PROGRESSIONI ORIZZONTALI: GLI ILLUSIONISTI
In questi giorni una sigla sindacale sta trasmettendo una raffica di comunicati con cui si illudono i colleghi, prospettando loro – tramite una serie di ricorsi – la possibilità di partecipare alle selezioni per le progressioni orizzontali.
Come ogni anno, entro dicembre, ogni sigla sindacale deve comunicare il proprio numero di iscritti ai fini del calcolo della rappresentatività e dei relativi permessi; per questo, alcuni hanno interesse, ora, a rastrellare tessere. Invitiamo tutti i lavoratori a stare bene attenti a dar credito alle “Wanna Marchi” che promettono risultati miracolosi, perché dietro ogni imbonitore si può nascondere un raggiro...
Andiamo con ordine: con informativa sindacale scritta del 29 ottobre, l’Amministrazione comunicava quanto segue: “[...] si rappresenta che alcuni dipendenti inquadrati nella posizione economica C3, risultati idonei alle selezioni per la posizione economica C4 con decorrenza 31/12/2006 in virtù della previgente disciplina contrattuale che consentiva di fare domanda sia per la posizione immediatamente superiore che per quella successiva (cd. doppio passaggio), sono stati ammessi con riserva alle ultime selezioni per la posizione C5 con decorrenza 2016/2018.
Tale ammissione con riserva è avvenuta soltanto per coloro che avevano incardinato un contenzioso entro la data di presentazione della domanda di partecipazione (1/7/2016).
La permanenza in graduatoria di tali dipendenti è condizionata all’esito dei relativi contenziosi in essere che, al momento, risultano tutti favorevoli all’Istituto fatta eccezione per la sentenza di merito di Parma avverso la quale l’Istituto ha proposto ricorso in appello.
Pertanto, ai fini della individuazione di possibili soluzioni per tutti i dipendenti che vertono nella medesima condizione, risulta necessario attendere gli esiti delle sentenze definitive passate in giudicato.
Per quanto attiene la richiesta di scorrimento delle ultime graduatorie per la posizione C1 (2010/2011), la circolare del Dipartimento della Funzione pubblica prot. n. 11786 22/02/2011, ha precisato che, per effetto dell’art. 24, comma 1, del d.lgs. 150/2009, l’utilizzo delle graduatorie delle progressioni verticali è ammesso al solo ed esclusivo fine di assumere i vincitori, e non anche gli idonei, delle procedure selettive interamente riservate al personale dipendente.
Quindi, per effetto di tale disposizione, le suddette graduatorie hanno esaurito la loro efficacia.”
L’Amministrazione ha, quindi, preso una precisa posizione scritta su questioni pendenti da tempo.
Ancora: con messaggio Hermes n. 4014/2018 l’Amministrazione ha chiarito che la selezione è riservata: - al personale comandato da altra Amministrazioni, stabilizzato in INPS successivamente al 1° luglio 2016, termine di presentazione delle domande di partecipazione alle sessioni ordinarie delle ultime progressioni orizzontali; - al personale che, pur avendo partecipato alle prove nel 2016, non abbia acquisito l’idoneità (punteggio minimo 36/60) nelle sessioni ordinarie; - al personale escluso dalla partecipazione alla sessione ordinaria in quanto destinatario, nel biennio precedente alla pubblicazione del relativo bando, di provvedimenti disciplinari, sospeso dal servizio, destinatario dei precitati provvedimenti sanzionatori e/o cautelari nelle more della definizione della procedura di selezione ordinaria.
Ci appare, pertanto, totalmente scorretto illudere i colleghi di area B circa la possibilità di fare domanda per la posizione economica C2, con una modulistica creata ad arte dalla stessa sigla sindacale e quindi non conforme a quella allegata al msg Hermes n. 4014, sulla base dell’assunto che avere incardinato un contenzioso prima del 9 novembre p.v., per il riconoscimento della posizione C1, legittimi gli interessati a partecipare alla selezione straordinaria di recupero, per la posizione economica C2.
Da ultimo: considerando che il bando attuale è frutto dell’accordo siglato nel 2015, eventuali ulteriori integrazioni che ci vedrebbero d’accordo – come il passaggio dei colleghi A2 e B2 verso l’A3 e B3 –, non sono al momento giuridicamente possibili, ma è nostro preciso intento ottenerle.
Attenzione, quindi, a non farvi abbindolare!
Roma, 6 novembre 2018
FP CGIL/INPS
CISL FP/INPS
UIL PA/INPS
CONFINTESA/INPS
CONFSAL-UNSA/INPS
LUCIANUS IL CENSORE
Nell’antica Roma il censore era magistrato di indiscussa moralità ma privo di “imperium”. In questi giorni assistiamo ad una reintroduzione del ruolo del censore da parte dell’imperatore Tito che, nominato Lucianus il Censore, lo sguinzaglia per intimorire chi versa acqua sul fuoco dell’agone politico.
Al quotidiano “La Verità”, il 14 ottobre, è stata concessa un’intervista da parte del Direttore Regionale del Lazio Fabio Vitale che, stemperando i toni catastrofistici dell’Imperatore Tito in un altro articolo dello stesso quotidiano, dichiarava che la tecnostruttura sarebbe stata in grado di fronteggiare le richieste del governo in materia di politiche sociali e pensionistiche. Si apprende ora che Lucianus il censore avrebbe, per conto dell’Imperatore Tito, chiesto di raccogliere elementi finalizzati a intraprendere una nuova azione disciplinare nei confronti del Direttore Regionale.
Non bastava che i dipendenti pubblici fossero additati come pretenziosi nullafacenti e che i dipendenti INPS fossero vittime di aggressioni agli sportelli per la sola colpa di essere il front office di scelte organizzative irragionevoli, sistemi inadeguati, procedure informatiche malfunzionanti, sistemi premianti a tagliola con sorpresa a posteriori. Serviva un imperatore in cerca di nuova occupazione a far odiare l’Istituto da chi la classe politica al governo del Paese l’ha votata.
Gli antichi romani affiancavano due censori, uno dei quali di estrazione popolare per bilanciare il potere dei Patrizi.
A duemila anni di distanza, non possiamo che ribadire che il nostro Ente non può essere governato da un uomo solo e che urge una ristrutturazione che ricomprenda un Consiglio di Amministrazione che, con pesi e contrappesi, indirizzi l’orientamento della tecnostruttura e non faccia politica. Solo perché questi duemila anni non siano passati invano.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE UILPA-INPS
IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO!!!!!!! I PRODOTTI DOVE LI METTO? DOVE LI METTO NON SI SA. DURANTE L’ANNO LI SPOSTO UN PO’ DI QUA, UN PO’ DI LA!
Questo è quello che si è verificato col cruscotto di Agosto.
Infatti la pubblicazione del Cruscotto al 31 agosto ha evidenziato risultati negativi dovuti allo spostamento dell’indicatore dei Conti individuali dall’Area Flussi all’Area Linee di servizio. Nonostante la costituzione della linea “Gestione Conto individuale”, secondo quanto previsto dalla circolare 76/2018, sia avvenuta dal mese di agosto, lo spostamento da un’area all’altra del Cruscotto è stato eseguito “a montante” da gennaio.
Lo spostamento degli adempimenti indicati (dalla colonna U a Y) nel presente cruscotto, relativi alla LPS Conto individuale (prodotti ex INPDAP), ha prodotto uno squilibrio, in senso negativo, sull'indicatore dell'Area Flussi rispetto a quello dell'Area Linea di Servizio, visto che tali adempimenti sono del tutto prioritari nel loro conseguimento, perché riferibili ai Piani di Miglioramento nazionale. Tale squilibrio, d'altronde, non è mitigato a livello di Sede, perché il peso pro quota di tali indicatori ha assunto un valore dimezzato rispetto a quando gli stessi contribuivano alla valorizzazione dell'Indicatore Qualità Area Flussi.
Praticamente da un valore assoluto, in termini di peso, del 25% (INDICATORE DI QUALITA' GESTIONE CONTO ASSICURATIVO INDIVIDUALE rappresentava il 50% dell'INDICATORE DI QUALITA' ANAGR.FLUSSI - ACCERTAMENTO E GESTIONE DEL CREDITO che a sua volta rappresentava il 50% dell'INDICATORE QUALITA' AREE FLUSSI) si è passati ad una valorizzazione del 12,5% circa del suo peso all'interno dell'INDICATORE QUALITA' LINEE DI SERVIZIO; laddove i due macro indicatori partecipano equamente alla valorizzazione dell'INDICATORE SINTETICO DI QUALITA' DELLE AREE DI PRODUZIONE.
In alcune sedi il risultato è stato addirittura devastante. Ad esempio la Filiale Roma EUR, che ha realizzato migliaia di punti omogeneizzati su uno dei prodotti interessati ai Piani di Miglioramento, aumentando di fatto il peso dell’Area Flussi, ha visto passare lo scostamento rispetto all’anno precedente da +6.33% a -5.54%.
La UIL PA INPS denuncia che il cambiare le regole di ingaggio, in corso d'opera, senza alcuna condivisione con il Territorio sui tempi e le modalità da adottare, ai fini del conseguimento degli obiettivi, produce un senso di impotenza direzionale e operativa che, in presenza di scarsità di risorse umane, oltre che economiche, crea solo circoli viziosi di inefficienza, di scoraggiamento motivazionale e perdita di lucidità decisionale.
La UIL PA INPS diffida l’Amministrazione ad applicare la retroattività della circola 76 da Gennaio e non da Agosto e si batterà affinchè l’indicatore venga lasciata per i primi 7 mesi nei flussi.
La UIL PA INPS è contro pozioni magiche di neutralizzazione del conto assicurativo individuale in quanto ci danneggerebbe ancora di più.
LA UIL PA INPS DICE CHE E’ GIUSTO DARE A CESARE QUELLO CHE E’ DI CESARE.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE UILPA/INPS
REDDITO DI CITTADINANZA E SUPERAMENTO LEGGE FORNERO: Con quali e, soprattutto, con quante risorse umane si potrà fronteggiare questo carico di lavoro?
Nel nostro Paese la popolazione invecchia progressivamente. Non è una novità che anche il personale dell’Istituto stia invecchiando. In termini assoluti, al primo ottobre, oltre 6000 dipendenti sono nella fascia di età superiore ai 61 anni (per la precisione, 5970 in fascia 61-65 e 336 in fascia 66-70). Ciò significa che, oltre alla fisiologica quota di circa 1000 dipendenti in uscita ogni anno, in caso di modifiche al quadro normativo paventate dal Governo, anche un consistente numero di questi dipendenti potrà lasciare il lavoro.
Desta particolare allarme anche il profilo medico che sta accogliendo nuovi carichi di lavoro per le convenzioni con le aziende sanitarie locali in materia di invalidità civile, dove oltre il 66% è over 60 (per la precisione si annoverano nel profilo medico 308 medici over 60 su un totale di 466). La possibilità di chiedere il collocamento a riposo da parte dei dipendenti INPS avverrà contestualmente alla richiesta di una consistente parte di lavoratori italiani che chiederà di esercitare il diritto alla pensione, incrementando considerevolmente il carico di lavoro nelle sedi.
Carico di lavoro che aumenterà anche per effetto delle misure di sostegno al reddito in corso di studio da parte del Governo.
Infatti se, dai dati ufficiali, nel 2017 sono state lavorate ed accolte più di 217.000 domande di pensione e se il potenziale bacino di beneficiari delle misure pensionistiche allo studio del Governo supera i 400.000 lavoratori, è lecito attendersi un incremento di domande di pensione del doppio di quelle già pervenute. A questo si aggiungono le potenziali misure sul cosiddetto reddito di cittadinanza che potrebbe coinvolgere fino a cinque milioni di cittadini con reddito sotto la soglia di povertà di 780 euro.
Con quali e, soprattutto, con quante risorse umane si potrà fronteggiare questo carico di lavoro?
E’ necessario quindi che l’Amministrazione fornisca alla scrivente O.S. le stime del personale che verrà a cessare dal servizio.
Non è una novità che le sedi siano, attualmente, per numerose concause, in sofferenza e non riescano ad esercitare con efficacia ed efficienza il loro lavoro. Le procedure informatiche hanno bisogno di continue revisioni anche a seguito delle variazioni normative e vivono momenti di difficoltà connessi a cambi di appalto e riorganizzazioni continue.
Urgono, evidentemente, misure organizzative appropriate, investimenti straordinari sul personale, sulla formazione, sulla motivazione anche attraverso la definizione di adeguati percorsi di carriera e l’assunzione di personale ben oltre le soglie consentite dalla normativa vigente.
Il Presidente ed il Direttore Generale, oltre a mantenere gli impegni presi a suo tempo con le OO.SS. relativamente ai passaggi di area, debbono farsi parte attiva anche verso il Governo per impedire all’Istituto di implodere.
Nel bene dell’Istituto e del Paese.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE
UILPA/INPS
ISPETTORI DI VIGILANZA: L'ERBA DEL VICINO…E SEMPRE LA PIU’ VERDE?
All’indomani della nomina del nuovo D.G. dell’INL Gen. Alestra, si è immediatamente rimessa in moto la macchina del fango. Una subitanea produzione di comunicati, richieste di incontro, lettere aperte al Ministro, documenti, statistiche etc. etc., il tutto per fornire in tutta fretta ai nuovi inquilini del Ministero una rappresentazione parziale, molto parziale sulla complessa e contorta vicenda INL.
Per quanto ci riguarda, il nostro punto di vista sull’argomento è ormai noto, e quindi non ci uniremo al coro delle Cassandre. Riteniamo invece utile e necessario invitare il nuovo D.G. ad attivarsi per riaprire un confronto con tutte e tre le componenti interessate, INPS INAIL INL.
Riteniamo inutile e poco fruttuoso continuare questa azione settaria e faziosa di pressione verso i soggetti interessati. Stando troppo vicino al sole ci si riscalda, è vero, ma si può anche incorrere nell’Icariano errore di avvicinarsi troppo, con il rischio di sciogliersi e poi precipitare.
Occorre invece effettuare una approfondita verifica sugli effetti che sta producendo la istituzione dell’INL, il cui unico risultato è stato quello di creare ulteriori fratture e divisioni profonde tra il personale deli Enti interessati. Una bella trappolona che purtroppo ha funzionato. Il dito accusatore deve invece essere puntato, non verso gli intransigenti ispettori di questo o di quell’Ente, ma verso chi ha generato questa mostruosa pazziella a costo zero.
Quella che nelle intenzioni doveva essere una vera e propria agenzia oggi è ridotta ad essere una organismo ibrido con risultati molto deludenti. Un organismo che si trascina dietro tutti i lacci e lacciuoli burocratici ministeriali con un evidente appesantimento dell’azione ispettiva. A questo punto, piuttosto che continuare a guardare nell’orto del vicino, sarebbe opportuna e necessaria una comune e profonda riflessione, senza alcun pregiudizio. E se questo dovesse significare la creazione di una Agenzia Unica con una sua autonomia gestionale, sganciata dalle logiche ministeriali, ben venga. Ma sicuramente non a costo zero!
Ma se l’Agenzia, in quanto tale, dovesse incorrere in un fallimento, come in effetti si sta già verificando, bisogna anche avere il coraggio di ripensare ad un diverso modello organizzativo, che preveda tra l’altro, attraverso un coordinamento meglio organizzato dei tre Enti, un livellamento verso l’alto delle retribuzioni di tutti gli ispettori. Noi non ci siamo mai sottratti al confronto.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE
UILPA/INPS
BOERI VENGA AL TAVOLO ALTRIMENTI GLI IMPEGNI SONO SOLO PAROLE AL VENTO!
Sul tema delle progressioni verticali, argomento non inserito all’ordine del giorno dell’odierna riunione del Tavolo nazionale convocato sul CCNI 2018, l’INPS intende procedere con un atto unilaterale che non terrà conto delle osservazioni e delle proposte di modifica formulate dalle organizzazioni sindacali in occasione delle due precedenti riunioni.
È questa la sintesi e la brutale conclusione dei lavori del confronto odierno.
Contraddicendo gli impegni assunti formalmente e facendo leva nell’arco di questi dodici mesi, sul senso di responsabilità dalle organizzazioni sindacali che hanno pazientemente atteso i tempi per definire un accordo che regolasse le progressioni verticali mediante il meccanismo delle selezioni interne, la Presidenza dell’Istituto, e il dato è emerso chiaramente ed in modo plastico oggi con una Delegazione in evidente imbarazzo, ha deciso di chiudere a qualsivoglia forma di confronto sui criteri per le progressioni verticali.
Le nostre richieste di semplificazione della procedura di selezione attraverso l’eliminazione dell’inutile prova orale, di riconduzione delle prove scritte alle materie istituzionali che hanno attinenza con l’oggetto dell’attività dell’INPS, di rivisitazione dei punteggi riconosciuti ai titoli, di un’adeguata valutazione dell’anzianità di servizio e di una congrua ponderazione di idoneità conseguite in precedenti selezioni interne (senza i paletti temporali legati all’applicazione del D.lgs.n.150/2009 come invece riportato nella proposta dell’Amministrazione), comprese quelle organizzate a suo tempo non solo in INPS, ma anche negli Enti integrati, non hanno trovato udienza presso il vertice politico del nostro Ente.
A questo punto venga il Presidente al Tavolo negoziale ed abbia il coraggio di contraddire quanto da lui sottoscritto un anno fa!
CARO PRESIDENTE GLI IMPEGNI SI MANTENGONO
FP CGIL/INPS
Matteo ARIANO
CISL FP/INPS
Paolo SCILINGUO
UIL PA/INPS
Sergio CERVO
SISTEMA DI VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE: SIAMO SOLO ALL'INIZIO DI UN PERCORSO DI CONFRONTO
Il 13 settembre u.s. si è tenuto l’incontro tra l’Amministrazione e le organizzazioni sindacali sui criteri generali del sistema di valutazione della performance posti a base del Piano Performance 2018 -2020 (nel quale sono individuati gli obiettivi specifici di ente e specificati gli obiettivi programmati per il corrente anno) e del Sistema di misurazione e valutazione della performance (cd SMVP, in cui sono riassunti tutti i criteri di misurazione e valutazione della performance), adottati con le Determine presidenziali rispettivamente n. 24 e n. 25 del 13 marzo 2018.
In verità l’apertura del confronto ex art. 5 CCNL di comparto per il triennio 2018-2010 attivato dall’Amministrazione ci è apparso alquanto tardivo considerato che le Determine sono state pubblicate in data successiva la sottoscrizione del contratto delle aree ma non di meno abbiamo apprezzato lo sforzo postumo dell’Amministrazione di confrontarsi sull’argomento che è determinante ai fini della comprensione del calcolo della retribuzione di risultato di tutto il personale dell’ente (funzionari, dirigenti e professionisti)
L’Amministrazione ha, quindi, evidenziato come l’anno 2018 segna un importante trasformazione del sistema di misurazione della performance del personale basata sull’aggiornamento degli indicatori e sulla revisione dei criteri di valutazione orientati a garantire un’adeguata misurazione della qualità della produzione.
Tra i criteri generali seguiti per l’aggiornamento del SMVP, l’Amministrazione ha evidenziato come il nuovo sistema di misurazione è orientato verso una maggior convergenza tra gli obiettivi dei dirigenti e quello del personale e tra quelli delle strutture centrali e quello del territorio, realizzata attraverso la misurazione della performance dei dirigenti centrali su indicatori che misurano la performance del territorio e la misurazione della performance dei dirigenti territoriali su elementi rilevanti anche per il personale. Ha inoltre precisato che la valutazione delle performance organizzativa delle strutture di produzione – basata sia su obiettivi di produttività che su quelli di qualità – è fondata su una profonda rivisitazione dei parametri di qualità tesi a garantire un continuo miglioramento dei servizi erogati agli utenti e verso una maggiore pulizia degli archivi.
L’Amministrazione ha poi illustrato il Parametro del Miglioramento Continuo (clausola di salvaguardia PMC) che permette di riallineare le strutture con un minor livello di qualità alle altre, attraverso un sistema di confronto della qualità non più riferito alla media nazionale dei risultati consuntivi ma alla media del cluster di appartenenza. In pratica le sedi territoriali sono state divise in gruppi omogeni – cd cluster – tenuto conto delle diverse situazioni sociali, economiche e demografiche di modo che il confronto sulla qualità avviene con riferimento alla media del cluster di appartenenza (vedi in punto circ. n. 183/2016).
Abbiamo chiesto ed ottenuto uno specifico tavolo tecnico perché è del tutto evidente che l’incontro, nonostante i buoni propositi, è solo il momento iniziale di un percorso di confronto e di discussione con le OOSS per costruire un nuovo sistema di misurazione della performance.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE UILPA-INPS
LA POSIZIONE DELLA UILPA SU SEDE VIRTUALE E INDENNITA’ EX FUNZIONI SPECIFICHE
Torniamo a denunciare l’assenza di corrette relazioni sindacali con un’Amministrazione che o è inerte, con un CCNI 2018 che deve ancora partire, o procede solitaria in pieno disprezzo delle regole che è tenuta ad osservare: informativa sindacale successiva alla comunicazione agli interessati ai trasferimenti dalla Direzione Generale alla Struttura Eco. Al riguardo chiediamo l’immediato ritiro dei provvedimenti emessi e la contemporanea richiesta dei criteri utilizzati dai Direttori Centrali coinvolti nella individuazione del personale messo a disposizione.
Torniamo, altresì, a richiedere all’Amministrazione il pieno rispetto degli Accordi Integrativi fin qui sottoscritti nei confronti del personale delle ex Funzioni specifiche successivamente transitato in maniera coatta, a partire dall’1 marzo 2017, nella neo costituenda Sede Virtuale. Ci riferiamo in modo specifico alle indennità previste, per la durata di 36 mesi e cioè fino a giugno 2018, per i colleghi delle 4 ex Funzioni specifiche che hanno continuato a svolgere sostanzialmente le stesse attività lavorative/produttive anche nella nuova Struttura cui sono stati trasferiti. E’ inammissibile sospendere e terminare l’erogazione della summenzionata indennità, a febbraio 2017, a fronte di obiettivi assegnati e sistematicamente raggiunti dallo stesso personale anche dopo il loro trasferimento.
La Sede Virtuale, tra l’altro, non ha ereditato soltanto la quasi totalità delle attività delle ex soppresse Funzioni specifiche ma, in questi primi 18 mesi di vita, ha visto ampliare enormemente le sue competenze (Premio alla Nascita, Congedi parentali, L. 104/92, Naspi, illeciti penali etc.) e il suo personale, arrivato a quasi 130 unità e distribuito tra soltanto 5 team.
I risultati di questa Struttura, che opera in sussidiarietà per un gran numero di Direzioni territoriali dal nord al sud, sono sotto gli occhi di tutti ed apprezzati soprattutto dal Personale delle Sedi INPS che beneficiano del suo supporto. Di questi colleghi il CCNI 2018 deve occuparsi e la strada da seguire è quella di prevedere lo stesso trattamento di incentivo previsto per chi lavora sul Territorio perché, come scritto sopra, è per il Territorio che gli stessi lavorano.
La posizione della UILPA è, sui suddetti punti, chiara e ferma.
IL COORDINATORE GENERALE
UILPA-INPS
(Sergio CERVO)
QUESTIONE CRAL: MENTRE TUTTO TACE … L’AMMINISTRAZIONE AVANZA
E’ proprio così.
Nel corso della riunione che si è tenuta il 25 giugno u.s., l’Amministrazione, dopo nostre numerose richieste, ha incontrato le delegazioni sindacali per illustrare le soluzioni utili a risolvere il problema Cral sul territorio.
Tutto nasce dalle “solite” visite ispettive del MEF che, perentoriamente, hanno disposto che tutti i Cral debbano pagare a costo di mercato l’utilizzo dei locali messi a disposizione dall’Amministrazione nel corso degli anni.
Un qualcosa di inaccettabile, non perché contrari al pagamento delle spese, ma perchè non si è considerato che i Cral hanno svolto e svolgono la loro funzione non come attività commerciali vere e proprie, ma come attività ricreativa.
Ad onor del vero l’Amministrazione si era resa disponibile, in quella riunione, presenti il Direttore Generale ed il dirigente del patrimonio, a rivedere l’onere a valori di mercato applicando opportuni correttivi.
Sulla base di questa relazione il Direttore Generale aveva promesso, entro una settimana, un report con tutte le sedi Cral coinvolte, i relativi nuovi canoni, le spese delle utenze e, soprattutto, indicare quali sedi avevano, nel tempo, avuto delle assegnazioni formali o meno.
A distanza di giorni e nel pieno periodo di ferie, vediamo recapitare ai Cral delle lettere di presunte società di intermediazione incaricate dall’INPS per dirimere la questione.
Non è questo che ci aspettavamo, non è questo che i lavoratori si attendevano.
Chiediamo un incontro urgente con i vertici dell’Amministrazione per avere chiarimenti e spiegazioni del caso.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE
UILPA-INPS
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