con l’impegno reale delle persone, e un ripensamento degli strumenti di monitoraggio interni, che oggi rischiano di minare ulteriormente la fiducia e la dignità del personale.

La nostra organizzazione sindacale continuerà a farsi portavoce del disagio dei lavoratori e a richiedere con forza soluzioni concrete, a tutela della professionalità e del benessere di chi, ogni giorno, garantisce servizi essenziali ai cittadini.

Roma, 21 maggio 2025

                                                                  Il Coordinatore Generale UILPA INPS

                                                                             Sergio Cervo

FERIE IMPOSTE: UN’ASSURDA STRETTA CHE DANNEGGIA I LAVORATORI

assunzioni

Il nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro ha introdotto una gestione delle ferie degna di un orologio svizzero: programmazione rigida e vincoli assurdi.

Questa imposizione è ridicola oltre che dannosa, pensare alle ferie è diventato uno stress altro che riposo, programmare con tanto anticipo le ferie fino alla fine dell’anno presuppone di avere di fronte degli indovini non dei lavoratori!

L’Amministrazione allora si organizzi per dare in dotazione ai lavoratori anche una palla di vetro e qualche amuleto perché quella settimana di ferie programmata ad aprile per il mese di dicembre sia, speriamo, quella fortunata.

Le ferie in un attimo da diritto irrinunciabile si sono trasformate in un obbligo

soffocante. Questa rigidità sta creando un crescente malessere e demotivazione tra i dipendenti, per questo la UILPA INPS DG chiede buonsenso e flessibilità, perché il diritto al riposo deve rimanere tale e non trasformarsi in un esercizio di preveggenza!  

Roma, 19 maggio 2025

Il Coordinatore UILPA INPS D.G.

Claudio Furiati

La stagione delle valutazioni: benvenuti al Festival dell’Arbitrarietà

interrogativo

Ogni anno, puntuale come le zanzare e le dichiarazioni del “ce lo chiede l’Europa”, torna il grande classico: la valutazione del personale. Un rito antico, ormai tradizionale, che non smette mai di stupire – o forse solo di irritare. È la stagione delle schede, delle sorprese al ribasso e delle domande retoriche: “Ma davvero il mio lavoro vale così poco?”

Nel nostro Istituto, la valutazione non è uno strumento di crescita. È più una specie di talent show al contrario, dove nessuno vuole vincere perché il premio è il discredito. Una macchina che dovrebbe motivare e valorizzare, ma che riesce meglio in altri sport: sminuire, dividere, appiattire.

Eterogenesi dei fini, dicono i più colti. Ma noi, più semplicemente, parliamo di fallimento sistemico. Si voleva incentivare l’impegno, ed ecco la demotivazione. Si cercava trasparenza, ed ecco che sbuca l’arbitrarietà. Si invocava la meritocrazia, ed è arrivato il quiz a premi, con regole ignote e premi random.

Appena ci si rassegna alle valutazioni intermedie, arrivano quelle finali, a ricordarci che c’è sempre margine per restare delusi. Perché lavorare in carenza cronica di organico (oltre cinquemila in meno, giusto per non dimenticare) e mandare avanti la baracca con abnegazione, non basta. Serve anche una bella scheda che ti spieghi – in silenzio – che no, non sei abbastanza.

Il punteggio cala dall’alto, come la manna. Solo che invece di nutrirti, ti stronca. Altro che strumento motivazionale: qui siamo al sudoku kafkiano, dove anche chi vince si sente un po’ preso in giro. Il confronto con il valutatore è opzionale – giusto per confermare che la tua opinione pesa quanto una nuvola nel deserto – ma la scheda resta. Come un tatuaggio.

E poi c’è il grande mistero della campana di Gauss: un’equazione che funziona solo su metà campo. Al personale si applica con la rigidità di un regolamento militare. Ai dirigenti? Nulla. Nessun giudizio, nessun voto, nessun rischio di vedere sminuito il proprio operato. Evidentemente, le leggi della statistica si fermano alla soglia degli uffici di direzione.

La Funzione Pubblica invita a valutare anche i dirigenti? L’INPS declina l’invito. Però nel valutare noi, si fa scuola di zelo. Il mantra di Zangrillo – solo il 30% può eccellere – viene applicato con religiosità. Siamo tutti uguali, certo. Solo che alcuni sono più uguali degli altri.

Il termine per contestare le valutazioni è il 30 maggio. Avete tempo per attivare il colloquio o la procedura di conciliazione. Oppure potete semplicemente continuare a lavorare, come sempre, consapevoli che in questo sistema ciò che conta non è quanto vali. Ma quanto ti fanno valere.

Noi continueremo a denunciare questo gioco truccato. Perché la professionalità si misura con il lavoro reale, non con schede scritte a freddo.

E perché un’Istituzione giusta parte dal rispetto di chi la tiene in piedi ogni giorno.

Roma, 15 maggio 2025

                                                           Il Coordinatore Generale UILPA INPS

                                                                                       Sergio Cervo

DIFFERENZIALI ECONOMICI 2024: QUESTI SCONOSCIUTI

mancano i soldi

Cinque mesi. Tanti ne sono passati da quando i colleghi hanno presentato domanda per l’attribuzione del differenziale economico. Da allora, silenzio assoluto. Della graduatoria finale nessuna traccia, nessuna notizia, neanche un indizio: come se fosse un mistero degno di una serie TV, ma senza suspense. Solo noia e frustrazione.

Nel frattempo, si accumulano i “grandi classici” dell’Istituto:

  • la riorganizzazione fantasma,
  • i differenziali scomparsi,
  • il TEPI rimasto nei cassetti.

È chiaro: l’INPS sembra ormai navigare a vista. Anzi, più che a vista, al buio. Senza bussola, con il timone rotto e la mappa sostituita da una serie di promesse evanescenti.

La UILPA INPS osserva con crescente preoccupazione questo immobilismo travestito da attesa strategica. Ma aspettare cosa, esattamente? Che si perda definitivamente la rotta?

Speriamo vivamente che si riesca a uscire da queste secche prima che la nave – un tempo orgoglio del welfare italiano – finisca irrimediabilmente incagliata.

Oppure, a questo punto, ci resta solo di appellarci a San GPS: patrono dei navigatori smarriti.

 

Roma, 14 maggio 2025

                                                           Il Coordinatore Generale UILPA INPS

                                                                                       Sergio Cervo

Grazie per la vostra fiducia

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Desidero esprimere un sentito ringraziamento a tutte le colleghe e i colleghi che, con il loro voto, hanno scelto di sostenere la nostra lista nelle recenti elezioni RSU.

I quasi 2.800 voti raccolti rappresentano per noi un risultato straordinario, che ci riempie di orgoglio e ci motiva a proseguire con ancora maggiore impegno e determinazione nel nostro lavoro quotidiano.

Un ringraziamento speciale va a tutte le candidate e i candidati della nostra lista per la passione e la dedizione dimostrate, così come a tutte le persone che si sono impegnate con entusiasmo per rappresentare e sostenere la UILPA in ogni luogo di lavoro.

Infine, un sentito grazie ai coordinamenti provinciali, regionali e nazionale per la fiducia che mi è stata accordata: un segnale forte che ci sprona a continuare a essere una voce concreta, presente e affidabile al servizio di tutti.

 

Grazie di vero cuore.

Roma, 17 aprile 2025

                                                                       Il Coordinatore Generale UILPA INPS

                                                                                              Sergio Cervo

LA CASA DI VETRO DELL’INPS IN FRANTUMI INSIEME ALLA MERITOCRAZIA

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Malgrado le nostre continue denunce riguardo all’assegnazione “ad personam” di incarichi, interim, deleghe, nomine in Commissioni, partecipazioni a convegni e molto altro, le recenti determinazioni del Direttore Generale che hanno nominato i componenti delle Commissioni Mediche Superiori del Settore Prestazioni e Benefici Assistenziali (invalidità civile, cecità civile, sordità civile, tutela delle persone con disabilità) e del Settore Pubblico Impiego (pensione di inabilità, inidoneità, cause di servizio e di guerra), hanno reiterato senza alcun pudore questa prassi.

Ci piace citare un pensiero di Pericle nel 461 a.C., che sosteneva che la democrazia ateniese “favorisce i molti invece dei pochi” e non ignora mai il merito: “Quando un cittadino si distingue, allora sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, non come atto di privilegio, ma come ricompensa al merito”.

Purtroppo, più di duemilacinquecento anni dopo, quella “casa di vetro” di Atene che garantiva trasparenza e meritocrazia sembra ormai un lontano ricordo. L’attuale gestione dell’INPS ha lasciato che la trasparenza si frantumasse, sostituendo la meritocrazia con un sistema di favoritismi che premia i soliti noti a discapito delle vere competenze. Oggi, per i piani alti, il concetto di “merito” sembra essere svuotato di significato. «Merito? Cos’è, si mangia?» è il motto ufficioso che guida la distribuzione di incarichi agli amici degli amici.

Il risultato? La professionalità della stragrande maggioranza dei medici INPS viene costantemente mortificata. Colleghi con anni di esperienza e titoli impeccabili sono relegati a ruoli marginali, mentre i raccomandati occupano la scena e ricevono applausi immeritati. Chi ha dedicato la vita all’Istituto scopre che impegno e competenza sono meno importanti di un buon favore. Se non fai parte del “cerchio magico”, resti escluso; chi invece è “unto dal signore” vola alto senza vergogna, senza merito.

E la tanto decantata “casa di vetro”? Non esiste più. La trasparenza è scomparsa, e ogni decisione viene presa nel chiuso di uffici, senza alcuna spiegazione. Il nostro Ente è diventato un club privato, dove la gestione è opaca e le scelte vengono fatte dietro porte chiuse. I bandi di concorso vengono annunciati e poi misteriosamente ritirati; gli incarichi vengono affidati senza spiegazioni e, per i “fortunati”, si trasformano in vantaggi economici e progressioni di carriera.

Di fronte a questa situazione, la misura è colma. Noi della UILPA INPS continueremo a non tacere e a denunciare con forza questa farsa, chiedendo un cambio di rotta. Vogliamo incarichi assegnati per merito, attraverso interpelli e bandi di selezione cristallini, e non per amicizia. Vogliamo il rispetto per la professionalità di tutti i medici che, giorno dopo giorno, contribuiscono al benessere del nostro Paese.

Se i vertici dell’INPS hanno dimenticato i principi di meritocrazia e trasparenza, glieli ricorderemo con determinazione. Perché senza merito e senza trasparenza, non solo il vetro si frantuma, ma anche la fiducia di chi lavora con impegno in questa Amministrazione. Senza fiducia da parte dei propri “servitori”, l’INPS e la nostra Amministrazione sono destinati a non avere futuro.

UILPA INPS: per un’INPS meritocratica, trasparente e rispettosa del lavoro di tutti.

Roma, 28 marzo 2025

                                                                 Il Coordinamento Nazionale UILPA INPS

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