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SUL TEP NESSUN TAGLIO SENZA CONTRATTAZIONE O SARA' AGITAZIONE

Nei giorni scorsi abbiamo ampiamente rendicontato a proposito dei rilievi effettuati dai ministeri vigilanti a proposito del CCNI 2018 che aveva costituito equo riconoscimento delle molteplici attività svolte in Istituto nell’inseguimento delle recenti innovazioni normative in materia di pensioni e sostegno alla povertà.

L’Istituto che in passato era mito e riferimento per l’innovazione nell’ambito del parastato, mito e riferimento per l’informatica pubblica, si trova oggi imbrigliato da logiche “ministeriali” non correlate alla quantità di lavoro richiesto e gestito per fronteggiare le iniziative politiche in materia di pensioni e sostegno al reddito.

Nel rivendicare che l’autonomia della contrattazione integrativa di Ente abbia la stessa autonomia gestionale richiesta all’Ente nell’erogazione dei servizi, ricordiamo come il ruolo dell’Istituto nel fornire assistenza alla parte debole del nostro Paese sia una sfida dalla quale i dipendenti non si sono mai sottratti anche quando hanno ricevuto vere e proprie aggressioni.

Sembrerebbe che l’Amministrazione stia concordando con i ministeri vigilanti delle modifiche al CCNI confidando di agire senza le organizzazioni sindacali.

Non si pensi neppure per un istante di stabilire alcun accordo con i Ministeri interessati a prescindere dal confronto con le parti sociali perché fino a prova contraria, i CCNI si firmano in due: datore di lavoro e lavoratori.

In questa occasione, come in tutte le altre, la UILPA INPS non è disponibile a chiudere accordi sacrificando l’interesse dei lavoratori.

Lo stato di agitazione, si sappia, così come sul mansionismo, è già stato dichiarato.

Il Coordinatore Generale

UILPA INPS

(Sergio Cervo)

Lettera aperta al Presidente del coordinatore regionale Lombardia

Egregio Presidente,
come Lei sicuramente rammenterà, in data 20 giugno u.s., nel corso del nostro incontro a Milano in Direzione Regionale INPS Lombardia, tra l’altro, le fu chiaramente esplicitato (semmai fosse necessario) il grave disagio dei colleghi appartenenti alle Aree A e B e la loro legittima richiesta di trovare percorsi in sede contrattuale (collettiva ed integrativa) al fine di giungere ad una definizione complessiva e positiva della loro situazione; in particolare in tale consesso le caldeggiammo (e non fummo i soli) l’immediato avvio delle procedure per le selezioni interne onde consentire un primo passaggio verticale di lavoratori dalla qualifica B3 alla C1. Un segnale minimo ma, al tempo stesso, importante e necessario in un’azienda corta come taluni definirono il nostro Ente ove le formali distinzioni giuridico-economiche non corrispondono alla realtà lavorativa dell’Istituto. Ebbene, se la mente non ci inganna, Ella dimostrò un amplissimo interesse alla tematica e profuse ottimismo a piene mani quasi a dire “…tranquilli…è cosa fatta!...”. Di quell’ottimismo noi fummo allora soddisfatti perché ritenevamo che le sue parole fossero un chiaro segnale di rinnovamento virtuoso per i Dipendenti, per il Sindacato, per i Cittadini, un nuovo modo di intendere il ruolo e la mission dell’Istituto, un rilancio e una nuova spinta alla piena valorizzazione delle risorse umane interne dell’Ente. Quindi non comprendiamo: cosa è successo in quel di Roma il 31 luglio? Perché in maniera pervicace ha voluto definire le selezioni interne per le progressioni verticali con una modalità di svolgimento che ha poco a che fare con l’anzidetta valorizzazione dei lavoratori dell’INPS e ha invece il sapore di un vetusto regio decreto? Non bastava il vincolo del titolo di studio, occorreva aggiungere altre difficoltà anche alle prove concorsuali, come quelle di non mettere a disposizione un data base di domande a risposta multipla (prassi già consolidata anche nei concorsi pubblici) ma attraverso lo studio di dispense e testi vari? Tutto ciò non stride con le sue ampie visioni strategiche sull’Ente che ci ha delineato a Milano poco tempo fa? Il Coordinamento UILPA INPS Lombardia sostiene in pieno la linea adottata dalla propria struttura nazionale in merito alla mancata sottoscrizione dell’accordo sulle progressioni verticali e la invita a riflettere sulla questione. Ci auguriamo che le ferie agostane la conducano a migliori consigli: in questo momento storico i dipendenti dell’INPS chiedono il rispetto della loro dignità di lavoratori. Nient’altro.

Cordiali saluti.

Il Coordinatore regionale UILPA-INPS Lombardia
                        Carmine Villani

Lettera aperta al Presidente del coordinatore regionale Marche

Gentile Prof. Tridico,
in data 21/03/2019, quando ha pubblicato il discorso del suo insediamento come Presidente dell’Istituto, aveva ridato fiducia e speranza anche ai molti colleghi A e B nello scrivere che siamo in una organizzazione pubblica efficiente con personale altamente qualificato di cui gli Italiani possono essere orgogliosi. Ci aveva anche precisato che, in una organizzazione così complessa, come la nostra, bisognava evitare conflitti e frustrazioni ed avviare un percorso di pacificazione tra il personale perché ciò comprometteva la serenità e quindi influiva sull’efficienza e la qualità dei servizi che noi offriamo ai cittadini tutti i giorni. Ad oggi, la fiducia e la speranza che i colleghi A e B avevano riposto in questo suo discorso di insediamento ma anche nei vari incontri da Lei avuti sul territorio non hanno avuto riscontro, vedi le progressioni di carriera verso l’area C dei circa 6000 colleghi ancora oggi nell'area A e B per cui Lei ha confermato voler mettere a disposizione di coloro che potranno partecipare (titolari di laurea) delle dispense che tra l'altro sono relative alle sole materie istituzionali, precisando che per le altre materie di esame, i colleghi potranno avvalersi di testi universitari. Da parte sua è stata riscontrata una rigida presa di posizione in merito alla disponibilità di predisporre un data base contenente vari quiz su cui i colleghi avrebbero potuto esercitarsi. Questa inflessibilità non ci sembra coerente con quanto espresso nel suo discorso di insediamento. Considerato che il nostro lavoro può incidere sulla qualità del servizio offerto al pubblico e che ogni giorno anche i colleghi A e B hanno continuato a dare, nel corso di questi anni, con il loro contributo ed il loro lavoro siamo fiduciosi che voglia rivedere la Sua posizione sull’argomento (data base). Caro Presidente, questo è il momento di iniziare insieme un percorso comune e condiviso per risolvere finalmente la problematica dei colleghi A e B (TUTTI) ed allora potremo finalmente sentir parlare di riconquista del proprio ruolo da parte del più grande Ente Europeo.

06/08/2019

Il Coordinatore Regionale UILPA INPS Marche
                      Livio Belfiore

Lettera aperta al Presidente del coordinatore regionale Emilia Romagna

Carissimo Presidente,

sin dal suo insediamento al vertice del nostro Istituto abbiamo notato che qualcosa di nuovo stava accadendo. Il suo concreto interessamento, per troppi anni purtroppo assente, oltre che per le attività istituzionali vecchie e nuove, per i dipendenti di questo ente ha fatto nascere nuove speranze e innanzitutto quella di poter rivivere una amministrazione piena di iniziative e di rinnovato fermento, una amministrazione proiettata verso le nuove difficili sfide che ci attendono per il prossimo futuro. Abbiamo avuto l’impressione di tornare un po’ indietro nel tempo, agli anni del Professor Billia.

Anche quando, nel suo tour per le sedi, ha fatto tappa nella nostra regione, l’Emilia Romagna, negli incontri avuti con il personale e con le rappresentanze sindacali, l’impressione che finalmente un vero e profondo cambiamento stava per investire l’istituto l’abbiamo sinceramente avuta.

Non sono certo le nuove e difficili sfide che spaventano il personale, anzi…

Ma purtroppo non possiamo non evidenziare come di recente, in occasione della discussione relativa alle progressioni verticali, Lei ci abbia deluso usando parole diverse rispetto a quelle che abbiamo udito nel corso delle sue visite ai territori.

Ci riferiamo, ovviamente, all’annosa vicenda relativa alle progressioni di carriera verso l’area C dei circa 6000 colleghi allocati ad oggi nell'area A e B a livello nazionale, di cui circa 400 nella sola Emilia Romagna.

Con profondo rammarico nell'ultimo incontro tenutosi mercoledì 31 luglio u.s. sull'argomento tra le OO.SS. e i vertici dell'Amministrazione da Lei rappresentata, abbiamo riscontrato una rigida presa di posizione da parte Sua relativamente alla disponibilità di predisporre un data base contenente i quiz che trattano argomenti sulla prova d'esame da sostenere e da somministrare ai candidati alcune settimane prima della prova.

Questo avviene ormai sempre, anche nei concorsi pubblici.

Intervenendo invece Lei ha affermato di voler mettere a disposizione dei partecipanti dispense relative alle sole materie istituzionali, precisando che per le altre materie di esame, i colleghi avrebbero potuto avvalersi dei testi universitari.

Presidente, crede davvero possibile che colleghi non più giovanissimi, dei quali molti con più di 30 anni di anzianità, possano avere tempo ed energia per rimettersi a studiare come studentelli universitari.

Davvero crede che questi colleghi che da tanti anni e con fin troppa abnegazione hanno consentito ad intere sedi di poter funzionare, di poter dare risposte ad un’utenza sempre più aggressiva e numerosa, possano subire l’umiliazione di rimettersi a studiare come giovani studentelli?

Chieda, Presidente, chi sta formando i colleghi neo assunti nelle sedi cui sono stati destinati.

Chieda, Presidente, chieda ai dirigenti che hanno tentato in tante sedi di utilizzare, anche sottobanco, questi colleghi di area A e B per la formazione d'aula.

Caro Presidente chi scrive, e che rappresenta il sindacato UILPA INPS in Emilia Romagna, è un funzionario di vigilanza del suo istituto. Un funzionario che quando controlla un’azienda e trova lavoratori che 2

svolgono mansioni superiori rispetto al loro inquadramento contrattuale obbliga il datore di lavoro, anche sanzionandolo pesantemente, a correggere l’inquadramento del lavoratore stesso.

Non è accettabile predicare bene ma razzolare male.

Questi colleghi quotidianamente si impegnano da anni, svolgendo mansioni dell’area C, garantendo il normale iter dei servizi e delle prestazioni erogate dall'Istituto.

Non è normale e neppure onesto che l’Inps, che per anni ha utilizzato per necessità questi colleghi in mansioni superiori, si comporti ora come se il problema non esistesse; proprio ora che ha la possibilità di iniziare un comune e condiviso percorso per risolvere tutta la problematica degli A e dei B.

Perché una presa di posizione così netta e rigida sulle selezioni?

Questa selezione che con tutti i suoi limiti potrebbe risolvere solo una minima parte di una antica, articolata e complessa vicenda legata al mansionismo, che riguarda circa 6000 unità, il 25% dell’intero organico attuale.

Presidente, tale problema va risolta nella sua interezza, partendo dalle selezioni per poi rappresentare con fermezza ai diversi organi Istituzionali, politici e amministrativi la difficile realtà dell’Istituto, al fine di individuare nel più breve tempo possibile una positiva soluzione anche per i 5000 colleghi di area A e B, non in possesso del titolo di studio (Laurea), attraverso il superamento dell’attuale sbarramento.

Per tutte queste motivazioni, unitamente a quelle che la nostra delegazione nazionale Le ha già esposto al tavolo di confronto, La invitiamo unitamente agli altri Vertici dell’Istituto a voler rivedere la Sua posizione sull’argomento (data base).

Non è un capriccio e nemmeno una questione di principio, ma soltanto una questione di equità e di giustizia nei confronti dei tanti lavoratori di area A e B.

A Lei che ci è sembrato finora animato delle migliori intenzioni, chiediamo uno scatto in avanti, un piccolo scatto in avanti ma molto molto concreto.

Vogliamo credere che quanto abbiamo ascoltato nell’incontro del 31 luglio, giornata di caldo torrido, sia stato un refuso dovuto all’alta temperatura e non una sua convinzione personale.

E ai refusi si può porre ancora rimedio.

Bologna 05/08/2019

UILPA INPS EMILIA ROMAGNA

Il Segretario

Angelo Alboino

Lettera aperta al Presidente del coordinatore regionale Toscana

Il nuovo corso dell’Istituto da Lei annunciato nel corso degli incontri tenuti presso le varie sedi ha portato una nuova speranza fra i dipendenti dell’INPS e sentire finalmente parlare di riconquista del proprio ruolo da parte del più grande Ente europeo ha dato nuova fiducia ai dipendenti, poi la doccia fredda provocata dall’atteggiamento tenuto da parte Sua e della Dirigenza dell’Istituto nei confronti dei colleghi di area A e B. Non si riesce a capire per quale motivo i colleghi di area A e B che, avendo i requisiti previsti per passare all’area B o all’area C (possibilità valida anche per i colleghi di area A, in presenza dei requisiti) debbano studiare su dispense e libri universitari. Quando l’Istituto chiede quotidianamente a questi colleghi di svolgere mansioni di area C chiede loro conoscenze a livello universitario delle materie previste nel bando o chiede loro di svolgere un lavoro di livello superiore? Nessuna obiezione si potrebbe fare alle richieste del D.G. e del Presidente se il bando fosse per far svolgere ai colleghi nuovi lavori con mansioni superiori, ma in questo caso si tratta solo di parziale tardiva regolarizzazione economica di un lavoro professionalmente già svolto da parecchi anni. Invece di ringraziare i colleghi per quanto fatto fino ad oggi l’Istituto pretende livelli culturali diversi con prove selettive diverse da quelle fino ad oggi richieste. E se da domani i colleghi smettessero di fare lavori di mansioni superiori in che situazioni si troverebbe l’Istituto? Speriamo, come sigla, che ci sia una riflessione attenta su questi aspetti e che alla ripresa delle trattative venga portato il giusto correttivo e si decida di fornire numerosi quiz ai colleghi, utili ad esercitarsi per la prova di selezione che, purtroppo, non riuscirà a soddisfare e regolarizzare la posizione di tutti. Siamo sicuri che l’Istituto, nell’esaminare la posizione contributiva verso ditte che pagano i propri dipendenti con un livello di retribuzione inferiore rispetto alle mansioni svolte, lo consentirebbe? Sicuramente la pausa estiva porterà ottimi consigli alla Dirigenza e noi come Sindacati, da settembre, dobbiamo pensare che è giunta l’ora di intervenire contro la Legge Brunetta che è il vero laccio per l’ottimale andamento delle progressioni economiche all’intero della pubblica amministrazione. 

Firenze, 02/08/2019 

Il Responsabile Regionale Uilpa Inps Ruggero Bertolini

Lettera aperta al Presidente del coordinatore regionale Campania

Gentile prof. Tridico,
abbiamo tutti salutato con vivo apprezzamento nel suo discorso di insediamento l’attenzione che ha mostrato verso il personale dell'Istituto, così come stiamo anche apprezzando, lo sforzo che sta mettendo in campo per raggiungere gli obbiettivi che aveva annunciato. Non stiamo qui a ricordarli tutti. Tuttavia Presidente dobbiamo purtroppo registrare una pericolosa inversione di tendenza rispetto ai proclami e agli annunci che lei ha sbandierato ai quattro venti. C Ci riferiamo in particolare alla vicenda inerente alle progressioni di carriera verso l’area C dei circa 6000 colleghi allocati ad oggi nell'area A e B. Purtroppo, nell'ultimo incontro tenutosi mercoledì u.s. sull'argomento tra le OO.SS. e i vertici dell'Amministrazione da Lei presidiato, abbiamo riscontrato una rigida presa di posizione da parte Sua in merito alla disponibilità di predisporre un data base contenente vari quiz (anche migliaia) che trattano argomenti sulla prova d'esame da sostenere. Nel suo intervento Lei, invece, ha confermato di voler mettere a disposizione dei partecipanti delle dispense che tra l'altro sono relative alle sole materie istituzionali, precisando che per le altre materie di esame, i colleghi potevano avvalersi dei testi universitari (o magari anche Simone e Bignami). Caro Presidente, ma Lei pensa davvero che sia possibile che diversi colleghi non più imberbi, dei quali molti con più di 30 anni di anzianità, hanno il tempo, l'energia e la capa fresca per ritornare sui banchi di scuola o girovagare per la sede con il Bignami o il Simone sotto braccio? Ritiene davvero possibile che questi colleghi dopo aver affrontato una giornata di lavoro stressante, condita spesso da insulti e minacce generate da un diffuso malcontento di un'utenza sempre più consistente e insistente, per effetto anche delle nuove prestazioni a carico dell'istituto, possano avere la lucidità e la concentrazione necessaria per rispolverare dopo anni vecchi testi ormai in soffitta trascurando l'intero universo anche familiare? Ritiene giusto che questi colleghi che quotidianamente profondono il loro impegno garantendo il normale iter dei servizi e delle prestazioni erogate dall'Istituto, svolgano ormai da anni senza il giusto e legittimo riconoscimento mansioni superiori pertinenti all’area C? Le sembra normale e onesto che l’Inps per anni ha utilizzato per proprio comodo questi colleghi in mansioni superiori comportandosi come se il problema non esistesse, oggi che invece ha la possibilità di iniziare un comune e condiviso percorso per risolvere tutta la problematica, assume da subito una posizione cosi netta e rigida sulle selezioni? Caro Presidente, nel lungo Tour che Lei sta effettuando per tutte le Sedi dell’Istituto si sarà certamente reso conto che le Sedi, tutte le Sedi, senza la disponibilità di tutti i colleghi di Area A e B, avrebbero grossi problemi di tenuta gestionale. Questa selezione con tutti i suoi limiti, risolve solo la minima parte di una antica, articolata e complessa vicenda legata al mansionismo, che investe complessivamente circa 6000 unità, il 25%dell’intero organico attuale. E’ del tutto evidente quindi Presidente che il problema va risolto nella sua interezza, rappresentando con fermezza ai diversi organi Istituzionali, politici e amministrativi la difficile realtà dell’Istituto, al fine di individuare nel breve tempo una positiva soluzione anche per i 5000 colleghi di area A e B che ad oggi non sono in possesso del titolo di studio previsto (Laurea), attraverso il superamento del suddetto sbarramento. Per queste motivazioni, unitamente a quelle che la nostra delegazione nazionale Le ha già esposto al tavolo di confronto, La invitiamo unitamente agli altri Vertici dell’Istituto a voler rivedere la Sua posizione sull’argomento (data base). Non per capriccio e nemmeno per una questione di principio, ma soltanto per dare un segnale di positiva disponibilità ai tanti lavoratori di area A e B. A Lei che sembra animato delle migliori intenzioni, chiediamo uno scatto in avanti, un piccolo passo, ma molto molto concreto.
Il buongiorno si vede dal mattino. Sempre.

Il Coord. Regionale della UIL INPS Campania
                       Alberto Fruccio

MODALITA' DI ESPLETAMENTO DELLE PROVE NELLE PROGRESSIONI VERTICALI: LE RAGIONI DEL NOSTRO NO

Ieri si è tenuta la trattativa per dare finalmente il via alle progressioni verticali nel rispetto della legge “Madia”, la norma che consente all’Amministrazione di dar luogo al passaggio tra aree qualora si sia in possesso dei titoli di studio necessari secondo la legge “Brunetta”.

La nostra organizzazione sindacale ha, da sempre, rivendicato con forza la necessità di progettare e garantire una progressione di carriera per tutto il personale che, sempre, a prescindere dall’inquadramento professionale, ha collaborato a realizzare i disegni delle varie riorganizzazioni anche quando sembravano strampalati. Anche oggi, ad esempio, si sta chiedendo ai colleghi di aree inferiori di esercitare funzioni di tutoraggio ai colleghi neoassunti in area C. Segno che, per fatti concludenti, si riconoscono le competenze accumulate sul campo da TUTTO il personale.

Che le progressioni di carriera necessitassero di un disegno di respiro almeno decennale è evidente da anni. Lo rivendicammo anche quando accettammo un patto con il presidente Boeri perché portasse avanti di pari passo il personale in servizio e le nuove figure di consulenti di protezione sociale. Patto che, una visione miope e limitata all’orizzonte temporale del proprio mandato, non fu onorato.

Riconosciamo al nostro attuale presidente l’attenzione al personale che vorremmo tradurre in una concreta strada da tracciare entro tempi certi al fine di costruire per tutti, nei limiti e nel rispetto delle norme, nei limiti e nel rispetto dei titoli di studio e delle capacità individuali, in ottica davvero meritocratica, un percorso di carriera accompagnato da adeguato ristoro economico.

Tempi certi significano per noi anche pari possibilità per tutti di sostenere un esame oggettivo basato su dati certi e non opinabili. La conoscenza comune, diffusa anche poco tempo prima delle prove, della banca dati delle domande dalle quali vengano estratte quelle della prova da sostenere dal singolo candidato, è garanzia di imparzialità e di tempi certi, rapidi nella correzione delle prove e garanzia di economicità della gestione delle prove in quanto già realizzata e perfettamente rodata negli scorsi anni.

Ecco perché non abbiamo aderito alla proposta del presidente.

Il Coordinatore Generale
      UILPA INPS
    (Sergio Cervo)

CONTRATTO INTEGRATIVO 2018 LA UILPA-INPS CHIEDE CHIARIMENTI AI VERTICI DELL’ENTE

Abbiamo raccolto, da fonti ministeriali, diverse manifestazioni di disappunto in merito agli esiti del contratto integrativo 2018 siglato nei mesi scorsi.

Si tratta di voci autorevoli, poiché espressione di soggetti deputati alla certificazione del nostro CCNI delle aree relativo al 2018, sul quale abbiamo lavorato alacremente.

Malgrado ciò registriamo, a malincuore, forti osservazioni su alcuni istituti contrattuali che, ormai da anni, rappresentano una certezza all’interno dell’Ente.

Alla luce del malcontento che da più parti si riscontra, vogliamo vederci chiaro e capire a che punto sia giunto il percorso di verifica da parte dei Ministeri Vigilanti sul contratto integrativo 2018.

La richiesta che la UILPA-INPS rivolge ai vertici dell’Istituto, e segnatamente al Presidente, è pertanto di confermare o disconfermare in tempi rapidissimi la veridicità di tali “voci di corridoio”.

I tempi stringono, anche perché alla fine del periodo estivo, saremo impegnati nella discussione sul contratto integrativo 2019 e appare chiaro che il lavoro da svolgere nei prossimi mesi non possa prescindere da una valutazione chiara sullo stato dell’arte che riguarda la retribuzione del personale.

                                                                                                                                                                  IL COORDINATORE GENERALE
                                                                                                                                                                                   UILPA-INPS
                                                                                                                                                                                (Sergio CERVO)

PASSAGGI A E B: IN UN TEMPO CHE FU BUIO FINALMENTE UN PO' DI LUCE

Dopo l’ennesimo tavolo di trattativa sui passaggi verticali sembrerebbe che l’avventura incredibile dei lavoratori “INVISIBILI” delle aree A e B dell’Istituto, grazie alla determinazione della UILPA Inps, potrà concludersi positivamente, superando i blocchi delle diversità finora evidenziate; infatti, dopo l’incontro di oggi, la lieta notizia è che i posti messi a bando (una volta verificati i pensionamenti legati a quota 100 fino a tutto il 2019) potranno incrementarsi oltre le 500 unità. La UILPA INPS ha apprezzato la grande disponibilità del Direttore Generale Dr.ssa Di Michele e del Presidente Prof.Tridico di superare le varie problematiche che fino ad oggi erano stati ostacoli insormontabili, tanto da evidenziare con grande semplicità che l’Amministrazione da oggi sarà “MADRE” e non più “MATRIGNA” verso chi si è speso tutti i giorni ed in prima linea per l’Istituto. Inoltre, il PRESIDENTE GENEROSO ha preso l’impegno di farsi portavoce all’ARAN della proposta di introduzione di un nuovo profilo professionale che possa raccogliere tutte le figure dell’Istituto che per mancanza di titoli non potranno effettuare le progressioni verticali da un’area all’altra (vedasi norma BRUNETTA). La UILPA INPS si è pronunciata anche sul materiale didattico finalizzato alla partecipazione alle selezioni chiedendo un database o altro materiale in sostituzione che possa aggiornare i colleghi sulle molteplici materie oggetto del bando sulle progressioni, in modo da permettere ai partecipanti una preparazione idonea per l’effettuazione delle prove al personale A e B che vanta più di 20 anni di professionalità all’interno dell’Istituto. Prima di chiudere il cerchio sul futuro degli A e B sono previsti ulteriori incontri per definire date delle prove, modalità, numeri precisi, materiale didattico e rivisitazione dei punteggi da attribuire per titoli. Insomma siamo partiti per uno spiraglio di luce, ma la UILPA INPS punta all’uscita definitiva dal tunnel!

IL COORDINAMENTO NAZIONALE UILPA INPS

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