UIL FP INPS
  • Home
  • Comunicati Nazionali

Revisione dell’ordinamento delle funzioni centrali e territoriali: luci ed ombre

Si è tenuto oggi un incontro di confronto tra organizzazioni sindacali ed Amministrazione per discutere della bozza di Modifica all’Ordinamento delle funzioni centrali e territoriali dell’Istituto.

L’incontro è stato, per forza di cose, interlocutorio visto che è stata presentata una bozza estremamente sintetica, che non entra nel dettaglio delle modifiche proposte in attesa che anche il CdA la discuta, rispetto alla quale abbiamo comunque sollevato una serie di osservazioni. 

Riguardo alla costituzione di un Ufficio Comunicazione Esterna, abbiamo evidenziato come esso dimostri la necessità che l’INPS torni a dotarsi di una propria struttura deputata a seguire la Comunicazione nel suo insieme. Per questo, abbiamo chiesto che sia ricostituita la Direzione Centrale Comunicazione.

Rispetto alle cosiddette “sponsorizzazioni”, l’attribuzione alla Direzione Centrale Risorse Strumentali e Centrale Unica di Acquisto della sola parte della sola stipula dei contratti di sponsorizzazione, ed al costituendo Ufficio Comunicazione Esterna l’attività di pianificazione, la gestione e la stesura dei contratti, potrebbe dar luogo ad inefficienze dovute a responsabilità miste.

Abbiamo apprezzato che l’Ufficio Ispettorato torni ad avere una sua autonoma dignità, importante anche per la funzione svolta, che richiede “imparzialità e indipendenza” secondo quanto scrive lo stesso documento inviatoci. Proprio per questo, sarebbe necessario che anche questa funzione trovi collocazione in una specifica Direzione Centrale.

Su entrambi questi aspetti siamo stati rassicurati dall’Amministrazione che è questa la strada che si intende seguire anche se non al momento.

Rispetto alla ricaduta sul personale in servizio presso le direzioni rimaneggiate, abbiamo chiesto e ottenuto che non ci siano.

Riguardo alla rivitalizzazione della Direzione Servizi al Territorio, abbiamo chiesto specifici chiarimenti, in quanto dalle poche righe presenti nel documento non appare chiaro l’intento perseguito. Ci è stato risposto che si vuole portare avanti un disegno di rilancio di questa Direzione, nell’ottica di un maggiore rapporto con le Direzioni di prodotto e di maggiore presenza sul territorio. In teoria questi auspici sarebbero anche condivisibili, ma occorre anche far tesoro dell’esperienza e degli errori commessi, che finora non hanno permesso a questa struttura di svolgere pienamente i compiti assegnati.

Netta contrarietà, invece, abbiamo espresso rispetto alla partecipazione dei membri del CdA al Comitato per l’innovazione tecnologica e la trasformazione digitale, presieduto dalla Direttrice Generale e a cui partecipano anche Direttori Centrali e di strutture territoriali. Riteniamo che il principio della separazione dei poteri debba valere anche in Istituto: per questa ragione, non crediamo opportuna e utile la commistione tra l’organo di indirizzo politico (CdA) e la tecnostruttura, in quanto i compiti e i ruoli assegnati normativamente sono diversi ed è giusto che restino tali così come scrivemmo già in occasione del varo dell’attuale Ordinamento nel 2019 quando fu prevista la partecipazione dello stesso Presidente alla cosiddettaInnovation Room. 

Roma, 14 luglio 2021

FP CGIL

Matteo Ariano Antonella Trevisani

CISL FP

Paolo Scilinguo

UIL PA

Sergio Cervo

CONFSAL/UNSA

Francesco Viola

Reassessment e SMVP: benvenuta partecipazione!

I cambiamenti imposti dal reassessment e dai fattori congiunturali indotti dalla pandemia necessitano, a prescindere dai tecnicismi delle scelte manageriali, della partecipazione del personale nei processi di riorganizzazione e ristrutturazione dei servizi dell’Istituto. In quest’ottica, abbiamo letto e condiviso con grande interesse il documento di sintesi prodotto dopo la giornata di conferenza-seminario che si è svolta il 3 giugno scorso e che ha visto partecipare il direttore regionale dell’Umbria, le parti sociali e tutto il personale in servizio nella regione.
In questo periodo, foriero di importanti cambiamenti strutturali della nostra società, di cui il nostro Ente è uno degli attori primari, sia per il necessario sistema di welfare del Paese, sia perché da sempre è traino per tutta la pubblica Amministrazione, riteniamo che i momenti di condivisione, organizzazione e confronto tra parte datoriale e lavoratori, con speciale riferimento a quelli che operano ogni giorno in prima linea, siano da apprezzare e valorizzare. Anzi, sarebbe opportuno ed auspicabile ripetere tali iniziative in ogni ambito lavorativo territoriale.
Conforta notare come siano state evidenziate alcune criticità, peraltro già rappresentate in sede sindacale, che sono emerse anche tra i lavoratori e che vogliamo sinteticamente riprendere rinviando gli interessati alla lettura più approfondita del documento inviato con messaggio Hermes 2197:


• Scarsa comprensibilità e individuabilità degli obiettivi di performance rispetto agli effetti sugli indicatori mentre sarebbe auspicabile una più diretta corrispondenza tra obiettivo da perseguire ed andamento degli indicatori;


• Sfasamento temporale troppo ampio tra comportamenti produttivi e pubblicazione degli indicatori che rende difficoltosa l’introduzione degli aggiustamenti e dei correttivi necessari;


• Potenziale criticità nell’introduzione del nuovo sistema di misurazione contestualmente al reassessment delle sedi territoriali.

Altrettanto interessante è stata la sessione di proposte di modifica ed integrazione ai sistemi in corso di introduzione che evidenziano come sia molto richiesta la partecipazione da parte del personale ai processi organizzativi e decisionali in ottica di miglioramento continuo del lavoro e della produzione.

 

IL COORDINATORE GENERALE
UILPA-INPS

Sergio Cervo

 

Stress lavoro correlato: un rischio poco e niente calcolato nella PA

La pandemia, se da un lato ha dato diritto di cittadinanza alla salute e sicurezza sul lavoro anche in ambiti professionali dove, storicamente, non c’era una attenzione particolare oltre le formalità di legge, ha portato in secondo piano tutti gli altri rischi sul lavoro.
I recenti fatti di cronaca che riportano infortuni gravissimi sul lavoro non fanno altro che denunciare la punta dell’iceberg di un fenomeno che non riceve adeguata attenzione. E se gli infortuni sono quelli che colpiscono in maggior misura l’opinione pubblica perché costituiscono delle vere e proprie tragedie a prescindere dalla modalità con la quale avvengono, la maggior parte dei costi di una mancata sicurezza sul lavoro è sostenuta per lo stress lavoro correlato che fatica a trovare attenzione nell’ambito datoriale sebbene sia la maggiore causa di mancata produttività e qualità di vita al lavoro.
Dal 2004 è obbligo datoriale la valutazione periodica dello stress lavoro correlato negli ambienti di lavoro ed il D.Lgs. 81/2008 impone che la relativa valutazione sia parte integrante del documento di valutazione dei rischi che, altrimenti, è da considerarsi incompleto dando vita, tra l’altro, a sanzioni penali per il datore di lavoro.
Se lo stress è la “condizione di disagio di un individuo che non si sente in grado di soddisfare le richieste lavorative avanzate”, il perdurare nel tempo della situazione dà luogo a tre fasi di reazione: 1. la fase di allarme nella quale ci si rende conto della difficoltà e si prova ad adattarsi;
2. la fase della resistenza nella quale si persiste nello sforzo di adattamento stabilizzando i
comportamenti di reazione;
3. la fase dell’esaurimento nella quale compaiono i sintomi fisici, psicologici ed emotivi.
Nella terza fase le disfunzioni ed i sintomi sono organici (cefalee, tachicardia, tensione muscolare), sociali (irritabilità, isolamento e aggressività) e psicologici (disturbi alimentari, stati d’ansia, depressione).
Inevitabilmente, dallo stress si produce un calo di produttività, l’aumento delle disattenzioni ed errori che, quando non sfociano in veri e propri infortuni, producono ulteriori danni.
Studi europei stimano che lo stress lavoro correlato abbia dei costi pari a circa 240 miliardi di euro l’anno equamente ripartiti tra perdita di produttività per assenze per malattia e costi di cura.
Le cause ricorrenti dello stress da lavoro sono state individuate in fattori di contesto e di contenuto del lavoro che possono brevemente elencarsi di seguito:
• Le possibilità di sviluppo di carriera (precarietà, scarsa retribuzione o mancato riconoscimento
del lavoro svolto);
• I ruoli individuali all’interno dell’organizzazione (responsabilità non ben definite, conflitti di ruolo
con colleghi);
• L’autonomia decisionale (partecipazione carente ai processi decisionali e impossibilità di

controllare il proprio lavoro);
• Difficoltà nel conciliare i ritmi vita/lavoro;
• I rapporti interpersonali al lavoro;
• La cultura organizzativa (comunicazione inadeguata, assenza di definizione e condivisione degli
obiettivi aziendali ecc.);
• Il carico e il ritmo di lavoro cui si è abitualmente sottoposti (mole di lavoro, pressione
lavorativa);
• L’ambiente fisico e le attrezzature di lavoro (spazi insufficienti, rumore, temperatura inadeguata,
illuminazione carente);
• La pianificazione e le caratteristiche dei compiti svolti (attività ripetitiva, priva di significato o
percepita come inutile);
• Orari di lavoro (turnazione, flessibilità dell’orario, imprevedibilità di nuove incombenze).
La valutazione dello stress lavoro correlato deve partire dall’esame di eventi sentinella opportunamente adeguati ed ampliati rispetto, ad esempio, alle indicazioni della Commissione consultiva permanente (metriche su infortuni, assenze, turnover, procedimenti disciplinari e segnalazioni inviate al medico competente), fattori di contesto e di contenuto del lavoro per poi prevedere delle azioni correttive su questi ultimi e di cura rispetto ai lavoratori.
L’INAIL, assorbendo l’ISPESL, ha ereditato anche la materia della sicurezza sul lavoro e, nel tempo, ha più volte rivisto le proprie linee guida per la conduzione delle analisi e le valutazioni dello stress lavoro correlato dimostrando come la materia è ben lungi dall’essere approfonditamente sviscerata ma, al contrario, indicando che oltre ad una questione di costi o di mancata produzione, lo stress correlato al lavoro deve essere indagato approfonditamente e discusso con tutti gli attori del lavoro al fine di individuare le migliori pratiche adottabili.


Sergio Cervo
Segretario Nazionale UILPA

IL PUNTO DELLA SETTIMANA!

La settimana  lavorativa che si è chiusa venerdì scorso ha fatto registrare più di una riunione tra l’Amministrazione e le Organizzazioni sindacali su una serie di temi di primaria importanza che vanno dalla prosecuzione del negoziato sul CCNI 2020/2021 delle aree A, B e C alla bozza di messaggio Hermes sul riassetto organizzativo della vigilanza ispettiva per terminare alle comunicazioni sull’ampliamento della sperimentazione del reassessment del modello di servizio nelle regioni già coinvolte in tale processo di revisione per chiudere, dulcis in fundo, con la bozza di messaggio Hermes su “Indicazioni organizzative per i servizi al front-end di sede” piombata sulle caselle sindacali di posta elettronica giovedì scorso alle ore 15.11 e sul cui contenuto abbiamo avuto modo di esprimerci con il nostro comunicato dello scorso 29 maggio.
Andiamo per gradi.


CCNI 2020/2021 AREE A B C
Nelle giornate di martedì 25 e venerdì 29 maggio è terminato “in prima lettura” l’esame dell’articolato della bozza di CCNI 2020/2021 rispetto al quale abbiamo formulato una serie di proposte che vanno dalla revisione del sistema indennitario, per i profili specialistici e per alcune funzioni già riconosciute nel contratto, alla riparametrazione dei coefficienti di liquidazione dell’incentivazione ordinaria e speciale, passando per la conferma degli istituti normo-economici previgenti, compreso il TEP per il quale, lo vogliamo sottolineare in questa sede, avendolo evidenziato in sede di discussione, viene meno, su “indicazione” ministeriale, il meccanismo di riassorbimento in occasione delle progressioni orizzontali che ha consentito, negli anni in INPS un consistente numero di riqualificazioni professionali per le quali in futuro si dovranno individuare specifiche poste all’interno del Fondo a ciò dedicate. Un Fondo che, si spera, possa crescere rispetto ai valori attuali laddove, come da impegni assunti dal Governo con atti formali, dovesse “saltare” il tetto sulla sua costituzione, il famigerato articolo 23, comma 2, del D.lgs. n.75/2017 che, lo ricordiamo, all’interno dell’INPS costa annualmente, in termini di mancato incremento, qualcosa come circa 38,5 milioni di euro! Per questo motivo abbiamo chiesto che nel testo del CCNI 2020/2021 sia inserita una clausola che preveda la riapertura della contrattazione nel caso in cui dovessero intervenire, in fase di certificazione del contratto o in una fase successiva, modifiche normative o contrattuali tali da incidere sulle materie regolate dallo stesso atto negoziale. A questo punto attendiamo che l’Amministrazione, si spera in tempi brevi, si confronti al suo interno e presenti un nuovo articolato che tenga conto delle diverse proposte formulate al Tavolo, della loro compatibilità economica con le risorse del Fondo che, come tutti sappiamo, non sono illimitate e della loro coerenza con l’impianto complessivo del

contratto, con la normativa di legge vigente e con il CCNL del comparto Funzioni Centrali firmato, senza alcuna nota a verbale, da tutte le Organizzazioni sindacali rappresentative, comprese quelle che, senza ritirare la firma dal CCNL, vorrebbero far credere il contrario ai nostri colleghi!
RIASSETTO ORGANIZZATIVO VIGILANZA ISPETTIVA
Il confronto sul tema della riorganizzazione della vigilanza ispettiva alla luce della bozza di circolare che prevede il rafforzamento presso le Direzioni regionali/Direzioni di coordinamento metropolitano del ruolo di governo, di coordinamento e di gestione di tutte le attività di vigilanza, compreso il governo del personale ispettivo la cui collocazione presso le direzioni provinciali, filiali metropolitane, filiali provinciali ed agenzie complesse, sarebbe solo di natura logistica essendo previsto il loro trasferimento giuridico e contabile in capo alle DD.RR./DCM. Sui contenuti della bozza di circolare, contrariamente a chi scrive di fortino di posizioni organizzative da difendere, abbiamo chiesto che si apra un confronto di merito in sede di Organismo paritetico in quanto vi sono profili che meritano di essere approfonditi, es. calcolo delle missioni, individuazione della sede sulla quale parametrare il trattamento incentivante dei colleghi ispettori, distribuzione delle unità operative di vigilanza sul territorio nazionale avulsa da qualsivoglia parametro oggettivo di riferimento (Popolazione? Densità delle imprese? Oppure quale altro parametro?), articolazione delle stesse unità all’interno della regione o dcm lasciata al libero arbitrio dei direttori regionali/dcm, tutti aspetti che vanno chiariti e che non possono essere lasciati in zone grigie in cui si esercita la discrezionalità dell’Istituto. Il nostro timore, e lo abbiamo espresso chiaramente nel corso della discussione, è che la bozza di circolare esprima una filosofia “difensiva” e segni un arretramento dal territorio, proprio nel momento in cui si moltiplicano i segnali in Parlamento di una rinnovata attenzione verso la vigilanza INPS quale ambito proprio del nostro Istituto, partendo dal superamento del ruolo ad esaurimento che dovrà necessariamente essere accompagnato sul piano organizzativo dal ripristino della relativa Direzione centrale.


ESTENSIONE DEL REASSESSMENT DEL MODELLO DI SERVIZIO
Sul merito del progetto di rivisitazione del modello di servizio e sul metodo, ossia la tempistica seguita dall’Amministrazione da novembre in poi con il messaggio Hermes n.4124, abbiamo avuto modo di esprimere le nostre critiche nei mesi scorsi con una serie di comunicati, sottolineando i punti di caduta di un modello di distribuzione dei servizi e delle attività produttive dell’Istituto rispetto ai quali anche il nuovo messaggio, trasmesso in bozza lo scorso 26 maggio, non pone alcun rimedio. Il messaggio in bozza estende il reassessment del modello di servizio a decorrere dal 15 giugno p.v. alle Direzioni provinciali di Crotone ed Avellino, alla Filiale Provinciale di Corigliano/Rossano ed all’Agenzia complessa di Lamezia Terme, dal 1° luglio alle direzioni provinciali di Benevento, Arezzo, Grosseto e Massa Carrara e dal 15 luglio alle Direzioni provinciali di Catanzaro, Vibo Valentia, Reggio Calabria, Firenze ed all’Agenzia complessa di Empoli rimescolando responsabilità e assetti per l’ennesima volta a dimostrazione della precarietà

di un progetto non condiviso con i territori e calato dall’alto dalla Direzione generale. Anziché migliorare le attività legate ai singoli processi, attraverso una seria e faticosa opera di manutenzione evolutiva dell’esistente mettendo mano a procedure farraginose non supportate da piattaforme informatiche che meriterebbero di essere cestinate (vedi caso SIN da noi denunciato nelle scorse settimane!), si preferisce ridisegnare l’organizzazione dei moduli senza arrecare alcun vantaggio né all’utenza esterna né sul piano lavorativo ai colleghi che in quei moduli dovranno operare!
Le nostre critiche, su questo come su altri aspetti, non ultimo la riapertura in presenza fisica dello sportello veloce senza prenotazione accompagnata, in una fase, non lo dimentichiamo, che continua ad essere di piena pandemia con uno stato di emergenza sanitaria non cessato, continueranno ad esserci con buona pace di chi, nei suoi comunicati sindacali, ci descrive come “conniventi” o addirittura controparte di altre organizzazioni sindacali. Quel qualcuno che ha ottenuto cambi di profilo per i propri dirigenti sindacali quando erano in distacco, o che, in occasione della discussione sul Piano Triennale dei Fabbisogni di Personale 2021/2023, ha espresso il proprio plauso alla programmazione di assunzioni dall’esterno che non contemplerà concorsi pubblici in area B, condannando di fatto oltre 250 colleghi, presenti nella graduatoria delle progressioni verticali da A a B, a restare nella prima area, privandoli della prospettiva di uno “scorrimento” che ci sarebbe stato se solo l’INPS avesse previsto l’assunzione dall’esterno di personale munito di diploma di scuola superiore. Chi era la controparte all’epoca? L’Amministrazione o chi la fiancheggiava al Tavolo dopo aver avuto qualche mese prima il cambio di profilo con relativa indennità?


Roma, 31 maggio 2021


FP CGIL Matteo Ariano Antonella Trevisani
CISL FP Paolo Scilinguo
UIL PA Sergio Cervo
CONFSAL/UNSA Francesco Viola

MASSIMA VIGILANZA!

Così com’era stato richiesto lo scorso 12 maggio, e prima di quella data il 30 aprile, dalle scriventi organizzazioni sindacali, si è svolto ieri in modalità remota l’incontro con il Presidente Tridico sul tema della vigilanza ispettiva INPS.

All’indomani dell’approvazione lo scorso 11 maggio da parte della Commissione XI della Camera dei Deputati della risoluzione n.7/00656, risoluzione con la quale si impegna il Governo a “superare le disposizioni di cui all’articolo 7, comma 1, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n.149, relative al ruolo ad esaurimento del personale ispettivo dell’INPS e dell’INAIL, nonché a riportare in capo ai due Istituti l’autonomia e le competenze con riferimento al relativo personale ispettivo, nel quadro del coordinamento assicurato dall’Ispettorato nazionale del lavoro”, abbiamo fatto il punto sullo stato dell’arte delle iniziative che l’INPS intende mettere in campo per dare forma e sostanza ad una rivendicazione, il superamento del ruolo ad esaurimento del personale ispettivo, priva di qualsivoglia spirito corporativo, ma tesa unicamente a fare in modo che la vigilanza ispettiva sul corretto adempimento degli obblighi contributivi non sia nel nostro Paese una chimera, ma rappresenti un impegno concreto delle sue istituzioni a presidio di quel patto sociale al cui rispetto tutti gli attori in campo sono chiamati pena la legge della giungla ed il far-west, ossia l’assenza di regole.

Sul punto il Presidente ha confermato il suo impegno in tale direzione dando notizia di un’iniziativa comune INPS-INAIL nei confronti del Ministro Orlando, iniziativa concretizzatasi nell’invio di una lettera a firma dei rispettivi presidenti, per chiedere l’abolizione del ruolo ad esaurimento per il personale ispettivo dei due Enti e creare, conseguentemente, le condizioni per mettere in campo politiche assunzionali nell’ambito della vigilanza che nel nostro Istituto mancano dal lontano 2010 (in 4 anni l’INPS ha perso il 18% del personale ispettivo senza avere avuto la possibilità di rimpiazzare i 215 ispettori andati in pensione).

Nei nostri interventi, dando atto dell’impegno profuso dal Presidente in questa non facile “vertenza” con il decisore politico (Parlamento e Governo), abbiamo evidenziato come la riappropriazione delle politiche assunzionali in ordine alla vigilanza ispettiva rappresenti il primo passo verso quella progressiva riconduzione in capo all’INPS dell’autonomia operativa nella vigilanza ispettiva che è la precondizione per il buon esito della lotta all’elusione ed all’evasione contributiva, vera piaga, unitamente all’elusione ed all’evasione fiscale, del nostro Paese.

L’impossibilità giuridica, oggi, di assumere personale ispettivo, abbiamo sottolineato nei nostri interventi, determina un grave depotenziamento dell’attività di vigilanza posta a tutela delle entrate dell’INPS e non consente di pianificare alcun investimento sulle attività di vigilanza in termini di risorse, programmazione e sviluppo per una serrata lotta all’elusione ed all’evasione contributiva, con inevitabili e gravi ripercussioni sul sistema complessivo dello stato sociale e sulla sua sostenibilità finanziaria.

Essendo il superamento del ruolo ad esaurimento del personale ispettivo solo un tassello di un più vasto puzzle di cui dovrà necessariamente far parte anche il ripristino, sul piano organizzativo, della ex Direzione centrale Vigilanza sulle Entrate ed Economia Sommersa, ed il recupero delle risorse economiche destinate ai trattamenti di missione degli ispettori, risorse “scippate” con il DM del 10/10/2017, abbiamo assicurato al Presidente il nostro pieno sostegno in questa battaglia politico-istituzionale a dimostrazione che l’interlocuzione con gli Organi dell’INPS non è un “menare il can per l’aia”, come qualcuno ha recentemente sostenuto, ma rappresenta per noi un utile strumento di pressione e, nello stesso tempo, di prossimità verso chi deve veicolare presso le istituzioni parlamentari e governative le istanze non corporative della vigilanza ispettiva.

Roma, 21 maggio 2021

FP CGIL

Matteo Ariano

Antonella Trevisani

CISL FP

Paolo Scilinguo

UIL PA

Sergio Cervo

CONFSAL/UNSA

Francesco Viola

PARTE LA CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA 2020/2021

Nel corso della giornata di ieri si è formalmente aperta la contrattazione integrativa di Ente 2020/2021 per le Aree A, B e C con l’esame dei primi articoli della bozza presentata dall’Amministrazione e trasmessa alle Organizzazioni sindacali lo scorso 30 aprile.

La discussione si è incentrata sui primi 4 articoli ed in particolare su quelli dedicati alle progressioni orizzontali ed alla ripartizione delle risorse del salario accessorio nell’ambito del Fondo 2020 e 2021.

Sul primo tema abbiamo richiamato nei nostri interventi l’esigenza di dare piena attuazione alle dichiarazioni congiunte n.2 del CCNI 2019 e n.3 del CCNI 2018 finalizzate ad una riqualificazione del personale delle aree A e B che non sia limitata ad una collocazione apicale dei colleghi A2 (212) e B2 (630), ma che coinvolga tutto il personale delle stesse aree, compresi i colleghi collocati ancora oggi nella posizione ordinamentale di partenza A1 (65) e B1 (194) di modo che tutti abbiano la possibilità di conseguire un passaggio individuando le relative risorse a ciò dedicate all’interno del Fondo che ne costituisce la fonte di finanziamento. A tale riguardo, poiché riteniamo che le politiche di riqualificazione del personale debbano investire tutti i colleghi, compresi quelli attualmente inquadrati in area C,abbiamo chiesto all’Amministrazione di formalizzare, nel contratto oppure in un accordo a latere, un impegno ad avviare, nella prospettiva che possano affluire nuove risorse a seguito dell’auspicato superamento del tetto alla costituzione di fondi previsto dall’art.23, comma 2, del D.lgs. n.75/2017, tetto che in INPS ci costa circa 38 milioni di euro, progressioni orizzontali anche nell’area del funzionariato dando continuità alle riqualificazioni del triennio 2016/2017/2018 che coinvolsero tutto il personale dell’Istituto in posizione non apicale.

Su queste nostre richieste abbiamo registrato da parte dell’Amministrazione la disponibilità ad un loro accoglimento previa verifica con gli Organi dell’Istituto.

Sull’altro tema, quello della ripartizione delle risorse all’interno del Fondo per gli anni 2020 e 2021, fermo restando il limite dei 471.499.305,60 € ereditato dal CCNI 2019, limite suscettibile, ad oggi, di deroghe solo nei casi espressamente previsti dal legislatore, abbiamo chiesto un ridimensionamento dello stanziamento destinato a finanziare la performance individuale e di conversoun’integrazione delle risorse previste per gli sviluppi professionali tale da permettere sul 2021 ai colleghi delle aree A e B di conseguire almeno un passaggio orizzontale.

Restando in tema di risorse del salario accessorio, nel dare applicazione alla norma contenuta nella Legge di Bilancio 2021 sulla destinazione dei risparmi certificati, sono all’incirca 10 milioni di euro, derivanti dal mancato utilizzo nel 2020 degli stanziamenti del lavoro straordinario e di quelli destinati all’acquisto dei buoni-pasto non erogati per effetto dello smart working (scelta dell’Amministrazione da noi non condivisa ed adottata dall’Istituto unilateralmente nonostante i margini di discrezionalità offerti dalla norma e dagli atti di indirizzo ministeriali), abbiamo suggerito di operare una distribuzione omogenea che coinvolga tutto il personale delle aree fino ad una certa data, il 15 settembre 2020, procedendo, per la fase successiva, ad una distribuzione correlata alle giornate di lavoro agile che hanno comportato da quella data la mancata fruizione del buono pasto.

Pur non entrando nel merito dell’articolo 5 della bozza di CCNI abbiamo anticipato nel corso della discussione la nostra proposta di trasferire alla contrattazione decentrata, rispondendo in questo modo anche ai rilievi ministeriali sull’esigenza di dare piena attuazione all’art.77, comma 4, del CCNL 2018/2021, le risorse finalizzate a remunerare la maggiorazione oraria del 20% per lo svolgimento delle attività di front-office,estendere il compenso, portandolo da 50 € a 80 €, legato alla sperimentazione del modello di servizio a tutto il personale delle sedi progressivamente coinvolte erivisitare in termini incrementali gli importi previsti per lo svolgimento di particolari funzioni e compiti, compresi le indennità per i profili specialistici.

Il “confronto” sul CCNI 2020/2021 proseguirà sui successivi articoli della bozza martedì 18 maggio, ma esprimiamo sin da adesso la necessità di serrare i tempi della contrattazione, anche con due riunioni settimanali da concordare con l’Amministrazione, al fine di definire i contenuti del CCNI 2020/2021 e dare risposte sull’esigibilità di tematiche negoziali, per es. le progressioni orizzontali e l’erogazione del TEP, legate indissolubilmente al contratto integrativo.

Roma, 12 maggio 2021

FP CGIL

Matteo Ariano

Antonella Trevisani

CISL FP

Paolo Scilinguo

UIL PA

Sergio Cervo

CONFSAL/UNSA

Francesco Viola

  1. RIFLESSIONI SUL MESSAGGIO HERMES 1821 - INVALIDITA’ CIVILE
  2. Primo Maggio: l’Italia SiCura con il lavoro
  3. TUTELA DELLA GENITORIALITA' E DELLA DISABILITA', UNA PIA ILLUSIONE NEL NOSTRO COMPARTO?
  4. TUTTO VA BENE MADAMA LA MARCHESA!
  5. IL RIMPALLO
  6. 0,35% (= riapertura delle iscrizioni al Fondo delle prestazioni creditizie e sociali): a quando?

Pagina 12 di 57

  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
  • 11
  • 12
  • 13
  • 14
  • 15
  • 16

Cerca

logo CercaOra 2025

Polizza assicurativa

730 PRESENTALO CON NOI

730

Polizza sanitaria

polizza sanitaria

Iscriviti

Iscrizioni

NOI INPS

  • Formazione
  • Contratti integrativi
  • Telelavoro
  • Normativa
  • Convenzioni
    • Assicurazione Colpa Grave
    • Convenzione Legale
    • Convenzione viaggi e soggiorni
    • Vacanze studio all'estero

Redazione

  • Crea nuovo articolo
  • Pannello di amministrazione
  • Login

facebook icona twitter icona google icona whatapps icona

Contatore siti - by Alex