Quarta Area INPS: un affronto al personale interno e un colpo mortale alla meritocrazia

L’informativa sull’attuazione del Piano dei Fabbisogni 2025/2027, trasmessa dall’amministrazione, solleva gravi preoccupazioni riguardo alla Quarta Area dell’INPS. La decisione di riservare un numero esiguo di posti per il personale interno è inadeguata e denota un approccio miope rispetto alle reali esigenze di crescita e valorizzazione delle risorse umane.
Sebbene l’introduzione della Quarta Area, prevista dal CCNL 2019-2021, fosse stata presentata come un’opportunità di rinnovamento, la proposta di riservare solo 50 posti su 100 agli interni risulta insufficiente e fortemente discriminatoria. Questo numero esiguo non offre alcuna reale opportunità di accesso, impedendo una vera apertura e non soddisfacendo le necessità di sviluppo professionale e di carriera che ogni lavoratore merita. In tal modo, l’amministrazione non solo fallisce nel garantire un percorso di crescita per il personale qualificato, ma rischia di alimentare un sistema di selezione esclusivo, centralistico e opaco, in totale contrasto con i principi di meritocrazia ed equità.
L’amministrazione sta attuando un processo di esclusione nei confronti del personale interno qualificato, non riconoscendo il valore di chi ha maturato esperienze consolidate, anche in ruoli para-dirigenziali. Non è accettabile che, in un piano che prevede solo 50 posti interni su 100, lavoratori con competenze consolidate vengano relegati ai margini. Non si tratta di un’opportunità di crescita, ma di una netta esclusione, un messaggio devastante per quelle lavoratrici e quei lavoratori che, con impegno, professionalità e sacrificio, gestiscono agenzie complesse e risorse strategiche per l’INPS. Questo piano non solo ignora il valore di queste risorse fondamentali, ma nega loro l’accesso a un percorso di carriera che dovrebbe essere riconosciuto e garantito.
La gestione proposta, che non premia il merito né valorizza il contributo di chi lavora sul campo, perpetua logiche centralistiche e opache, in netto contrasto con i principi di giustizia, trasparenza e merito che dovrebbero caratterizzare una sana amministrazione pubblica.
Ci auguriamo che, durante l’incontro di domani tra le OOSS e l’amministrazione, gli attuali “firmatari” dimostrino finalmente un sussulto di onestà intellettuale e contestino con la necessaria fermezza questa grave ingiustizia, affinché si possa finalmente porre rimedio a una situazione che danneggia il personale e l’efficienza complessiva dell’INPS.
Roma, 10 febbraio 2025
Il Coordinatore Generale UILPA INPS
Sergio Cervo
Non Vederli, Non Sentirli, Non Parlargli: Il Nuovo Manuale di Relazioni Sindacali verso Chi Non Firma

Apprendiamo con profonda indignazione che l’amministrazione ha deciso di escludere la Scrivente O.S. e le altre OO.SS. non firmatarie del contratto 22/24 dal tavolo sindacale previsto per martedì 11.
Questo incontro ha come unico punto all’ordine del giorno l’informativa sui fabbisogni 2025/2027, un tema che non ha alcuna connessione con il CCNL 2022/2024.
Questa decisione è assolutamente inaccettabile.
Si tratta di un atto arbitrario che calpesta il diritto delle OO.SS. a un confronto serio, aperto e trasparente su questioni fondamentali come l’organizzazione del lavoro, la formazione, la sicurezza e la salute dei lavoratori.
L’esclusione delle Scriventi OO.SS. non solo le priva di informazioni cruciali, ma rappresenta un attacco diretto ai diritti dei lavoratori. Temi di vitale importanza per la quotidianità e la sicurezza dei dipendenti pubblici non rientrano nella negoziazione del nuovo CCNL, ma toccano direttamente la loro realtà lavorativa e il loro benessere sul luogo di lavoro.
Questa esclusione è un chiaro disprezzo nei confronti di chi da sempre difende i diritti dei lavoratori e riflette un preoccupante atteggiamento di chiusura al dialogo e alla partecipazione democratica.
Un comportamento che non può e non deve essere tollerato.
Un’amministrazione che si vanta di essere attenta alla partecipazione non può, a sua discrezione, ignorare i soggetti sindacali maggiormente rappresentativi, violando in questo modo il principio di rappresentatività che dovrebbe guidare ogni processo decisionale.
Esigiamo, con fermezza, che tutte le sigle sindacali vengano ammesse a partecipare a tutti gli incontri che non riguardino esclusivamente l’applicazione del nuovo CCNL.
Il confronto deve essere veramente inclusivo, pluralista e rispettoso dei principi di trasparenza e democrazia.
In attesa di un immediato chiarimento e della rettifica di questa inaccettabile esclusione, vogliamo rassicurare i lavoratori che non ci fermeremo. I tavoli di confronto li affronteremo con determinazione, sostenuti dalle RSU elette e da eleggere nelle prossime elezioni sindacali .
Roma, 10 febbraio 2025
Il Coordinatore Generale UILPA INPS
Sergio Cervo
Trattenimento in servizio fino a 70 anni: impatti sui lavoratori

Il 20 gennaio 2025 è stata pubblicata una nota a firma del Ministro Zangrillo, che stabilisce le linee operative relative al trattenimento in servizio fino a 70 anni. Una disposizione che solleva legittime preoccupazioni tra i lavoratori. Secondo le nuove direttive, sarà l’Amministrazione a decidere, in modo discrezionale, quali dipendenti potranno essere trattenuti in servizio fino al compimento dei 70 anni, previa disponibilità dei singoli.
Questa scelta solleva diversi interrogativi, a cominciare dalla possibile discriminazione nei confronti di alcune categorie di lavoratori, in particolare di coloro che si trovano prossimi alla pensione e che potrebbero non aver maturato abbastanza contributi per una pensione dignitosa. Per molti, infatti, il trattenimento in servizio fino a 70 anni potrebbe rappresentare l’unica possibilità di maturare quei 3 anni di contributi necessari a migliorare il trattamento pensionistico e garantire maggiore sicurezza economica al termine della carriera lavorativa.
Non possiamo accettare che una decisione di tale rilevanza venga lasciata alla discrezionalità assoluta dell’Amministrazione, senza un adeguato confronto con i dipendenti e senza criteri chiari e oggettivi per la selezione del personale da trattenere. È fondamentale che tale misura non penalizzi i lavoratori più vulnerabili, che avrebbero invece bisogno di una maggiore tutela per il proprio futuro.
Pertanto, chiediamo che l’Istituto fornisca indicazioni operative precise su come sarà applicata la nuova normativa, in particolare:
- Quali saranno i criteri di selezione per il personale che potrà essere trattenuto;
- In base a quali parametri verrà effettuata la scelta dei lavoratori, evitando qualsiasi tipo di discriminazione o trattamento iniquo.
Restiamo a disposizione per qualsiasi chiarimento e invitiamo tutti i colleghi a far sentire la propria voce su questo importante tema.
Roma, 4 febbraio 2025
Il Coordinatore Generale UILPA INPS
Sergio Cervo
La UIL Non Si Ferma: Per Ogni Attacco, Cresciamo Più Forti

Mentre il solito noto, ormai un volto che conosciamo bene, cerca di ostacolarci con manovre più o meno trasparenti, noi restiamo completamente focalizzati su ciò che conta davvero: ascoltare il personale e portare avanti proposte concrete per migliorare le loro condizioni.
Questi tentativi di boicottaggio, questi attacchi incessanti, non ci intimidiscono. Anzi, ogni volta che ci provano, diventano solo un’opportunità per crescere, per andare oltre, per costruire un futuro migliore per tutti.
La UIL non si sottrae mai al confronto. Il nostro impegno è e rimarrà sempre rivolto verso i lavoratori, per difendere i loro diritti, per far sentire la loro voce nei luoghi che contano. Non ci fermeremo di fronte a chi prova a metterci in difficoltà, a chi tenta di calpestare la dignità di chi lavora ogni giorno con impegno e dedizione.
Continueremo a sfidare chiunque sul piano delle idee, a proporre iniziative concrete e utili, a costruire un sindacato che non ha paura di alzare la testa. Ogni tentativo di fermarci, di minare la nostra forza, diventa per noi un segnale chiaro di quanto siamo sulla strada giusta.
La UIL guarda avanti. La nostra forza è il nostro impegno per il benessere di ogni lavoratore. E a chi cerca di creare ostacoli, ricordiamo una cosa: le nostre idee sono la nostra forza. Ogni attacco ci rende più determinati, ogni ostacolo ci dà più energia. E’ questa la nostra storia.
La UIL va avanti con forza e determinazione per il futuro dei lavoratori, per un domani più giusto e per difendere con orgoglio i loro diritti!
Roma, 3 febbraio 2025
Il Coordinatore Generale UILPA INPS
Sergio Cervo
Trattenimento in servizio fino a 70 anni

L’articolo 1, comma 165, della Legge di Bilancio 2025 consente alle Pubbliche Amministrazioni (PA) di trattenere in servizio il personale (dirigenziale e non) fino al 70° anno di età, nel limite massimo del 10% delle facoltà assunzionali disponibili. L’obiettivo è rispondere a esigenze organizzative, come attività di tutoraggio e affiancamento ai neoassunti, o altre funzioni non diversamente assolvibili.
La misura non è applicabile a personale di magistratura, Forze armate, Forze di polizia e Vigili del fuoco.
Caratteristiche principali:
- Discrezionalità dell’amministrazione: l’amministrazione decide se trattenere in servizio il personale, in base a esigenze organizzative, senza alcuna richiesta o diritto da parte del lavoratore.
- Valutazione del merito: solo il personale con valutazioni ottime o eccellenti della performance può essere trattenuto.
- Consenso dell’interessato: il trattenimento è subordinato al consenso del dipendente.
- Durata: non c’è una durata minima del trattenimento, che deve essere commisurata alle esigenze organizzative, possibilmente non inferiore a un anno.
Per il personale dirigenziale, è possibile conferire incarichi anche per meno di tre anni, con il rispetto del limite di età.
Non sono cumulabili con altre normative sul trattenimento in servizio (ad esempio, quella prevista dal Decreto Giustizia del 2023).
Inoltre, il trattenimento opera senza soluzione di continuità tra il termine del servizio ordinario e la continuazione dell’attività lavorativa.
Il personale in comando o distacco deve ottenere il nulla osta dall’amministrazione di provenienza.
Roma, 22 gennaio 2025
Il Coordinamento Nazionale UILPA INPS
Analisi sintetica sul welfare e la sanità in Italia

Il 58° Rapporto Censis evidenzia i crescenti problemi del welfare e della sanità in Italia, mettendo in luce disuguaglianze e sfide sociali.
Dal 2013 al 2023, la spesa sanitaria privata pro-capite è aumentata significativamente rispetto a quella pubblica, mentre le retribuzioni dei medici nel Servizio Sanitario Nazionale sono diminuite. Questo ha portato a un crescente ricorso al settore privato, con un terzo degli italiani che, per superare le lunghe liste di attesa, si rivolgono a prestazioni a pagamento, indipendentemente dal reddito. Questo alimenta la percezione di una sanità a due velocità, in cui i più benestanti possono permettersi cure migliori.
In parallelo, emerge la sensazione che il welfare pubblico stia riducendo la sua copertura, costringendo molte persone a ricorrere a polizze assicurative private e a risparmi per proteggersi dai rischi sociali, come sanità e pensioni. L’84,2% degli italiani ritiene che i più ricchi abbiano accesso a cure migliori, mentre il 63,4% esprime sfiducia nel Servizio sanitario nazionale.
Sul fronte sociale, l’Italia presenta alti tassi di povertà, con il 27,2% della popolazione a rischio di povertà prima dei trasferimenti sociali, e un ampio ricorso al supporto familiare, con il 37% che riceve regolarmente aiuti economici. Questo riflette un quadro di crescente disagio economico e sociale, con fenomeni come la povertà alimentare, energetica e oculistica che colpiscono una parte significativa della popolazione.
Infine, il rapporto tocca anche il tema della pensione, sottolineando la richiesta di maggiore libertà di scelta per i pensionati, che vorrebbero poter andare in pensione anticipatamente o continuare a lavorare se lo desiderano, sebbene la sostenibilità finanziaria del sistema previdenziale resti una preoccupazione centrale per la maggioranza degli italiani.
Roma, 15 gennaio 2025
Ufficio Studi Coordinamento UILPA INPS
Analisi della UILPA INPS sul Regolamento di Attuazione del Decentramento Territoriale dell’Istituto

La UILPA INPS ha effettuato una valutazione approfondita del Regolamento di attuazione del decentramento territoriale dell’Istituto, evidenziando le potenzialità di questo approccio strategico, ma anche alcuni aspetti critici che richiedono una riflessione.
Il Regolamento si propone di ottimizzare la rete territoriale dell’Istituto, con un focus sull’analisi delle caratteristiche socio-economiche e demografiche dei vari territori, al fine di garantire una presenza dell’Istituto che risponda alle esigenze locali. In particolare, vengono adottati dodici parametri per identificare le aree più fragili e vulnerabili, con l’intento di bilanciare le necessità di prossimità fisica con la crescente digitalizzazione dei servizi.
Punti di Forza:
- Centralità dell’utente e supporto alle aree fragili: Il Regolamento pone un forte accento sulla necessità di mantenere una presenza fisica nelle aree più vulnerabili, come quelle isolate o con alto digital divide. Questo è un aspetto positivo che garantisce il diritto all’accesso ai servizi per le persone maggiormente a rischio di esclusione sociale, proteggendo così le fasce più deboli della popolazione.
- Approccio basato su parametri oggettivi: L’utilizzo di una griglia di parametri (ad esempio, disoccupazione, livello di istruzione, accesso alle tecnologie) consente una gestione delle risorse più trasparente e basata su dati concreti, riducendo il rischio di scelte arbitrarie e permettendo di calibrare l’offerta dei servizi in modo mirato.
- Flessibilità e adattamento alle specificità locali: Il Regolamento si distingue per la sua flessibilità nel rispondere alle esigenze locali, senza imporsi con soluzioni rigide. Le decisioni relative alla creazione, chiusura o trasformazione delle agenzie vengono adattate alle particolarità socio-economiche di ogni territorio, consentendo un uso più oculato delle risorse.
Aree di Criticità:
- Soglie dei parametri e potenziale disuguaglianza territoriale: L’impostazione delle soglie di fragilità potrebbe risultare troppo rigida e non tenere conto delle vulnerabilità locali che non raggiungono i valori soglia stabiliti. In territori con una bassa popolazione ma con alti tassi di povertà o invecchiamento, la valutazione potrebbe non cogliere completamente le reali necessità, con il rischio di non garantire una presenza fisica adeguata dove sarebbe più necessaria.
- Mancanza di enfasi sulla qualità del servizio e formazione del personale: Sebbene il Regolamento enfatizzi la presenza fisica delle agenzie, non approfondisce sufficientemente le modalità di miglioramento della qualità dei servizi offerti né come il personale debba essere formato per rispondere adeguatamente alle sfide emergenti in territori complessi. Il rischio è che la qualità del servizio non sia commisurata alle nuove esigenze, pur con una rete fisica di sportelli attivi.
- Dipendenza dai parametri tecnologici: Il parametro relativo all’accesso a SPID e CIE potrebbe penalizzare quelle categorie di utenti con bassi livelli di alfabetizzazione digitale, che, pur non avendo accesso a tecnologie avanzate, potrebbero aver bisogno di un supporto fisico. Questo evidenzia un possibile limite nell’integrazione tra i servizi digitali e quelli fisici, creando disuguaglianze nell’accesso alle prestazioni.
- Sostenibilità economica della trasformazione delle agenzie: La razionalizzazione della rete attraverso la chiusura o la trasformazione delle agenzie in Punti INPS può, in alcuni casi, risultare controproducente. L’eventuale riduzione di punti di accesso fisici potrebbe allontanare l’Istituto dalle popolazioni vulnerabili, compromettendo l’immediatezza e la qualità dei servizi, soprattutto in aree già svantaggiate. È quindi necessario considerare con maggiore attenzione la sostenibilità economica di queste trasformazioni rispetto al rischio di creare disservizi nelle aree più isolate.
Conclusioni:
Il Regolamento di attuazione del decentramento territoriale si configura come una risposta equilibrata alle sfide della digitalizzazione e alla complessità dei territori, ma la sua attuazione richiede un continuo monitoraggio e aggiustamento.
La UILPA INPS sottolinea che, per evitare disuguaglianze e inefficienze, l’applicazione dei parametri e delle decisioni relative alla rete delle agenzie non deve essere meccanica, ma accompagnata da un’analisi qualitativa che tenga conto delle specificità locali e delle reali necessità della popolazione. In particolare, nelle aree più fragili e vulnerabili, l’attenzione deve essere costante per garantire un’efficace inclusione sociale.
La flessibilità nell’adattamento alle dinamiche socio-economiche locali e l’aggiornamento continuo delle politiche in base alle necessità emergenti saranno determinanti per il successo di questa strategia.
L’obiettivo è ottimizzare l’organizzazione e i servizi offerti, assicurando che rispondano alle reali esigenze dei cittadini, con tempestività, competenza e una forte attenzione alla qualità del servizio.
Roma, 13 gennaio 2024
I Componenti OPI Il Coordinatore Generale UILPA INPS
Claudio Furiati, Carla Del Bono Sergio Cervo
UN TENTATIVO DI DISTRAZIONE E SMINUIMENTO

In questi giorni, una sigla sindacale, non sapendo più come giustificare la firma apposta sul recente contratto nazionale di lavoro delle funzioni centrali, è arrivata addirittura a tirare in ballo la giornalista Milena Gabanelli e il suo Dataroom, trasmesso su La 7, sul mancato contratto della sanità, per criticare la nostra legittima decisione di non firmare il contratto delle funzioni centrali.
Un atteggiamento veramente ridicolo e inusitato.
Come avrebbe detto qualcuno anni fa: “Ma che c’azzecca?” E in effetti, non c’azzecca assolutamente niente. Accostare le due vicende non fa altro che mettere in evidenza un comportamento di basso livello, sia dal punto di vista politico che sindacale. Un tentativo maldestro di sviare l’attenzione e di gettare fango su chi ha agito con onore e dignità.
Purtroppo, si arriva anche a queste bassezze pur di sminuire il valore di chi ha legittimamente rifiutato i miseri “spicci” messi sul tavolo durante la trattativa in ARAN. Una scelta, quella di non firmare, che non è stata solo una questione economica, ma un atto di coerenza e responsabilità verso i lavoratori e i principi di equità.
Invitiamo tutti a concentrarsi sui fatti concreti e a non farsi distrarre da polemiche sterili, che non fanno altro che abbassare il livello del dibattito.
Roma, 30 gennaio 2025
Il Coordinatore Generale UILPA INPS
Sergio Cervo
La necessità di un sindacalismo inclusivo e pluralista

In questi giorni, alcune dichiarazioni emerse da certe sigle sindacali, anziché favorire il confronto e il dialogo costruttivo, sembrano spingere verso un approccio divisivo che rischia di compromettere l’intero processo di trattativa. Un atteggiamento che non solo non risponde alle reali necessità dei lavoratori, ma che mina anche quel clima di fiducia e collaborazione che dovrebbe essere alla base di ogni trattativa sindacale.
Alcuni sindacati sembrano voler stabilire la propria superiorità sulla legittimità delle altre sigle e sulle modalità di conduzione delle trattative. Un simile approccio è non solo ingiustificato, ma addirittura dannoso per tutti coloro che ogni giorno si impegnano a garantire e migliorare i servizi pubblici. La pretesa di diventare guardiani esclusivi delle relazioni sindacali non solo nega il principio fondamentale di pluralismo sindacale, ma limita anche la possibilità di trovare soluzioni condivise, in grado di rispondere concretamente alle necessità di tutti i lavoratori.
Le leggi e i regolamenti sono strumenti che devono garantire l’equità e la giusta rappresentanza di tutti i lavoratori, indipendentemente dalla sigla sindacale a cui aderiscono. È fondamentale che le trattative restino aperte e inclusive, affinché ogni voce venga ascoltata e ogni esigenza possa essere adeguatamente presa in considerazione. Escludere una parte delle sigle sindacali non fa che alimentare divisioni e conflitti interni, senza apportare reali benefici al progresso del settore pubblico.
Il nostro appello è rivolto a tutti i sindacati, affinché si concentri su ciò che veramente conta: la tutela dei diritti di ogni lavoratore, senza divisioni né esclusioni. È fondamentale promuovere una cooperazione sincera, che sappia rispettare le diversità e lavorare insieme per un obiettivo comune: un contratto che risponda alle necessità di tutti i dipendenti pubblici, migliorando concretamente le loro condizioni di lavoro.
Il sindacato ha il compito di rappresentare tutti i lavoratori, di ascoltare e comprendere le esigenze di chi, con anni di esperienza alle spalle, ha bisogno di certezze, di un riconoscimento per il proprio impegno e di opportunità di crescita professionale. Il nostro settore pubblico ha bisogno di un sindacato che agisca con concretezza, che sappia superare le divisioni e lavorare per il bene di tutti, senza rincorrere l’esclusività o il protagonismo.
È ora di unire le forze per costruire un futuro professionale migliore, più stabile e dignitoso per chi, ogni giorno, lavora per il bene comune.
È il momento di ripartire, verso un obiettivo che sia veramente vantaggioso per ogni lavoratore del settore pubblico.
Roma, 29 gennaio 2025
Il Coordinatore Generale UILPA INPS
Sergio Cervo
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