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Comunicato Flash 13/10/2014 - CCNI2014

unitario loghi 

COMUNICATO  UNITARIO FLASH 13 ottobre 2014

CCNI 2014, FABBISOGNI TRIENNALI, ORARIO DI SERVIZIO 

 

Nella mattinata di mercoledì 15/10 p.v. proseguirà, in sede tecnica, l’avviato confronto rivolto alla sottoscrizione dell’ipotesi di CCNI 2014. In quella occasione, come da richiesta avanzata da Cgil, Cisl e Uil nel corso degli incontri dell’1 e del 7 ottobre uu.ss., verrà fornito alle OO.SS. un quadro aggiornato dei dati relativi alle differenze che allo stato caratterizzano i trattamenti economici erogati nei confronti dei lavoratori di INPS, ex INPDAP ed ex ENPALS. L’analisi di questi dati ci consentirà di valutare, con la dovuta attenzione, gli effetti che, dopo le misure su questo versante già introdotte con il CCNI 2013, un ulteriore step di armonizzazione, da inserire, come previsto nell’Accordo di Programma 2014-2016, nel CCNI 2014, avrebbe a produrre sui trattamenti in godimento. Tale analisi permetterà in altri termini di verificare, tenuto anche conto delle risorse economiche allo scopo utilizzabili, quali ulteriori interventi di omogeneizzazione delle retribuzioni potranno nell’immediato essere messi in campo.

Nel pomeriggio di mercoledì proseguirà invece, in sede di tavolo nazionale, la discussione, apertasi l’8/10 u.s., sul piano triennale dei fabbisogni. Dal documento di lavoro consegnatoci dall’Amministrazione si evince che, nel triennio 2015-2017, oltre a quelle con decorrenza dal 1° febbraio 2015, si verificheranno n. 1497 cessazioni per raggiungimento dei limiti ordinamentali d’età (pensioni di vecchiaia). Per effetto di tali ulteriori cessazioni, a fronte di una dotazione organica pari a 29.999 unità, la consistenza del personale sarà, al 31/12/2017, pari a 29.354 unità (-645). L’obiettivo che l’Amministrazione intenderebbe perseguire, nel rispetto di quanto previsto nell’Accordo di Programma 2014-2016, è quello di addivenire, nel periodo 2015-2017, ad un ri-allineamento tra dotazione e consistenza; ri-allineamento che, sulla base di quanto emerge dal documento consegnato alle OO.SS., si vorrebbe conseguire procedendo, nel triennio, previa acquisizione delle relative autorizzazioni, a n. 551 assunzioni, così ripartite:

-          297 scorrimenti delle graduatorie dei concorsi esterni per B1 amministrativo, C1 ispettore di vigilanza e C3 informatico;

-          191 passaggi dall’area A all’area B;

-          63 stabilizzazioni di personale in comando da Amministrazioni provinciali, enti in dissesto e con profilo sanitario (42 in area C e 21 in area B).

Nel riservarci una valutazione più attenta in ordine alle scelte strategiche su cui poggiano le proposte avanzate dall’Amministrazione, abbiamo chiesto di conteggiare tra le cessazioni che interverranno dopo il 1° febbraio 2015 e fino al 31/12/2017 anche quelle per anzianità contributiva (pensioni anticipate). Ciò consentirebbe di disporre di un quadro più chiaro delle vacanze di organico da coprire nel prossimo triennio e, verosimilmente, di prevedere, all’interno del piano dei fabbisogni, un più ampio numero di assunzioni. Ci si potrebbe così con maggiore efficacia avvalere di tutti gli strumenti necessari a:

-          dare avvio ad appositi percorsi di sviluppo e valorizzazione professionale. In ordine a quest’ultimo aspetto, abbiamo unitariamente chiesto che il piano prospettatoci sia integrato con la previsione di passaggi dall’area B all’area C;

-          mettere stabilmente a disposizione dell’Istituto le professionalità di cui esso necessita, mediante lo scorrimento delle graduatorie vigenti e la stabilizzazione di comandi.

Come è noto, nel corso delle riunioni del tavolo nazionale dedicate all’argomento, le scriventi OO.SS., anche in ragione delle crescenti richieste di tutela provenienti da cittadini e imprese, hanno con forza rappresentato la propria contrarietà in ordine alla riduzione dell’orario di servizio prospettata dall’Amministrazione in aderenza a specifici rilievi formulati dai servizi ispettivi del Mef.

Con messaggio Hermes n. 7492 del 7/10 u.s. sono state fornite ai Direttori delle Strutture territoriali indicazioni circa le modalità di rideterminazione dell’orario di servizio ed è stato fissato al 31/10 p.v. il termine entro il quale rinegoziare i vigenti accordi in materia di orario di lavoro.

A seguito dell’adozione del citato messaggio, con la nota che si allega, trasmessa all’Amministrazione il 10/10 u.s., Cgil Cisl e Uil, in linea con quanto già rappresentato in sede di tavolo nazionale e ribadito con comunicato unitario del 2/10 u.s., hanno chiesto che si dia quanto prima corso all’apertura, in sede locale, di tavoli di confronto nell’ambito dei quali discutere, contestualmente, della rivisitazione dell’orario di servizio e di quella dell’orario di lavoro

Cgil Cisl e Uil esprimono la propria vicinanza e la più sincera solidarietà nei confronti delle famiglie dei colleghi e delle colleghe in servizio presso le Strutture Inps della città di Genova, duramente colpita dall’alluvione verificatasi nella notte tra il 9 e il 10 ottobre uu.ss.

Roma, 13 ottobre 2014

FP CGIL/INPS

Oreste CIARROCCHI

CISL FP/INPS

Andrea NARDELLA

UIL PA/INPS

Sergio CERVO

 

Flash 7/ottobre/2014 - Mobilità

 logo uil inps

Roma, 07 ottobre 2014   

A TUTTI GLI ISCRITTI

NOTIZIA FLASH Graduatorie Mobilità  

   Si comunica che l’Amministrazione sta provvedendo ad effettuare ulteriore riscontri sulla graduatoria relativa alla mobilità nazionale del personale amministrativo delle Aree A, B e C e nei ruoli della vigilanza.

 Nei prossimi giorni sarà ripubblicata la graduatoria definitiva.

            Cordiali saluti.

 

IL COORDINATORE GENERALE

UILPA-INPS

(Sergio CERVO)

 

                                                                                                           

  

                                                                                                                     

Comunicato Unitario 2/10/2014

unitario loghi 

A TUTTI I LAVORATORI

La riunione tra Amministrazione e delegazioni di parte sindacale tenutasi ieri ha segnato l’apertura del confronto sul CCNI 2014.

In apertura dell’incontro, abbiamo sottoscritto un verbale d’intesa integrativo degli accordi sulla mobilità nazionale a domanda del 12/6/2013 e del 25/3/2014.

Come anticipato con il nostro comunicato del 30/9 u.s., l’intesa sottoscritta prevede:

- il trasferimento del personale in posizione utile in graduatoria in servizio presso le Sedi non interessate da esigenze di contingentamento con decorrenza 1/1/2015;

- il trasferimento del personale in posizione utile in graduatoria in servizio presso le Sedi delle regioni Lombardia e Veneto e del personale amministrativo in servizio presso la Sede di Fermo secondo i seguenti contingenti: il 25% del personale interessato con decorrenza 1/1/2015; il 50% del personale interessato con decorrenza 1/7/2015; il 25% del personale interessato con decorrenza 1/1/2016.

L’accordo sottoscritto prevede altresì che i lavoratori in posizione utile in graduatoria, anche se provenienti da regioni non interessate da contingentamenti, potranno, in caso di comprovate e specifiche motivazioni, chiedere il differimento del trasferimento al secondo o al terzo contingente.

Su nostra richiesta, l’Amministrazione ha confermato che le graduatorie relative alla mobilità territoriale saranno pubblicate, una volta rilasciata l’apposita procedura informatica, entro la fine della settimana in corso o, al più tardi, entro metà della prossima settimana.

La delegazione di parte pubblica ha infine precisato che, stante l’esigenza di tutelare informazioni da cui possono essere ricavati dati sensibili, avranno accesso al sistema di visualizzazione delle medesime graduatorie i soli lavoratori che hanno presentato domanda di trasferimento.

Sul tema, abbiamo unitariamente chiesto si giunga alla sottoscrizione di un protocollo di intesa attraverso il quale disciplinare, nel rispetto della normativa vigente, il delicato tema del rapporto tra trasparenza e tutela dei dati personali/sensibili.

Per quanto riguarda il CCNI 2014, Cgil Cisl e Uil, peraltro in linea con quanto previsto nell’Accordo di Programma 2014-2016, hanno anzitutto chiesto che vengano introdotti, attraverso il medesimo CCNI, elementi che consentano di innalzare i livelli di coinvolgimento e di partecipazione del territorio nei processi di individuazione delle leve su cui agire per rafforzare le prestazioni e i servizi erogati dall’Istituto.

Abbiamo in particolare chiesto che, già a partire dall’anno in corso, ad es. attraverso il finanziamento e l’elaborazione partecipata di piani pluriennali di livello locale agganciati allo sviluppo attuativo del piano industriale 2014-2016, parte delle risorse destinate alla remunerazione della produttività collettiva venga messa a disposizione della contrattazione integrativa decentrata. Ciò, al fine di avvicinare quanto più possibile i punti dove si contratta ai bisogni e alle aspettative di tutela dei cittadini e delle imprese, gettando così le basi per stringere alleanze con i portatori di interesse in sede locale. Contrattazione decentrata alla quale, ad avviso di Cgil, Cisl e Uil, si potrebbe anche demandare il compito di individuare, all’interno di un quadro di regole e nell’ambito di un budget definiti al livello nazionale, il numero delle posizioni organizzative e la misura delle relative indennità; misura che, a parere delle scriventi, andrebbe graduata in ragione di una puntualepesatura delle diverse attività da presidiare. Il tutto, in ragione delle specifiche necessità che di volta in volta si pongono a livello di singolo territorio.

Sul versante dell’armonizzazione dei trattamenti economici, abbiamo unitariamente chiesto all’Amministrazione di mettere rapidamente a disposizione delle OO.SS. un aggiornamento dei dati e delle informazioni sulle differenze retributive in essere a suo tempo fornitici in sede di tavolo tecnico. I dati in questione saranno resi disponibili in occasione del prossimo incontro sul CCNI 2014.

Nell’ambito del citato incontro, come da noi chiesto ieri, riprenderà anche il confronto sulla definizione dei criteri relativi agli sviluppi economici interni alle aree.

Su nostra richiesta infine, nel pomeriggio di ieri, l’Amministrazione ha trasmesso alle OO.SS. bozza del messaggio con il quale verranno fornite ai Direttori delle Strutture territoriali sede di contrattazione indicazioni circa le modalità da seguire per procedere, come imposto dalla Ragioneria Generale dello Stato, alla rivisitazione dell’orario di servizio.

In particolare, la bozza di messaggio inviataci prevede che:

- l’apertura delle Sedi non potrà essere disposta in orario anteriore alle 7:30 e la chiusura in orario non posteriore alle 19:30;

- l’orario dovrà essere articolato su 5 giorni settimanali e per un monte ore complessivo non superiore a 50 ore settimanali.

Secondo quanto previsto dalla citata bozza, ad intervenuta rideterminazione dell’orario di servizio, andranno rinegoziati, entro il 31/10 p.v., i vigenti accordi in materia di orario di lavoro.

Il messaggio in via di adozione appare dunque in linea con la proposta formulata dalle scriventi OO.SS. in occasione del precedente tavolo negoziale; proposta che aveva l’obiettivo di addivenire ad un superamento della determinazione con la quale, a giugno scorso, dal centro fu ridisegnato l’orario di servizio per tutte le realtà territoriali.

A parere delle scriventi tuttavia, anche sulla rivisitazione dell’orario di servizio dovranno essere assicurati alle OO.SS. territoriali e alle RSU adeguati livelli di partecipazione.

Oltre alla prosecuzione del confronto sul CCNI 2014, programmata per il 7/10 p.v., a chiusura dell’incontro, in linea con quanto previsto nell’Accordo di Programma 2014-2016, sono stati fissati, per la prossima settimana, incontri su fabbisogni triennali delle assunzioni, criteri relativi agli sviluppi economici interni alle aree, rivisitazione dei sistemi di misurazione e pianificazione, rivisitazione dell’impianto delle posizioni organizzative.

E’ infine intenzione delle scriventi OO.SS. chiedere ufficialmente all’Amministrazione di accelerare la definizione delle procedure volte a consentire al personale prossimo al pensionamento l’interruzione delle rate di ammortamento dei mutui ed il rimborso totale o parziale del residuo debito con utilizzo delle competenze spettanti a titolo di TFR.

Roma, 2 ottobre 2014

FP CGIL/INPS

Oreste CIARROCCHI

CISL FP/INPS

Andrea NARDELLA

UIL PA/INPS

Sergio CERVO

 

Riprende il confronto con l'amministrazione INPS

Si è svolta ieri, tra Amministrazione e OO.SS., una riunione del tavolo nazionale nel corso della quale è proseguito il confronto sulle diverse problematiche già al centro dei tavoli negoziali tenutisi nel mese di luglio, tra le quali:

CRITERI DI GESTIONE DELLA MOBILITÀ TERRITORIALE
L’Amministrazione ha consegnato alle OO.SS. prospetti contenenti report relativi alle istanze di mobilità volontaria in particolare presentate dal personale amministrativo. Da tali report non emergono, ad eccezione di alcune Regioni, quali Lombardia e Veneto per le quali si dovrà procedere ad un contingentamento delle uscite, particolari problemi in ordine all’attivazione delle procedure di trasferimento ad intervenuta pubblicazione delle graduatorie e una volta definite eventuali istanze di revisione; graduatorie che abbiamo comunque chiesto vengano pubblicate nel più breve tempo possibile. In merito alle due Regioni citate, nelle quali, come ricordato, si registra un sensibile disallineamento tra uscite ed ingressi, abbiamo comunque chiesto che si operi per accelerare al massimo i tempi di uscita; tempi che, ad avviso delle scriventi, non potranno ad ogni modo andare oltre la vigenza biennale delle relative graduatorie. Il tema sarà ulteriormente trattato nel corso del prossimo incontro, già programmato per il 16/9 p.v. Abbiamo inoltre sollecitato la delegazione di parte datoriale a predisporre, così come previsto dall’Accordo di programma 2014-2016, un accordo di mobilità interregionale verso le direzioni provinciali rimaste escluse dall’ultimo bando.
Si è inoltre chiesto all’Amministrazione, così come previsto dall’accordo di programma sottoscritto da CGIL CIS UIL e CISAL, anche al fine di accelerare i processi di mobilità,  di attivarsi immediatamente per ottenere le autorizzazioni all’assunzione di nuovo personale anche attraverso lo scorrimento delle graduatorie dei concorsi esterni ancora vigenti,
Su nostra sollecitazione, l’Amministrazione ha infine esplicitato la volontà di addivenire ad una ulteriore proroga tecnica delle assegnazioni temporanee in essere.

ORARIO DI SERVIZIO
Sull’argomento ci è stato consegnato il testo della determinazione con la quale è stato ridefinito l’orario di servizio nelle sedi, comprese le Direzioni Regionali e Provinciali; determinazione che, ove applicata, andrebbe in particolare ad incidere sull’istituto della flessibilità in entrata; un istituto che il contenimento dell’orario di servizio cancellerebbe nelle agenzie territoriali e renderebbe difficilmente fruibile nelle altre realtà del territorio. Abbiamo quindi nuovamente invitato l’Amministrazione a riconsiderare le decisioni assunte e ad aprire un tavolo di confronto con le OO.SS. Tavolo di confronto nell’ambito del quale andranno esaminati anche gli altri aspetti su cui la revisione dell’orario è destinata ad incidere, quali, ad esempio, turnazione e prestazioni di lavoro straordinario. 

SALVAGUARDIA DEI PROFILI PROFESSIONALI
Obiettivo della specifica previsione contenuta nell’Accordo di programma 2014-2016 è quello di salvaguardare e valorizzare la professionalità nel tempo acquisita dai colleghi ex Inpdap ed ex Enpals assunti e/o inquadrati in area B con profilo informatico. Sul tema, in considerazione dei diversi interventi attivabili, abbiamo unitariamente chiesto all’Amministrazione di compiere un ulteriore approfondimento rivolto ad individuare lo strumento più idoneo per il perseguimento di tale obiettivo. L’argomento verrà pertanto approfondito nel corso di uno dei prossimi tavoli nazionali.
A chiusura dell’incontro, abbiamo chiesto e ottenuto:

- la riapertura del tavolo relativo alla contrattazione integrativa di ente 2014
- l’inserimento all’o.d.g. di uno dei prossimi incontri, in linea con quanto previsto nell’Accordo di programma 2014-2016,  della prosecuzione dei lavori relativi alla definizione dei criteri per i passaggi all’interno delle Aree;
- che sia portata all’attenzione del tavolo nazionale la questione relativa agli impatti della rettifica della cassa pensionistica di iscrizione in questi giorni notificata ai lavoratori a suo tempo interessati da processi di mobilità interenti (sull’argomento l’Amministrazione si è riservata di fornire alle OO.SS. informazioni dettagliate nel corso della prossima riunione);
- l’inserimento all’o.d.g. di uno dei prossimi incontri del tavolo nazionale del tema relativo alla parziale erogazione, nei confronti dei lavoratori in servizio preso diverse Sedi dell’Istituto, dell’ulteriore acconto riferito all’incentivo speciale 2013;
- un approfondimento della problematica relativa ai funzionari amministrativi addetti al contenzioso dell’invalidità civile al fine di individuare soluzioni tecniche più rispondenti alla loro professionalità;
- l’esame, alla prossima riunione, della problematica dei pensionamenti in deroga per effetto della spending review (si tratta di verificare, secondo gli intenti esplicitati dall’Amministrazione,  se vi sono dopo la finestra offerta lo scorso mese di luglio agli interessati, ripensamenti da parte dei colleghi che a suo tempo avevano aderito alla proposta dell’istituto e se vi sono, come a più riprese chiesto dalle scriventi,  margini per tutelare i colleghi che, pur avendo un’anzianità contributiva limitata, sono collocati tra i pensionamenti ordinari disposti d’ufficio).
- l’avvio del tavolo di confronto, previsto dall’accordo di programma,  sugli  impatti interni ed esterni connessi all’istituzione sperimentale dell’Agenzia Flussi Contributivi, (anche alla luce del messaggio 6862 del 5/9/2014) e all’operazione di invio generalizzato dell’estratto conto dei lavoratori assicurati nella Gestione Pubblica.

Tagli sul presaldo della produttività- La UIL PA INPS si oppone

LA UILPA-INPS, CON I SUOI RAPPRESENTANTI HA CONTESTATO, IN SEDE DI OSSERVATORIO SULLA PRODUTTIVITA’, I TAGLI OPERATI DALL’AMMINISTRAZIONE SUL PRE-SALDO DI DIVERSE SEDI D’ITALIA, RELAGATE AL PARAMENTRO 80 DI QUALITA’.
DA BARLETTA-ANDRIA-TRANI A FOGGIA, DA FROSINONE A FLAMINIO, DA CROTONE A CATANIA, FINO AL REGIONALE SICILIA, L’AMMINISTRAZIONE HA OPERATO TAGLI INCONTROLLATI AI COMPENSI INCENTIVANTI 2013 E, IN DIVERSI CASI, ADIRITTURA AGLI STIPENDI.
ANCHE MILANO (91,09), PARMA (91.38) E REGGIO CALABRIA (93,55) SUBISONO DECURTAZIONI SIGNIFICATIVE DELL’INCENTIVAZIONE SPECIALE.
I TAGLI E LE DECURTAZIONI COLPISCONO SIA NELLE AREE DEL PERSONALE ABC, SIA NELLE ALTRE AREE (MEDICOLEGALE – LEGALE – PROFESSIONISTI – DIRIGENTI).
LA UILPA-INPS HA PROTESTATO PER LA MANCATA APPLICAZIONE AL PRE-SALDO DEI SACROSANTI CORRETTIVI CHE AVREBBERO PERMESSO AL PERSONALE DI TANTE SEDI DI CONTINUARE A INTEGRARSI SERENAMENTE E FRONTEGGIARE I MOLTEPLICI QUOTIDIANI PESANTI IMPEGNI DI LAVORO.
DATI ALTALENANTI ANCHE NEI PARAMETRI DI PRODUTTIVITA’ EFFICACE, UTILI PER LA LIQUIDAZIONE DELL’INCENTIVAZIONE DEL SECONDO TRIMESTRE 2014 (IN PAGAMENTO AD AGOSTO). A FRONTE DI TANTE ECCELLENZE A PARAMETRO 100, REGISTRIAMO DATI DELUDENTI DIFFUSI IN CAMPANIA, SICILIA, CALABRIA E MOLISE (PARAMETRO 90), LAZIO, UMBRIA, PUGLIA E SARDEGNA (95).
NON E’ QUESTA L’ARIA PER COMPIERE L’INTEGRAZIONE.
LA UILPA-INPS PORRA’ L’INTERA QUESTIONE COMPENSI INCENTIVANTI AL PROSSIMO INCONTRO NAZIONALE CON L’AMMINISTRAZIONE.

Orario di servizio, mobilità nazionale a domanda, salvaguardia dei profili professionali

Il 22/7 u.s. si è tenuto, tra Amministrazione e OO.SS., il previsto incontro su:

- revisione dell’orario di servizio;
- mobilità nazionale a domanda;
- salvaguardia dei profili professionali.

Per quanto riguarda il primo punto all’o.d.g., nel corso dell’incontro ci è stata consegnata un’informativa relativa alla rideterminazione dell’orario di servizio nelle strutture territoriali dell’istituto.
Da quanto emerge dal documento consegnatoci, l’Amministrazione, a seguito di specifici rilievi formulati dalla Ragioneria Generale dello Stato, ha già assunto un provvedimento di rivisitazione dell’orario la cui adozione, come evidenziato dalle scriventi nel corso della riunione, avrebbe dovuto essere preceduta dall’apertura di un apposito tavolo di confronto. Tavolo di confronto che abbiamo chiesto ed ottenuto venga aperto ora. Per una compiuta valutazione dell’impatto che il provvedimento assunto dall’Amministrazione rischia di produrre sugli accordi sottoscritti in sede locale e, quindi, sull’organizzazione del lavoro, sui livelli quali-quantitativi del servizio erogato, sul benessere organizzativo, sugli strumenti di conciliazione dei tempi di lavoro e di vita familiare e sociale, sulle risorse destinate al finanziamento dei turni e dello straordinario. In una parola, per individuare, in modo partecipato, i correttivi da apportare alla disciplina introdotta dall’Amministrazione prima che essa trovi applicazione nelle diverse realtà territoriali.

In tema di mobilità nazionale a domanda, l’Amministrazione ha consegnato alle OO.SS. ulteriori prospetti contenenti la quantificazione delle domande in entrata/uscita relative alle diverse realtà territoriali, sia per il profilo amministrativo che per il profilo vigilanza. A tal proposito, abbiamo ribadito l’esigenza di addivenire alla rapida sottoscrizione di un accordo attraverso il quale definire, mediante l’individuazione di un percorso a tappe, tempi certi di soddisfacimento delle domande di trasferimento. A partire dalle richieste di trasferimento che, ad intervenuta pubblicazione delle graduatorie, sarà possibile accogliere in quanto compensabili con un corrispondente numero di ingressi.

L’Amministrazione ha inoltre consegnato alle OO.SS., come previsto dall’Accordo di Programma 2014-2016, una bozza di intesa il cui obiettivo è quello di valorizzare la professionalità negli anni acquisita dal personale di area B assunto e/o inquadrato negli enti soppressi nei profili specialistici informatico e socio-assistenziale, mediante conferma, fino ad esaurimento o ad inquadramento nell’Area C, del profilo specialistico dell’ente di provenienza. Il tema sarà approfondito in occasione dei prossimi incontri del tavolo nazionale.

Si è infine affrontata, come chiesto da Cgil Cisl e Uil il 18/7 u.s., alla presenza del Direttore Generale, la problematica relativa ai recuperi sui trattamenti incentivanti corrisposti ai lavoratori di Gestione Pubblica in conto 2012.
Tenuto conto di quanto rappresentato dall’Amministrazione nel corso dell’incontro, pur essendosi correttamente proceduto, con riferimento all’anno 2012, a considerare il personale in comando in servizio presso Gestione Pubblica ai fini della quantificazione delle risorse da destinare al finanziamento della contrattazione integrativa, i trattamenti incentivanti riconosciuti al medesimo personale sono stati posti a carico del bilancio dell’Ente e non a carico del fondo. Da qui, l’avvio, da parte dell’Amministrazione, delle procedure volte al recupero delle quote di incentivo "eccedenti il dovuto" (circa 2,5 mln/€) complessivamente erogate, in conto 2012, nei confronti del personale di ruolo.
A tal proposito, le scriventi OO.SS. hanno anzitutto fatto rilevare come l’invio dell’informativa scritta a cedolini già definiti e rilasciati abbia di fatto impedito ogni forma di confronto con le OO.SS. su un tema di così rilevante portata.
Cgil Cisl e Uil hanno quindi chiesto l’immediata sospensione dei recuperi e l’apertura di un apposito tavolo di confronto. A fronte di questa nostra richiesta, l’Amministrazione ha ribadito la propria volontà di dare comunque corso alle procedure di recupero, intervenendo, a partire dal prossimo mese di agosto, sugli acconti/saldi dell’incentivo ordinario e speciale da erogare nel prossimo triennio.
Gli uffici legali delle Federazioni Nazionali delle scriventi OO.SS. stanno ad ogni buon conto compiendo i necessari approfondimenti al fine di verificare la sussistenza dei presupposti per l’avvio di eventuali azioni ricorsuali.

Nella mattinata di oggi, come chiesto dalle scriventi in data 22/7 u.s., si terrà una riunione dell’Osservatorio Nazionale sulla Produttività. Nel corso dell’incontro, Cgil, Cisl e Uil chiederanno che, oltre ai dati produttivi relativi al 2° trimestre 2014, siano nel dettaglio esaminate, anche avendo riguardo ai giustificativi prodotti dalle singole Strutture, le cause per le quali diverse Sedi sull’intero territorio nazionale hanno fatto registrare, a consuntivo 2013, valori relativi all’incentivazione speciale legata alla qualità inferiori a 100, con conseguente abbattimento delle quote di incentivo 2013 erogate, a titolo di ulteriore acconto, con il cedolino di luglio. Analisi che, ad avviso delle scriventi, non può comunque prescindere da un’attenta valutazione del peso, in termini di minore impiego delle risorse, delle azioni volte all’integrazione organizzativa e funzionale tuttora in atto. 

I lavori del tavolo di confronto sui contratti integrativi 2013 relativi a dirigenti, professionisti e medici, proseguiti nella mattinata del 22/7 u.s., sono stati aggiornati a mercoledì 30/7 p.v.

Un'agenzia unica per le ispezioni?

La creazione di una Agenzia unica di vigilanza, in materia di lavoro e sicurezza sul lavoro, tesa non solo a coordinare l’attività ispettiva del Ministero del lavoro, dell’Inps e dell’Inail, ma ad individuare i campi di intervento, gli obiettivi da realizzare, la definizione di programmi operativi da attuare, la realizzazione di un’attività di intelligence di verifica amministrativa, sia a monte che a valle degli accessi ispettivi, richiederebbe un’organizzazione complessa in termini di risorse umane ed economiche ragguardevole, la cui istituzione non potrebbe che avvenire attraverso uno specifico emendamento al disegno di legge delega sul cosiddetto Jobs Act.

 L’idea di accorpare, di razionalizzare le risorse per la realizzazione di una mission comune, seppure con specificità diverse in termini di obiettivi da raggiungere da parte dei singoli Enti e/o Amministrazioni attualmente operanti nella medesima area di intervento, è senza dubbio lodevole, anche se non nuova; la sua genesi trova fondamento nell’art. 7, comma 1, della legge n. 247/2007 che auspica il sorgere della grande Casa del Welfare, che di fatto rimane ancora un progetto inattuato, non essendo riuscita l’Amministrazione statale a riunificare neppure le strutture di vigilanza di Ministero, Inps e Inail. Questo è solo un esempio degli immani interventi legislativi tutt’ora inattuati e di cui si potrebbe ampiamente redigerne una lista corposa (vedasi ad esempio le sorti dell’Agenzia Nazionale per la salute e la sicurezza sul lavoro). 

 A questo punto ci si domanda ma è proprio necessario creare un nuovo Ente?, Ma è proprio indispensabile, in questo momento epocale di eliminazione del superfluo, del tagliare i rami secchi  dell’inefficientismo pubblico, partorire un nuovo “elefante”. Sì, è vero, se l’ipotesi dell’istituzione dell’Agenzia del lavoro può, da un lato, sembrare l’epilogo di una maturazione legislativa volta a realizzare concretamente idee già oggetto di ampia discussione parlamentare, dall’altro non si può non evidenziare la sussistenza di non poche e rilevanti problematiche attuative di coerenza normativa e costituzionale.

 Non entrando nel merito delle criticità di tipo costituzionale e/o legiferativa che si verrebbero a porre in essere, lasciando per l’appunto la materia di discussione a più alti livelli di studio e di approfondimento. Si potrebbe fornire degli spunti più pragmatici in materia, piuttosto che quelli di natura filosofica che porterebbero ad analisi di principio e di sistema, che in questo caso poco sarebbero d’aiuto alla valutazione di uno stato di fattibilità del progetto “un’ unica vigilanza previdenziale ed assistenziale“

 Seppure si riuscisse a realizzare un’Agenzia/Ente di una tal portata si rischierebbe, comunque, di creare una scatola vuota di contenuti, qualora non si provvedesse contestualmente ad uniformare la disciplina contrattuale di tutto il personale ispettivo, e semmai anche di quello amministrativo e professionale che si dovesse eventualmente  cooptare in questo nuovo “contenitore”; in questo momento si è in presenza di operatori incardinati in forme contrattuali del pubblico impiego completamente diversi, e non solo sul piano della gestione del rapporto lavorativo, ma ancor più dal punto di vista economico. Pertanto non ci si potrebbe limitare ad un accorpamento fisico delle strutture, ma dev’essere soprattutto contrattuale ai fini della disciplina del rapporto di lavoro degli operatori coinvolti.

 L’istituzione di un nuovo Ente non deve rappresentare la panacea della disorganicità e della disomogeneità dell’azione di vigilanza degli attuali Enti/Amministrazioni operanti, deve essere considerato il momento di un passaggio culturale volto alla concentrazione degli sforzi organizzativi, gestionali, informativi, comunicativi, legali amministravi e giudiziali di chi opera in tale ambito. In conclusione se l’idea è buona, non necessariamente bisogna costituire un nuovo Ente per poterla perseguire. E’ necessario analizzare non solo gli elementi di criticità dell’attuale sistema di vigilanza, ma anche e soprattutto i punti di forza delle singole attività ispettive da un punto di vista gestionale, organizzativo, di sistema informativo e informatico adottato (software).Posto che sono gli stessi ambiti ministeriali ad intravedere lacci e lacciuoli in una direzione gestionale ed organizzativa in capo al Ministero, come fattore di debolezza almeno nella fase di coordinamento e in quella operativa, nonché nell’indicare nell’impostazione contrattuale disciplinante il rapporto di lavoro dei funzionari di vigilanza quello degli Enti Pubblici non Economici e il CCNI dell’INPS come quello di riferimento da seguire nell’eventualità della costituzione di un’Agenzia Unica della vigilanza. Perché non fare, allora, altri tipi di scelta?

In conclusione, dunque, a parere della scrivente Sigla, l’Agenzia unica può rappresentare una valida idea, ma con un incremento di costi ragguardevole, se si pensa che la stessa dovrà essere gestita da una nuova tecnocrazia, dalla nomina di nuovi organi collegiali, per non parlare dell’accorpamento di un numero di risorse umano che si aggirerebbe intorno alle 8.000-8.500 unità con l’applicabilità di un CCNL di Ente pubblico non economico o Agenzia fiscale, mentre con un operazione di accorpamento di tutti gli adempimenti amministrativi di preaccertamento, verifica amministrativa, verifica ispettiva, recupero del credito, attività legale amministrativo-giudiziale contro il solo accorpamento dei funzionari di vigilanza del Ministero del lavoro e dell’INAIL all’interno dell’INPS, ciò rappresenterebbe un risparmio economico non solo nel medio e nel lungo periodo, ma soprattutto immediatamente contestuale, visto che in questo caso riguarderebbe non più di 3.500 unità.

 Cordiali saluti.

 IL COORDINATORE GENERALE
UILPA-INPS
Sergio CERVO

 

Non ci tornano i conti

Come è noto, l’ipotesi di armonizzazione delle retribuzioni  discussa in sede di tavolo nazionale (parametro unico di distribuzione dell’incentivo e riconoscimento di un’anticipazione mensile dei trattamenti incentivanti, differenziata in ragione dell’inquadramento economico, con decorrenza dall’1/12/2013) avrebbe prodotto, a partire dall’anno in corso, pesanti tagli alle retribuzioni per oltre 1/3 dei lavoratori dell’Istituto (8.000 lavoratori Inps, 3.500 lavoratori ex Inpdap, 100 lavoratori ex Enpals).

Da qui, l’idea di inserire nell’ipotesi di CCNI 2013 una clausola (l’art. 8) volta a preservare le retribuzioni in godimento e a consentire il contemporaneo avvio di un graduale processo di armonizzazione/consolidamento delle retribuzioni, a partire da quelle (v. accordo di programma 2014-2016) riconosciute ai lavoratori delle aree A e B.

In sintesi quindi, a fronte di ipotesi di armonizzazione che, come ricordato, avrebbero condotto ad una riduzione dei livelli retributivi in godimento, proprio in forza dell’art. 8 dell’ipotesi di CCNI 2013, tutti i lavoratori dell’Istituto (Inps, ex Inpdap ed ex Enpals) si vedranno quanto meno riconoscere i medesimi importi di incentivo loro corrisposti nel corso dell’anno 2012; soglia che, in alcuni casi, considerato l’ammontare dell’incentivo ordinario e speciale a tutt’oggi mediamente corrisposto a tutti i lavoratori dell’Istituto in conto 2013 (circa 6.000,00 € pro-capite), è stata già raggiunta.

In particolare, i lavoratori ex INPDAP inquadrati nelle posizioni da A1 a B3, hanno già percepito, in conto 2013 (vedi cedolini relativi ai mesi di maggio-agosto-novembre 2013 e febbraio 2014), gli importi di incentivo loro erogati nel corso del 2012. Tali lavoratori, quindi, hanno di fatto già ricevuto i saldi relativi all’incentivo 2013.

Ciò che si fatica a comprendere è la motivazione per la quale, secondo le informazioni che in queste ore è stato possibile raccogliere, nessun acconto verrebbe erogato  ai lavoratori ex Inpdap inquadrati nelle posizioni C1, C2 e C3. Secondo i nostri calcoli, infatti, rispetto al 2012, nei confronti di tali lavoratori, dovrebbero essere ancora erogate, in conto 2013, le seguenti quote di salario accessorio:
• C1 e C2: circa 450,00 €
• C3: circa 1.000,00 €

Le scriventi OO.SS. chiedono pertanto che, ove la notizia dovesse rispondere al vero, il tema venga discusso all’interno di un apposito tavolo di confronto da convocare con la massima urgenza. 

Roma, 15 luglio 2014

UIL PA/INPS
Sergio CERVO


FP CGIL/INPS
Oreste CIARROCCHI 

CISL FP/INPS
Andrea NARDELLA

 

Agenzia Nazionale per l'Occupazione o, meglio, Agenzia Nazionale per il Lavoro (ANL) e Sistema Nazionale per il Lavoro (SNL)

Un rimedio peggiore del male
L’italico vizio di fare di tutta l’erba un fascio ha colpito ancora!
Così come quando si parla di malfunzionamento della scuola italiana si accomunano la scuola materna, elementare e media (considerate un’eccellenza a livello internazionale) al sistema degli Istituti Superiori (discreto, secondo le misurazioni ufficiali) e dell’Università (pessimo, con soltanto due atenei tra i primi cento in Europa), anche nell’ambito delle politiche sociali si accomunano le politiche attive del lavoro (pessime) a quelle passive (ottime).
Per non essere tacciati di autoreferenzialità, qualche dato.
In Italia poco più di un lavoratore su cento si è occupato grazie ai Centri per l’impiego, che, come noto, sono dipendenze delle Province. Nel nostro Paese quasi tre milioni di domande l’anno di Aspi, Mini Aspi, Mobilità e Cassa Integrazione, vengono liquidate per oltre il 95% in meno di 30 giorni!
E la formazione? Il cuore delle politiche attive è affidato alle Regioni, che la svolgono con leggiadra indifferenza rispetto all’offerta di lavoro ed alle politiche passive, anche quando queste rientrano nella loro competenza diretta (CIG in Deroga). È dietro l’angolo una procedura d’infrazione per omessa rendicontazione da parte delle regioni riguardo agli interventi formativi erogati a fronte di CIG in Deroga concessa.
Anche in termini di infrastrutture tecnologiche ed informative il gap è tremendo.
Mentre la “Banca dati percettori” è stata attivata dall’Inps in meno di due anni dalla sua previsione, del cosiddetto “mercato del lavoro elettronico” (luogo telematico di incontro tra offerta e domanda di lavoro) neanche l’ombra!
 
 
L’unificazione in un nuovo soggetto pubblico delle tre distinte funzioni quali effetti sortirebbe nel breve – medio termine?
Senza grandi sforzi di fantasia i seguenti:
1.   Aumento dei costi per le retribuzioni dei nuovi organi di vertice dell’Agenzia;
2.   Perdita di tempestività nell’erogazione delle prestazioni, per la disponibilità solo indiretta (e quindi differita) delle informazioni e dei dati contributivi necessari per le liquidazioni dei trattamenti previdenziali;
3.   Aumento delle truffe finalizzate alla percezione di trattamenti, per la frammentazione della visione complessiva. L’Agenzia avrebbe, infatti, una “vista” limitata al Lavoratore, mentre occorre che questa sia allargata all’Azienda da cui dipende, per prevenire o reprimere le situazioni delittuose. Lo schema classico in questi casi vede l’occulta regia di imprenditori fasulli che assumono e licenziano fittiziamente lavoratori al solo fine di far corrispondere loro prestazioni indebite;
4.   Ulteriore malfunzionamento dell’erogazione dei trattamenti in deroga, per i motivi di cui al punto 2;
5.   Intempestività dell’azione di recupero dei contributi omessi nei casi di riconoscimento delle prestazioni in base al principio dell’ “automaticità delle prestazioni”.” (Sergio Saltalamacchia)
 Riassumendo, la proposta comporta
> COSTI
< ENTRATE
< EFFICACIA
> TRUFFE
 
COSTI
I presunti vantaggi ottenibili dalla riforma che viene prefigurata dalle deleghe per la creazione dell'Agenzia per l'Occupazione, contenute nel DDL Poletti, sono tutti da dimostrare, in termini di maggiore efficacia degli interventi di sostegno al reddito e delle politiche passive, qualora venissero correlate in maniera più immediata a quelle attive e della formazione.
Non risultano studi sull'efficacia ne' valutazioni di impatto, economico e finanziario, della riforma, o di semplice analisi dei costi, questi ultimi invece piuttosto certi, che la sua attuazione comporterebbe.
Le linee di tendenza dei processi di ridisegno organizzativo delle strutture e dei servizi degli Enti messe in atto negli scorsi anni, sono state sempre improntate a logiche di massimizzazione dell'impiego delle risorse esistenti o addirittura di una loro riduzione, in funzione di economie crescenti di scala e di eliminazione di diseconomie ed esternalità.
 
Questa logica ha consentito di saturare la capacità potenziale di erogazione dei servizi, sfruttando al meglio il know how tecnico e gestionale dei soggetti pubblici, utilizzando la tecnologia, la cultura organizzativa e quella manageriale come leva per il mantenimento degli obiettivi a risorse decrescenti.
Nel 2013, l’istituto ha impiegato circa 2.300 dipendenti per liquidare quasi 8.500.000 domande di prestazioni rientranti nel sistema degli ammortizzatori, con una media di 3.629 domande  pro capite (fonte: Piano budget nazionale 2013). Considerando un costo medio annuo del lavoro per dipendente pari a circa € 40.000, i costi di tecnologici e le spese direttamente correlate, il costo per l’erogazione delle prestazioni a titolo di ammortizzatori ammonterebbero a circa l’1% della spesa totale.
La costituzione della nuova Agenzia, in rottura con il passato recente, sceglierebbe la via dell'esternalizzazione di servizi in passato internalizzati, che ormai fanno parte del core business dell’Istituto e  ormai ampiamente strutturati e rodati in INPS, per riaggregarli intorno ad un soggetto che graviterebbe in tutt'altro ambito, finora investito delle politiche attive, che ad oggi ha sostanzialmente fallito la propria mission.
I dati relativi ad accesso agli ammortizzatori in deroga, formazione e reimpiego mostrano una correlazione negativa con l’andamento della disoccupazione, in particolare quella strutturale (cioè quella collegata alla mancata corrispondenza tra domanda e offerta) e del transito alle classi di lavoratori inattivi.
A leggere con attenzione le norme di delega, inoltre, l'Agenzia rappresenterebbe non solo un centro di coordinamento delle politiche, ma un vero e proprio ente di gestione.
I maggiori costi a cui si andrebbe incontro, pertanto, spazierebbero da quelli relativi agli organi di vertice, a quelli direttivi e gestionali, a quelli derivanti dal reinquadramento del personale proveniente da altri comparti, alla creazione ex novo di un'infrastruttura organizzativa, contabile, tecnologica e fisica di uffici.
A fronte di benefici non dimostrati e di costi rilevanti per l’avvio e la gestione del nuovo sistema, si contrappone l'invarianza di costi nell'attuale sistema di gestione degli ammortizzatori sociali e dell'ASPI, che utilizza la rete di strutture, persone e tecnologie del maggiore ente previdenziale europeo.
Ma vi sono aspetti più strutturali e fondanti, all'interno delle logiche ispiratrici della costituenda Agenzia, che suscitano forti preoccupazioni per la tenuta dei conti pubblici.
Se la ratio che ispira la riforma fosse quella di consentire una programmazione, un monitoraggio ed una rendicontazione unitaria delle politiche di Welfare e sostegno all'occupazione, non si vede come non si potrebbe ottenere identico risultato da una semplice operazione di estrapolazione ed elaborazione di dati finanziari ed economici già a disposizione del Governo, forniti dai diversi attori coinvolti.
Se la ratio fosse quella di un maggiore coordinamento tra le politiche attive e passive, non si vede per quale motivo investire un nuovo soggetto pubblico di compiti organizzativi e gestionali, con tutti i costi che ne derivano.
 
 
Se la logica della riforma fosse configurare un modello efficace di organizzazione e gestione dei servizi per il lavoro – aldilà dell’invasione di competenze regionali costituzionalmente tutelate  - si finirebbe per attribuire  ulteriori compiti (gestori) a soggetti che – si veda il parere al disegno di legge espresso dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome del 14/05/2014 – hanno già espresso contrarietà ad una tale attribuzione ed  il cui ruolo nelle politiche per il lavoro si è già dimostrato di scarsa efficacia.
Se, come sembra, la logica sottesa fosse quella di sganciare definitivamente il sistema di ammortizzatori sociali dal sistema previdenziale, con completa ridefinizione delle finalità e dei requisiti di accesso alle prestazioni, l'impatto sui conti sconterebbe un effetto moltiplicatore della spesa difficilmente gestibile.
Fino ad oggi la natura previdenziale del sistema, basata sulla contribuzione e quindi su un principio solidaristico in senso stretto, ha consentito di ottenere una provvista finanziaria accettabile, tale da mantenere un tendenziale equilibrio nelle gestioni delle prestazioni assistenziali, al netto delle integrazioni a carico del bilancio dello Stato. In base ai dati dell’ultimo rendiconto disponibile (2012), il risultato di esercizio della Gestione prestazioni temporanee ha registrato un utile di esercizio pari a 173 milioni di euro, ed una situazione patrimoniale pari a 179.525 milioni.
Abbandonare tale meccanismose da un lato potrebbe portare ad una riduzione dell'aliquota previdenziale e quindi del cuneo fiscale nel costo del lavoro, dall'altro porrebbe integralmente a carico della fiscalità generale tutto il sistema di ammortizzatori sociali. A titolo esemplificativo, le uscite connesse alla sola indennità di disoccupazione, nel 2012, ammontano a circa 2.900.000.000, un pari importo a titolo di mobilità, circa 4.400.000.000 a titolo di Cassa integrazione straordinaria (fonte: Rendiconto INPS 2012).
Un sistema del genere, sommato ai maggiori costi derivanti dall'istituzione ex novo dell'Agenzia, avrebbe un effetto moltiplicatore della spesa pubblica senza controllo, soprattutto in considerazione del fatto che la logica con cui opererebbe il nuovo sistema non sarebbe basato su un sistema budgetario, di analisi dei fabbisogni e degli interventi ex ante, ma opererebbe con interventi ex post, nei settori e nei casi in cui dovesse sorgere il bisogno, e con stanziamenti difficilmente quantificabili in sede di ordinaria programmazione del bilancio dello Stato.
In aggiunta a ciò, si correrebbe il rischio di passare da una logica di partecipazione alla spesa da parte degli attori direttamente interessati al buon andamento del sistema (imprese e lavoratori), ad una logica di tipo discrezionale, in cui le modalità di accesso al sistema potrebbero generare distorsioni derivanti da appartenenze, maggiore o minore vicinanza al centro decisionale, e da free riding, come peraltro l'acclarata insostenibilità degli strumenti in deroga sta ampiamente dimostrando.
 
 
ENTRATE/EFFICACIA
L'art. 2 del DDL in oggetto – Delega al Governo in materia di servizi per il lavoro e politiche attive - delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi finalizzati al riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e politiche attive.
 
I principi e i criteri previsti dal legislatore tentano di delineare un quadro di semplificazione, snellimento e razionalizzazione dei soggetti e dei servizi legati al mercato del lavoro, anche mediante l'Istituzione dell'Agenzia Nazionale per l'occupazione di cui alla lettera a) dell’art. 2 comma 2.
Ferma l'opportunità di progettare in modo accurato struttura, organizzazione e competenze dell'Agenzia, può apparire coerente con l’impianto normativo ipotizzato l'assegnazione all'Agenzia delle competenze gestionali in materia di servizi per l’impiego e politiche attive, anche con l’obiettivo di rafforzare le funzioni di monitoraggio valutazione delle politiche e dei servizi e di valorizzare la sinergia tra soggetti pubblici e privati.
Desta più di una perplessità viceversa la formulazione del' art. 2, comma 1, lett. e) nella parte in cui prevede l’affidamento all’Agenzia Nazionale per l’occupazione delle competenze gestionali in materia di […] Aspi.
L'attribuzione all'Agenzia delle competenze in materia di Gestione Aspi rischia di generare un perverso meccanismo di duplicazione di attività, sovrapposizione di competenze, moltiplicazione di oneri e adempimenti, esplosione di costi e disservizi.
È noto infatti che il diritto alla percezione dell'Aspi è strettamente correlato alla posizione assicurativa del lavoratore, alla corretta instaurazione del rapporto di lavoro e ai relativi profili contrattuali e retributivi.
Il binomio contribuzione/liquidazione conduce a una erogazione dell'ammortizzatore sociale tempestiva e basata su meccanismi standardizzati solo a patto che l'ente gestore abbia la possibilità, la capacità e le competenze per presidiare ogni fase del flusso di lavoro.
Il noto principio di automaticità delle prestazioni (art. 2116 c.c.) non può essere equivocamente interpretato come fattore di banalizzazione dell'attività automatica (?) di liquidazione; l'automaticità delle prestazioni afferma il diritto del lavoratore alla percezione dell'ammortizzatore sociale indipendentemente dall'avvenuto versamento della contribuzione obbligatoria, purché sia accertata in modo univoco la sussistenza del rapporto di lavoro e la relativa trasmissione (o acquisizione d'ufficio) dei flussi di denuncia contributiva mensile.
La gestione dell'Aspi, inserita nel complessivo ciclo di vita aziendale e lavorativo del territorio, non può essere curata in modo consapevole se se ne frazionano gli aspetti gestionali e amministrativi.
Esemplificando le potenziali criticità va ricordato che le competenze gestionali in materia di Aspi comportano:
?   La gestione unitaria e coordinata degli aspetti legati alla gestione del rapporto di lavoro, del credito contributivo e del conto assicurativo individuale, anche al fine di definire in modo legittimo e puntuale le (numerose) posizioni in cui il diritto alla prestazione è correlato a un riconoscimento/disconoscimento/ o riqualificazione del rapporto di lavoro. A riguardo non si comprende la razionalità di un sistema che  crea aree di potenziali conflitti di interesse tra INPS e Agenzia per l’occupazione, che potrebbero affrontare con spirito e approcci differenti fattispecie concrete da cui dipende la liquidazione della prestazione (es. l'esito di un controllo su una "falsa partita IVA).
 
 
?  La gestione dell'Aspi comporta necessariamente il presidio delle successive fasi di cura del contenzioso amministrativo e giudiziario. Il disposto normativo pare condurre a una moltiplicazione degli attori e degli oneri, considerato che un giudizio legale avrebbe come contraddittori necessari sia l'Istituto che l'Agenzia (uno per gli aspetti di contribuzione, assicurazione e accredito, l'altra  per i profili legati alla liquidazione della prestazione).
?  La gestione dell'Aspi comporta la necessità di definire, notificare e riscuotere le somme indebitamente erogate (per successiva rioccupazione, per disconoscimento del rapporto di lavoro, per liquidazioni effettuate in mancanza dei requisiti). Sotto questi profili che vantaggi può creare l'istituzione dell'Agenzia, quando l'Istituto dispone già di un efficace sistema di dialogo con il Concessionario per la Riscossione, della possibilità di attivare il proprio Ufficio Legale, della possibilità di compensare il debito con altre prestazione in corso di liquidazione o da liquidare?
La gestione dell'Aspi è simbolo e sinonimo di servizio all'utenza e al territorio. I livelli qualitativi del servizio erogato e percepito non potrebbero che risentire della frammentazione del lavoro, della moltiplicazione degli interlocutori e del (probabile) peggioramento dei tempi di liquidazione delle prestazioni.
?  La gestione dell'Aspi è anche la capacità di valutare le posizioni individuali nel loro complesso, al fine ad esempio di adeguarne gli importi in godimento in applicazione del Dl n. 66/2014  - Bonus Renzi.
?  La gestione dell'Aspi è legata alla possibilità di definire con immediatezza e lucidità le richieste di opzione tra Aspi e Assegno Ordinario di Invalidità (Corte Costituzionale n. 234/2011).
?  La gestione dell’Aspi comporta la cura della definizione delle altre prestazione di cui l’assicurato può avere diritto anche nel corso della fruizione dell’Aspi – ad esempio l’indennità di maternità, l’assegno al nucleo familiare.
?  La gestione dell’Aspi non può essere scissa dalla possibilità di accertare i requisiti di capacità lavorativa in caso di licenziamento per ragioni sanitarie.
 La gestione dell'Aspi, come si è cercato sinteticamente di esprimere, è un'attività articolata e complessa, che può essere presidiata in modo tempestivo, anche e soprattutto in termini di servizio all'utenza, solo se l'ente gestore ha competenza e piena consapevolezza dell'intero flusso di lavoro, in tutti gli aspetti assicurativi, contributivi, amministrativi, contabili, riscossivi e legali.
Peraltro, il disegno di legge delega si pone espressamente l’obiettivo (come riportato nella relazione) di “rimodulare l’ASpI omogeneizzando tra loro la disciplina ordinaria e quella breve; incrementare la durata massima dell’ASpI per i lavoratori con carriere contributive più significative; estendere l’applicazione dell’ASpI ai lavoratori con contratti di co. co.co., prevedendo in fase iniziale un periodo biennale di sperimentazione a risorse definite; introdurre massimali in relazione alla contribuzione figurativa; valutare la possibilità che, dopo l’ASpI, possa essere riconosciuta un’ulteriore prestazione in favore di soggetti con indicatore ISEE particolarmente ridotto eliminazione dello stato di disoccupazione come requisito per l’accesso a prestazioni di carattere assistenziale”.
Ebbene, appare chiaro come la voluta razionalizzazione non equivalga affatto a semplificazione delle regole, che invece si prevede di voler rimodulare, rendendo così ancora più indispensabile la professionalità legata ad una corretta e completa lettura della storia lavorativa e contributiva del soggetto potenzialmente beneficiario.
Ma vi è di più.
 
Se ciò che giustifica un trasferimento di competenze è, in linea di principio, la possibilità di recuperare margini di efficienza (e per quanto sopra esposto non si comprende come tale risultato possa essere garantito escludendo dalla gestione chi possiede gli strumenti che la consentono) sarà interessante osservare i dati che riguardano attualmente la prestazione.
L’INPS ha liquidato nel 2013 il 97,99% delle prestazioni ASpI ed il 97,33% della prestazioni mini-ASpI entro i 30 giorni. Dati analoghi peraltro si riscontrano sulle altre prestazioni a sostegno del reddito: il 97,09% delle indennità di mobilità, il 98,24% delle prestazioni di disoccupazione agricola ed il 94,91% delle indennità di malattia e maternità vengono erogate entro i canonici 30 giorni che l’Istituto individua come parametro di qualità del processo di erogazione delle prestazioni.
E tale risultato è garantito in un contesto, è noto, di crisi economica che implica un elevato numero di domande e necessità di tempestiva liquidazione.
Quali migliori risultati garantirebbe una nuova entità che dovrebbe attrarre a sé in breve tempo tutte le competenze descritte, nonché gestire basi dati, collegamenti telematici, contatti con l’utenza e con altri Enti?
Si ritiene pertanto che dall'art. 2, comma 1, lett. e) della legge delega debbano essere espunte le parole "e Aspi”, con vigorosa e convinta conferma delle competenze gestionali dell’Inps, che ha dimostrato nel tempo di poter garantire un servizio in grado di soddisfare pienamente le esigenze del territorio.
 
 
EFFICACIA
Allo stato attuale l’INPS provvede alla gestione dei crediti contributivi utilizzando diversi canali telematici su scala nazionale, che permettono la puntuale verifica delle informazioni necessarie a erogare le prestazioni a sostegno del reddito ad esse collegate.
Se l’indennità ASpI e miniASpI, come si presume, continueranno a dipendere dalla verifica del diritto in base a contributi dovuti e/o versati, solo un’organizzazione che ha un accesso completo al variegato e frammentato mondo del lavoro, potrà efficacemente rispondere alla domanda di prestazione.
Ciò significa avere una competenza specifica su ogni evento che possa incidere sul diritto in questione, come ad esempio:
?  malattia e maternità, (possono essere prestazioni erogate direttamente dall’INPS),
?   infortunio sul lavoro,
?  iscrizioni alla gestione separata,
?  domande di pensione (casellario delle pensioni)
Appare evidente che l’ANL, per dimostrarsi efficace, dovrebbe essere dotato di tutti gli strumenti di cui l’Istituto è già in possesso, frutto di una evoluzione e un miglioramento continuo e che permettono di arginare fenomeni di evasione contributiva e situazioni dolose che si potrebbero ingenerare.
 
 
TRUFFE
L’INPS, per il ruolo istituzionale di ente erogatore di prestazioni sociali risulta spesso tra i soggetti passivi del reato di cui all’art.640bis c.p.( Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche); ciò avviene, in particolare, nell’ambito delle prestazioni c.d. a sostegno del reddito ma, a causa dell’accredito dei contributi figurativi correlato al pagamento delle prestazioni di disoccupazione, vi sono effetti anche sulla posizione complessiva dei soggetti interessati ai fini dei requisiti pensionistici.
Le truffe ai danni dell’INPS rappresentano un fenomeno grave e diffuso e in esse sono coinvolti vari soggetti (organizzazioni criminali, imprenditori, “colletti bianchi” e falsi lavoratori); quasi sempre concorrono altri gravi reati, tra cui l’associazione a delinquere, anche di tipo mafioso, le truffe ad altri enti pubblici, i reati di falso.
Spesso le somme erogate dall’INPS vengono divise tra i falsi lavoratori e gli organizzatori della truffa; alcune volte sono coinvolti nell’attività illecita funzionari pubblici o altri professionisti
La gravità del fenomeno è ulteriormente testimoniata dal fatto che i molti procedimenti penali instaurati nel corso degli anni coinvolgono centinaia o migliaia di imputati e che il relativo giro di denaro è molto elevato.
A ciò si aggiunge un’ulteriore considerazione. Le domande di disoccupazione sono legate ad alcune scadenze e a termini precisi e perentori oltre i quali si perde il diritto alla corresponsione della prestazione. La truffa diretta ad eludere i termini di presentazione delle domande cartacee, verificatasi in tempi in cui la presentazione delle domande non era telematica, attraverso la corruzione di soggetti interni all’Istituto, si è resa possibile attraverso l’obbligo di presentazione telematica delle domande. Anche tale aspetto non va sottovalutato. Attribuire ad un Ente non pronto a gestire telematicamente tali istanze, comporterebbe rischi fraudolenti che l’Inps, grazie ai propri strumenti telematici, ha già eliminato.
 
                                                                                                 IL COORDINATORE GENERALE
                                                                                                            UILPA-INPS
                                                                                                         (Sergio CERVO)
 
 
 
RINGRAZIAMENTI
Si ringraziano tutti i colleghi che hanno collaborato
alla stesura di questo documento

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