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SMART WORKING E MOBILITA': CI SIAMO?

La settimana che si apre oggi potrebbe essere quella decisiva per quanto riguarda la contrattazione del CCNI 2018 e per alcuni istituti a favore della conciliazione dei tempi di vita - lavoro. Infatti, relativamente a questi ultimi, dopo una lunga ed articolata attività congiunta in tutte le sedi si è arrivati alle sedute di contrattazione previste oggi per smart working e mobilità nazionale.

Con questi istituti, si potrebbe andare incontro alle esigenze dei lavoratori fuori sede e di quelli che a vario titolo trarrebbero beneficio dal non venire in ufficio tutti i giorni della settimana magari lavorando con la dotazione informatica in proprio possesso. Purtroppo sembrerebbe che ci sia l’intenzione di tagliar fuori dalla mobilità proprio i lavoratori della DCOSI accampando il motivo che, a distanza, non sia possibile esercitare il ruolo informatico.

Oltre a relegare gli informatici nel ghetto, questa visione sembrerebbe decisamente anacronistica e incompatibile con il paradigma odierno del lavoro informatico.

Non si può essere contemporaneamente leva per abilitare di processi tecnologici e prigionieri nel bunker.

Su questo fatto, a prescindere dalla necessità individuale della singola misura (smart working o mobilità), gli istituti di conciliazione dei tempi vita-lavoro (part time, telelavoro, banca delle ore, ecc.), visti nel loro insieme come strumenti di accrescimento del benessere organizzativo e, indirettamente, della produttività individuale in un’ottica di benefici aziendali a tutto tondo, non possono essere riservati solo ad una parte del personale.

p. IL COORDINAMENTO UILPA - INPS DG

Claudio Checcherini

SMART WORKING: UNA GRANDE OPPORTUNITA’ A QUANDO L'ATTIVAZIONE?

Il lavoro agile, la nuova forma di lavoro che per qualche giorno alla settimana (di regola, negli esempi virtuosi, otto giorni al mese) può avvenire in un luogo diverso dall’ufficio tradizionale, è una delle misure volute dalla legge 124/2015 e dalla legge 81/2017 per conciliare i tempi di vita e di lavoro, per ridurre i costi e gli spostamenti dei lavoratori.

Questa nuova forma di lavoro consente di legare la prestazione di lavoro al raggiungimento degli obiettivi e non alla presenza oraria in un luogo.

La legge prevede che siano ammessi a partecipare al lavoro agile almeno il 10% dei lavoratori.

Quali attività?

La legge è particolarmente estensiva nel considerare le attività lavorabili a distanza impegnando la dirigenza ad organizzare il lavoro consentendo comunque di parcellizzare anche le attività solo parzialmente delocalizzabili al fine di consentire al maggior numero di dipendenti di fruirne. La norma, inoltre, prevede di aumentare l’uso di strumenti e tecnologie per rendere dematerializzabile il lavoro.

Quando il lavoro agile?

Questa forma di lavoro, su base volontaria, dovrebbe essere attivata il prima possibile stante il fatto che la legge 124 del 2015 prevedeva che entro tre anni si dovesse consentire l’accesso al 10% del personale della Pubblica Amministrazione.

A chi?

In linea generale, a tutto il personale dovrebbe essere consentito di lavorare in modo agile. In caso di richieste volontarie superiori al limite minimo del 10%, si dovrà privilegiare, nel rispetto dello spirito della norma, i dipendenti con residenza più distante dalla sede fisica di lavoro, i nuclei familiari incompleti e disagiati, con figli minori, le donne in gravidanza, le condizioni di salute del dipendente o dei familiari.

Ci aspettiamo che il personale informatico in servizio presso la DCOSI, già attualmente in possesso di tutti gli strumenti tecnologici e delle competenze necessari, sia attivato immediatamente nel limite minimo del 10% per riscontrare e rendere fattibile il dettato normativo consentendo l’immediata evidenziazione di eventuali difficoltà tecniche alle attività.

Tutte le direzioni centrali e territoriali dovrebbero preparare entro un ragionevole termine perentorio (60 giorni) il piano delle attività telelavorabili pena l’automatica considerazione di tutte le attività come lavorabili a distanza.

 

LA SEGRETERIA NAZIONALE
           UILPA-INPS

L'ARIA CHE TIRA

In questi ultimi mesi non c’è giorno in cui l’INPS non finisca sulla ribalta delle diverse testate giornalistiche o televisive per episodi o dichiarazioni che poco hanno a che fare con il suo vero e grande ruolo di gestore della previdenza pubblica e del welfare italiano.

Tale situazione desta, comunque, enorme preoccupazione, in quanto l’immagine di forte opacità che viene sempre più “percepita” dal cittadino utente, si scarica inesorabilmente sui lavoratori dell’Istituto che, sempre più spesso, sono oggetto di aggressioni verbali, e non solo, visti anche gli ultimi accadimenti di questi giorni che denotano, peraltro, anche un non adeguato sistema di protezione.

Oltretutto i lavoratori dell’Istituto in una ormai cronica carenza di personale, a fronte di ulteriori e continui maggiori adempimenti da svolgere, non riescono neanche più a stare dietro agli obiettivi e standard di produzione prefissati sui quali abbiamo delle serie perplessità.

I lavoratori dell’INPS insieme alla UILPA-INPS

non sono in alcun modo più disposti a tollerare questa deriva che ha preso l’Ente

Rispetto a tale situazione si auspica che la politica non arrivi, come al solito, fuori tempo massimo, onde evitare danni irreversibili, affinchè l’INPS possa ritornare ad essere gestito sul presupposto di base che si tratta di un patrimonio di tutti e non della proprietà privata di qualcuno.

 

IL COORDINATORE GENERALE
           UILPA-INPS
        (Sergio CERVO)

CI RISIAMO! IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO

Con una stringata comunicazione, inviata alle ore 16.20 di venerdì 21 dicembre u.s., l’Amministrazione ha trasmesso alle organizzazioni sindacali un’informativa preannunciando la soppressione del gruppo di lavoro istituito con la circolare n.36 del 20 marzo 2014 che aveva il compito di porre in essere tutte le attività propedeutiche collegate alla sistemazione della posizione assicurativa dei dipendenti pubblici “fino alla completa sistemazione del conto assicurativo” come recita la stessa circolare.

Come abbiamo già denunciato più volte in passato, si pone una questione di metodo e una di merito: il metodo attiene al rispetto degli interlocutori in un corretto sistema di relazioni industriali. Anche stavolta, le relazioni sindacali sono state vissute come un mero adempimento burocratico di cui liberarsi prima possibile: si è inviata un’informativa alle OO.SS. e dopo un’ora e mezza - alle ore 17.56 dello stesso giorno - si è pubblicato il messaggio Hermes n.4822/2018 con cui si dispone, con decorrenza 1° gennaio 2019, la cessazione dei gruppi di lavoro “ex circolare 36” con procedure di attribuzione addirittura in corso o appena definite in sede di direzione regionale/direzione di coordinamento metropolitano. Tutto questo è accaduto nonostante, subito dopo l’informativa, avessimo trasmesso una precisa richiesta unitaria scritta di apertura di confronto, come previsto dal CCNL, da cui l’Amministrazione pare sentirsi svincolata... Forse una denuncia per violazione dell’articolo 28 Statuto Lavoratori potrebbe ricordare che così non è.

Nel merito, ci sembra opportuno sottolineare il comportamento “schizofrenico” dell’Amministrazione rispetto al recente passato.

Infatti non più di sei mesi addietro, con la circolare n.76 del 31 maggio 2018, nell’aggiornare il modello organizzativo a livello territoriale, l’Istituto aveva confermato, a dimostrazione della bontà della scelta fatta a suo tempo nel 2014, l’operatività dei gruppi di lavoro “ex circolare 36” riconducendo la loro attività nella neocostituita linea di prodotto servizio “Gestione conto assicurativo individuale” e stabilendo che il funzionario cui era attribuito il coordinamento del Gruppo di lavoro rispondeva al Responsabile della medesima linea di prodotto servizio: una scelta opportuna in ragione della complessità delle operazioni connesse alla sistemazione delle posizioni assicurative dei dipendenti pubblici che richiederanno tempo e soprattutto formazione specialistica considerata la platea dei soggetti interessati ed il carattere variegato delle discipline relative alle diverse gestioni pensionistiche del pubblico impiego.

A chi giova una simile scelta? Non certo al buon andamento dell’azione amministrativa dell’Istituto, che disponeva di referenti territoriali specializzati sulla materia, e soprattutto alle migliaia di dipendenti pubblici che avevano un terminale territorialmente prossimo alle loro istanze.

Una scelta assurda e incomprensibile rispetto alla quale già oggi chiederemo conto all’Amministrazione in sede di confronto sindacale.

FP CGIL/INPS
Matteo ARIANO

CISL FP/INPS
Paolo SCILINGUO

UIL PA/INPS
Sergio CERVO

PASQUA ANTICIPATA: IL FESTIVAL DELLE SORPRESE!

Le sorprese si sa non finiscono mai ed in questi giorni assistiamo ad una serie di comportamenti e di atti inattesi che, più che annunciare il prossimo Natale, sembrano preannunciare la Pasqua.

Andiamo per ordine.

Pochi giorni fa abbiamo denunciato la stranezza di una “sessione negoziale” al di fuori degli ambiti della contrattazione integrativa di ente, con soggetti non abilitati a contrattare, accompagnata dalla definizione finanche dei contenuti di specifici istituti del CCNI 2018 delle aree, quando apprendiamo che il Presidente avrebbe adottato (il condizionale è d’obbligo visto che a tutt’oggi nessun rappresentante di questa Amministrazione si è degnato di informarne preventivamente le Organizzazioni Sindacali firmatarie del CCNL di comparto), il 30 novembre scorso, una determinazione con la quale viene definito il piano dei fabbisogni di personale per il triennio 2018/2020.

Sul piano formale, ma nelle relazioni sindacali sappiamo bene che la forma è anche sostanza, l’adozione del suddetto documento è avvenuta senza che vi sia stata la benché minima interlocuzione con le Organizzazioni Sindacali: ricordiamo ai Vertici dell’INPS che l’attuale CCNL di Comparto delle aree prevede, espressamente, quale materia oggetto di informazione, nell’ambito dell’organismo paritetico per l’innovazione, gli andamenti occupazionali delle singole Amministrazioni. Aver adottato un provvedimento su tale materia nella forma della determinazione presidenziale, al di là delle mancate condivisioni all’interno della Tecnostruttura che emergono in modo evidente dalla lettura delle premesse della determinazione, rappresenta una palese violazione delle norme contrattuali vigenti.

Sul piano dei contenuti, al di là dei proclami e del dato globale di 31.155 unità di fabbisogno ideale programmato, del tutto insufficiente rispetto ai volumi di attività svolte e di prestazioni erogate, la determinazione presidenziale produce la contrazione in termini numerici di determinati profili senza che alcuna norma di legge imponga, a differenza del passato, dei tagli alla dotazione di personale dell’INPS.

Nello specifico si tagliano 32 posti sulla dirigenza, tra prima e seconda fascia, precludendo di fatto qualsiasi ipotesi di crescita professionale per i prossimi lustri all’interno dell’Istituto, alla faccia dell’investimento sul capitale umano, e 12 sul profilo dei professionisti del ramo tecnico edilizio senza tralasciare il taglio subdolo di 266 unità sul fabbisogno dell’area B che viene di fatto fotografata all’esistente (5094 fabbisogni rispetto ad una consistenza di 5093 al 12.11.2018) con il risultato che i colleghi di area A, in possesso del diploma di scuola superiore, dovranno dire addio a qualsiasi ipotesi di progressione verticale verso l’area immediatamente superiore. Tale operazione demenziale, disegnare per alcuni profili il fabbisogno sulla fotografia del quadro esistente, produce il rischio che, qualora in futuro il legislatore dovesse imporre nuovi tagli alle dotazioni di personale nelle pubbliche amministrazioni, nel nostro Ente si debba incidere “sulla carne viva” con dichiarazioni di sovrannumeri e conseguenti attivazioni di processi di mobilità forzata. Non c’è che dire: un bel capolavoro!

Dulcis in fundo, per completare il quadro con un’ulteriore violazione delle vigenti norme contrattuali, va segnalato lo stravolgimento dei rapporti tra primo e secondo livello differenziato di professionalità per quanto attiene alle tre famiglie dei professionisti del ramo legale, di quello statistico-attuariale e di quello tecnico edilizio. Infatti a fronte di una norma contrattuale vigente, l’articolo 12 del CCNL del 21/7/2010, che prevede l’articolazione dei professionisti in due livelli differenziati di professionalità, rispettivamente nella misura del 40% sul secondo livello e del 60% sul primo livello, l’Istituto stravolge tali rapporti con il risultato che, fotografando i livelli differenziati di professionalità sul dato effettivo, i professionisti dovranno di fatto dire addio alla possibilità di accedere ai secondi livelli.

Alla luce di tutte le considerazioni esposte invitiamo i soggetti istituzionali che all’interno dell’INPS svolgono funzioni di controllo ad intervenire per rimuovere un’evidente condizione di illegittimità rappresentata dalla determinazione sulla definizione del piano dei fabbisogni di personale per il triennio 2018/2020.

Roma, 11 dicembre 2018

FP CGIL
Matteo ARIANO

CISL FP
Paolo SCILINGUO

UIL PA
Sergio CERVO

CONFINTESA
Francesco VIOLA

CONFSAL-UNSA
Piergiuseppe CIARALDI

CIDA
Lucio PALADINO

DIECI MOTIVI PER FIRMARE IL CCNI 2018!

Siamo stati convocati per oggi 10 dicembre dall’Amministrazione, unitamente alle altre Organizzazioni Sindacali firmatarie del CCNL di comparto, per discutere del contratto integrativo delle aree relativo al 2018.

Anticipiamo in questo comunicato le richieste, già rappresentate informalmente alla Delegazione di parte datoriale in occasione di precedenti riunioni ed il cui mancato accoglimento, contrariamente a quanto qualcuno afferma e scrive, determinerà la nostra non sottoscrizione del CCNI 2018:

Inserimento nel contratto integrativo degli stanziamenti relativi al finanziamento delle progressioni orizzontali 2018 comprensivi anche dei passaggi per gli attuali A2 e B2 così come già richiesto in sede di trattativa nazionale;

  • Riallineamento del trattamento economico di professionalità (TEP) ai valori ante-passaggio per tutti i colleghi interessati dalle progressioni orizzontali 2016 e 2017;
  • Incremento di 50,00 euro mensili del TEP per tutto il personale e riduzione da due anni a 12 mesi dell’anzianità di servizio richiesta per l’accesso a tale istituto;
  • Ripristino delle funzioni di tutoraggio, secondo la formula contenuta nel CCNI 2017, con impegno a far decollare tale istituto in tempi brevi in applicazione della circolare n.147/2015;
  • Introduzione di una specifica indennità per il personale amministrativo addetto, in forma prevalente e continuativa, all’attività di contenzioso in materia di invalidità civile così come convenuto con specifico verbale di intesa sottoscritto il 5/10/2017;
  • Estensione a tutto il personale dell’Istituto della maggiorazione oraria della retribuzione per le attività di front-office senza perimetrazione a specifiche aree professionali;
  • Impegno formale alla rivisitazione, per tutte le posizioni organizzative, senza alcuna discriminazione, dell’attuale sistema indennitario;
  • Aggiornamento del sistema indennitario per i profili specialistici;
  • Reintroduzione nel testo del contratto integrativo della figura, con relativa indennità già contemplata nel CCNI 2017, del Coordinatore del gruppo di lavoro posizione assicurativa dipendenti pubblici ex circolare 36/2014 (figura immotivatamente scomparsa nei testi sino ad oggi consegnati alle Organizzazioni Sindacali);
  • Estensione ai colleghi incardinati nella Sede Virtuale della Direzione servizi agli utenti ed al personale del Progetto Estratto Conto dipendenti pubblici della maggiorazione del coefficiente individuale di attribuzione degli incentivi nella misura del 10%.

A latere, rispetto ai dieci punti esplicitati, chiederemo l’attivazione di un bando di mobilità nazionale in vista dell’immissione in ruolo dei vincitori del concorso pubblico a 967 posti di consulente protezione sociale, area C, posizione economica C1, per il quale sono in fase di svolgimento le prove orali.

FP CGIL/INPS
Matteo ARIANO

CISL FP/INPS
Paolo SCILINGUO

UIL PA/INPS
Sergio CERVO

LA CONTRATTAZIONE SUI GENERIS: NEGOZIARE SENZA CONTRAENTI

Con estremo stupore siamo venuti a conoscenza di una “sessione negoziale” che si sarebbe svolta tra il Direttore Generale e la USB.

Constatiamo, quantomeno nella palese irritualità, che argomenti, in queste settimane oggetto di confronto con le OO.SS. firmatarie del CCNL 2016-2018, siano stati oggetto di approfondimento e di anticipazione rispetto agli esiti finali.

Esprimiamo, al riguardo, tutta la nostra preoccupazione e disapprovazione per il disorientamento che questa modalità può ingenerare nel Personale, oltre a rappresentare un pericoloso vulnus nel difficile percorso di costruzione di un corretto sistema di relazioni sindacali con l’Amministrazione.

Faticosamente, in queste ultime settimane, siamo riusciti a riavviare la contrattazione, dopo una paralisi di alcuni mesi del confronto sindacale su moltissimi argomenti che sono di diretto interesse del personale dell’Istituto e la cui mancata definizione avrebbe rischiato di riverberarsi, in termini negativi, sulla condizione lavorativa e professionale di tutti i colleghi.

Auspichiamo, pertanto, nell’interesse di tutto il Personale, che il confronto torni nel proprio alveo naturale che è quello della contrattazione tra Amministrazione ed OO.SS. firmatarie del CCNL. E’ il caso di ricordarlo: solo quest’ultime sono abilitate alla sottoscrizione del Contratto Integrativo e a determinarne, con la propria firma, i conseguenti effetti giuridici ed economici.

Roma, 5 dicembre 2018

FP CGIL
Matteo ARIANO

CISL FP
Paolo SCILINGUO

UIL PA
Sergio CERVO

QUIZ PER I PASSAGGI DI LIVELLO: SCARICA IL SOFTWARE DI SIMULAZIONE

Scarica il software per effettuare la simulazione delle prove selettive per il passaggio di livello all'interno delle Aree A, B e C.

E' disponibile anche il programma accessibile di simulazione per i Quiz per le selezioni per il passaggio di livello tra le aree A, B e C.

1. Effettuare il Download del file Selezioni 2018 aggiornamento 16 novembre.zip (o Selezioni 2018_Accessibile.zip per gli ipovedenti);

2. aprirlo ed estrarre la cartella Selezioni 2018 in una qualsiasi posizione (anche su pennetta);

3. aprire la cartella Selezioni 2018 e lanciare il programma Quiz (o Quiz.exe).

 

 

 

Allegati:
File
 Selezioni 2018 aggiornamento 16 novembre
 Selezioni 2018 Accessibile

RIUNIONE DELL’ORGANISMO PARITETICO PER L’INNOVAZIONE

Come richiesto dalle scriventi Organizzazioni Sindacali, che lo scorso 2 ottobre (vedi comunicato in pari data) erano intervenute, alla luce della circolare 96 del 21.9.2018 e della determinazione presidenziale n.52 del 16/5/2018 relative al nuovo regolamento di attuazione del decentramento territoriale dell’Istituto, sul tema del riassetto della rete delle agenzie invitando l’Amministrazione ad una puntuale interlocuzione con le parti sociali ed a non arretrare rispetto ad una presenza capillare dell’INPS sul territorio, si è svolta martedì 13 novembre la seconda riunione dell’Organismo paritetico per l’innovazione con all’ordine del giorno una serie di argomenti ( decentramento territoriale dell’Istituto, nuovi criteri per l’erogazione dei prestiti al personale dipendente e nuovi strumenti di comunicazione) rispetto ai quali il confronto ha fatto registrare momenti di forte dialettica.

Sul primo punto, il decentramento territoriale dell’Istituto, abbiamo chiesto all’Amministrazione, stante l’assenza di una modalità uniforme di confronto con le organizzazioni sindacali a livello locale che ci avrebbe consentito ad oggi di avere un quadro completo delle proposte presentate alla Direzione centrale Organizzazione e sistemi informativi dai direttori regionali e dai direttori di coordinamento metropolitano in ordine alla situazione attuale ed ai possibili sviluppi della rete delle agenzie, di rappresentarci lo stato dell’arte delle iniziative organizzative che si intendono adottare in ragione non solo delle potenziali ricadute sul personale direttamente impegnato nelle strutture territoriali, ma soprattutto per gli effetti che le soluzioni individuate produrranno sulle comunità interessate dagli eventuali interventi generati dall’applicazione della circolare 96/2018. Da parte della delegazione datoriale è stato chiarito, senza alcuna indicazione specifica delle singole agenzie coinvolte (da qui emerge l’esigenza e l’importanza di avere formale contezza del quadro specifico, per ogni Direzione regionale/Direzione di coordinamento metropolitano, delle proposte formulate e dei dati elaborati dalla Direzione generale), che su 278 agenzie territoriali 94, circa 1/3, non sarebbero in linea con i parametri indicati dalla circolare n. 96: rispetto alle 94 agenzie “fuori norma” solo per 30 vi sarebbe una proposta di trasformazione/chiusura con possibilità per 20 di esse di rientrare nei parametri attraverso misure organizzative adottate dall’Istituto. Nei nostri interventi abbiamo ribadito l’importanza della presenza capillare dell’INPS sul territorio riconosciuta nei documenti ufficiali dell’Istituto come “... fattore determinante ai fini dell’efficienza e dell’efficacia del servizio reso e della conseguente soddisfazione dell’utenza...” e percepita come valore aggiunto dalle stesse comunità locali mobilitatesi in questi mesi, in diverse realtà del Paese, a difesa delle loro agenzie: un patrimonio da preservare e coniugare con gli standard di prestazioni e servizi assicurati ai rispettivi bacini di utenza.

Sulla definizione di nuovi criteri per l’erogazione dei prestiti al personale l’Amministrazione, senza presentare alcuna formale proposta di revisione dell’attuale regolamento, si è limitata ad enunciare una generica idea di ampliamento della base di calcolo della retribuzione utile per alcune categorie di personale, senza dettagliare tale proposito. Rispetto all’argomento abbiamo chiarito che l’operazione, unitamente ad altri interventi di manutenzione necessari su una disciplina che ormai risale al 2013, va fatta a 360° per tutto il personale, valorizzando il sistema indennitario oggi parzialmente utilizzato ai fini dell’erogazione dei prestiti ai colleghi.

In merito al terzo tema che attiene agli strumenti di comunicazione sindacale con il personale dell’Istituto, l’Amministrazione ha ribadito il progetto di attivare una bacheca virtuale sulla Intranet nel cui ambito ciascuna organizzazione, a livello centrale e territoriale, avrà la possibilità di “postare” i comunicati e la documentazione ritenuti funzionali all’attività sindacale con contestuale invio di una specifica mail a tutto il personale dell’Istituto che sarà informato del relativo inserimento. Nel prendere atto di tale progetto, motivato dalla tecnostruttura con esigenze di alleggerimento dei server in dotazione all’Istituto, abbiamo ribadito la necessità che sia garantita alle Organizzazioni sindacali, a livello nazionale e territoriale, ed alle RSU la disponibilità di una casella di posta elettronica, magari da potenziare rispetto agli attuali 150 kb, quale ordinario ed insostituibile strumento di comunicazione con i colleghi e con l’esterno.

CONCORSO PUBBLICO PER 365 C1

In questi giorni siamo venuti a conoscenza del fatto che l’Amministrazione, dopo aver proceduto con determinazione presidenziale all’approvazione della graduatoria finale (248 vincitori) del concorso pubblico per titoli ed esami a 365 posti di analista di processo-consulente professionale, area C, posizione economica C1, contrariamente al passato, quando i neoassunti indicavano le preferenze individuando le Regioni di destinazione, demandando l’Istituto ad ogni Direttore regionale la successiva destinazione dei colleghi nelle sedi dell’ambito territoriale di riferimento, ha di fatto “scavalcato” i Direttori regionali/Direttori di coordinamento metropolitano individuando direttamente le sedi “offerte” al nuovo personale. È di tutta evidenza che una simile scelta oltre a segnalare una “sfiducia”, del tutto immotivata, nei confronti dei Direttori regionali/Direttori di coordinamento metropolitano che, lo ricordiamo, hanno il governo delle risorse umane a livello territoriale, sarà fonte di non pochi problemi sui territori che si vedranno arrivare nuove risorse, direttamente catapultate dalla Direzione generale, mortificando aspettative coltivate da chi, nelle sedi, attende da anni di potersi ricollocare altrove.

 

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