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LAVORO AGILE: PERCHE' RITARDARE TANTO?

Da settimane stiamo chiedendo di iniziare il percorso di discussione in merito al lavoro agile nel rispetto della circolare 3 del Ministro della PA. Lo stavamo facendo non per vezzo ma perché eravamo e siamo sinceramente preoccupati degli strascichi della pandemia che ci hanno rafforzati nelle nostre convinzioni che ci avevano portato a non firmare in solitudine su tutti i territori nazionali il protocollo di giugno (lo giudicammo troppo blando, infatti), perché  avremmo voluto evitare il caos delle ultime ore, perché ci aspettavamo che l’Ente  permettesse alle famiglie dei dipendenti con figli in età scolare di gestire serenamente il rientro a scuola dei figli o tutelare i propri familiari anziani, perché i colleghi in assegnazione temporanea potessero riorganizzare la permanenza o la ripartenza verso le sedi di appartenenza, perché si evitasse una potenziale disparità di trattamento tra dipendenti di sedi diverse e perché avremmo desiderato entrare, come peraltro previsto dalla circolare, nella sfida organizzativa più grande degli ultimi trenta anni.

A distanza di pochissimo tempo dal potenziale rientro massivo negli uffici, posto il fatto che la circolare 3, superata anche l’ultima fase della registrazione della Corte dei Conti, è pienamente efficace, ci piacerebbe sapere come verranno scelti i dipendenti da lasciare in smart working al netto di quelli, fragili (tutelati dalla circolare congiunta Ministero Salute e Ministero del Lavoro e art.90 D.L. Rilancio) o soggetti a quarantena domiciliare (ex art.5, D.L.111/2020), già tutelati dalla legge e come verranno trattati i dipendenti in assegnazione temporanea; e come tutto ciò sarà organizzato nel rispetto delle procedure di distanziamento sociale all’interno degli uffici che sono state ampiamente dibattute nei mesi scorsi tenendo conto che, stando a quanto risulterebbe, la situazione sul territorio sembrerebbe essere ancora a macchia di leopardo per quanto riguarda già soltanto la disponibilità dei DPI.

Auspicavamo che il nostro Ente, vista la dimostrazione di efficienza universalmente riconosciuta a prescindere dalle sterili polemiche emerse nell’agone politico, potesse svolgere il ruolo di apripista nell’ambito della P.A. e non dovesse attendere la pressante cogenza della norma per sperimentare nuovi modelli organizzativi al pari dei grandi ed ambiziosi investimenti già predisposti per riordinare l’informatica a supporto degli stessi.

Ci aspettiamo un colpo di reni del management e non solo dei dipendenti.

Struttura di Coordinamento

IL COORDINATORE GENERALE

Tutela salute, sicurezza e ambiente

UILPA-INPS

UILPA-INPS

 

Claudio Checcherini

Sergio Cervo

FURBETTI DEL COVID-19: NON SI ATTACCHINO L’INPS E I SUOI LAVORATORI!!!

Tra pochi minuti si terrà l’audizione parlamentare del Presidente Tridico in merito alla deplorevole ed odiosa situazione generata dalla richiesta di benefici da parte di amministratori pubblici e parlamentari.

Per come è stata presentata la vicenda dai media, sembrerebbe che alcune forze politiche vogliano tenere sulla graticola il nostro Presidente per la gestione dei sussidi emergenziali continuando a ricordare che vi sono casi di cittadini ancora in attesa delle prestazioni.

Nell’emergenza di quest’anno, pari forse soltanto a quella di una guerra, l’Istituto ha dato prova di produttività e competenza anche nel saper gestire milioni di pratiche realizzando in fretta applicazioni software e procedendo rapidamente a sostenere milioni di cittadini anche inventandosi un lavoro agile con mezzi inizialmente goffi. Solo poche settimane fa, ricordiamo, l’Istituto ed il nostro Presidente venivano accusati di mantenere troppa burocrazia e di rallentare, con troppi controlli, l’erogazione delle prestazioni. Oggi si lamenta che i controlli eseguiti a posteriori servono per mettere sulla gogna qualche nome illustre. Come se a giustificarsi debba essere chi scopre un comportamento scorretto e non chi lo compie

L’Istituto è stato da sempre oggetto delle attenzioni della politica di qualsiasi colore a causa della dimensione, la composizione e l’amministrazione dei fondi dei lavoratori e forse, per questo, chi siede al vertice deve vivere perennemente sulla graticola.

Certo è che oggi nessuno potrà più negare che le banche dati custodite dall’Istituto sono fonte di grande conoscenza e di studio sui fenomeni del lavoro nel nostro Paese, anche sui fenomeni al limite della legge e sui comportamenti dei “furbetti” né che i lavoratori siano attivi, a prescindere dall’organizzazione del lavoro e dal posto fisico dove operano.

Numericamente, i furbetti delle prestazioni sono certamente molti di più di quelli che, oggi, sono alla ribalta della cronaca ed alcuni esempi li abbiamo riportati in un nostro precedente comunicato, segno di un malcostume diffuso che i dipendenti dell’Istituto ben conoscono e, spesso, devono contrastare mettendoci direttamente la faccia.

Oggi, chi attaccherà il nostro Presidente, attaccherà la faccia dell’Istituto con le sue persone, la loro competenza, la loro operosità. 

Noi non lo consentiremo! Presidente, tenga alto il nome dell’Istituto e delle sue persone, noi saremo con lei!

IL COORDINATORE GENERALE

UILPA-INPS

Sergio Cervo

FURBETTI DEL COVID-19... ADESSO CHIAMATECI FANNULLONI!!

Dopo aver circolato per alcuni giorni, ieri è stato reso noto ufficialmente che tra i furbetti delle prestazioni emergenziali, ci sono numerosi amministratori pubblici, star della TV e cinque parlamentari. Ieri la notizia ha infiammato le trasmissioni TV ed alimentato il toto-nomi che, prudenzialmente, non sono stati diffusi dall’Istituto.

Come ampiamente dibattuto, non ci sono stati errori da parte dell’Istituto nell’applicazione della norma ma, forse, l’esigenza di rispondere in fretta alle esigenze del Paese in lockdown ha fatto scrivere norme che hanno lasciato molto aperte le maglie di una rete di controlli e limitazioni che, oggi, tutti vorrebbero fossero stati fatti.

Il malcostume diffuso del “piglia-piglia”, a ben vedere, non ha riguardato soltanto i casi eccellenti ma anche molte realtà imprenditoriali che, dal COVID-19, non hanno avuto difficoltà. Vi sono aziende che, pur non subendo alcun fermo né riduzione dei pagamenti da parte dei propri clienti (come, ad esempio, alcune aziende fornitrici della Pubblica Amministrazione), hanno usato la cassa integrazione emergenziale facendo lavorare i dipendenti in nero o sottoponendo i restanti lavoratori a turni estenuanti per coprire le immutate esigenze lavorative. Altre che, invece, hanno chiesto la cassa integrazione emergenziale soltanto dopo mesi lasciando ai lavoratori il dubbio che i mancati pagamenti dipendano dalla lentezza della burocrazia.

E se questi comportamenti sono odiosi in periodi di normalità, lo diventano in maggior misura nei momenti di emergenza perché distolgono energie e risorse a chi è in difficoltà a prescindere dal resto.

Certo è che se solo una settimana fa i dipendenti pubblici erano additati come stupidi fannulloni, ora qualche improvvido giornalista dovrebbe porgere le proprie scuse.

Chissà se in questi giorni andrà ancora di moda dipingere i dipendenti pubblici e, in particolare, quelli dell’Istituto come fannulloni a casa con lo smart working? Gioverà ricordare che i furbetti li staniamo anche da casa?

Per i dipendenti INPS, lavoro agile è anche lavoro intelligente, si sappia.

VIGILANZA: QUALCUNO VENGA A CHIARIRE

Il programmato incontro che doveva tenersi ieri tra la ministra Catalfo e i vertici di INL INPS e INAIL, in merito alle modifiche da apportare al DLgs 149, è saltato, e per fortuna aggiungiamo noi. Infatti su un argomento così delicato e complesso il Presidente Tridico, unitamente agli altri vertici dell’Istituto, ha evitato ogni confronto, eludendo anche una informativa periodica e costante sulla questione. Eppure a leggere qualche comunicato sembra che qualcuno sappia. Infatti, si affannano a fornire rassicurazioni in merito all’esito della trattativa in corso, preannunciandone già le conclusioni, con scenari futuri che prevedono il totale ripristino di tutte le condizioni ante DLgs 149.  Sig. Presidente, se questo è vero e Lei ha avuto rassicurazioni in merito, venga al tavolo sindacale e chiarisca una volta per tutte che questo è lo scenario che si prefigura. Lei dovrà garantire, attraverso un impegno solenne, che l’intero impianto del DLgs 149 sarà totalmente depotenziato, non basta portare a casa l’abolizione del ruolo ad esaurimento e una manciata di nuove assunzioni (se e quando arriveranno), noi vorremmo la garanzia di una totale autonomia sull’attività ispettiva, ivi incluse le risorse economiche, senza incappare nei lacci e lacciuoli delle diverse commissioni regionali che scandiranno ancor di più tempi e modalità operative. Sig. Presidente, noi non siamo in alcun modo affezionati ai ruoli e alle qualifiche, ma Lei sa bene che la revoca del ruolo di UPG per gli ispettori dell’INPS, li relega di fatto in una odiosa situazione di sudditanza, una condizione che potrebbe avere sicuramente una ricaduta negativa sull’intera attività ispettiva, nonché sulle future ispezioni congiunte che oggi vengono effettuate - in un contesto di pari funzioni e di pari dignità - con gli ispettori dell’INL.

 Sig. Presidente comunque  ad oggi il punto di domanda è questo:

nel caso dovesse passare la sciagurata ipotesi della revoca della qualifica di UPG,  Lei si sente di fornire garanzie ai nostri ispettori che  le eventuali modifiche apportate  al  DLgs 149 riporteranno con assoluta certezza il ripristino integrale dello status quo ante DLgs?  Vuole assumersi questo impegno?

Noi diversamente da altri siamo molto preoccupati sull’esito della vicenda, anche perché riteniamo  a ragion veduta che se qualcuno vuole estirparci qualcosa, non lo fa sicuramente perché  vuole il nostro benessere.

Un ultima riflessione Presidente, il capo dell’INL, seppur oberato d impegni come Lei, ha avuto la sensibilità di convocare sull’argomento le OO.SS. Noi invece siamo ancora in religiosa attesa!

Venga a chiarire Presidente.

 

Il Delegato Nazionale

IL COORDINATORE GENERALE

Vigilanza Ispettiva

UILPA-INPS

UILPA-INPS

 

Alberto Fruccio

Sergio Cervo

SMART WORKING IMPRODUTTIVO? IMPRODUTTIVO SARÀ LEI !!

Una delle figure che vanno per la maggiore nei talk show televisivi è quella dell’intellettuale di sinistra che piace a destra, citando in continuazione Marx e Gramsci per dare addosso all’attuale sinistra fucsia, politicamente corretta ma eticamente corrotta.

Stupisce che alla categoria voglia iscriversi anche un giornalista preparato come Federico Rampini.

Nel corso di una trasmissione televisiva cui partecipava, ad un certo punto è stato infatti mandato in onda un servizio (che nulla aveva a che fare con la parte precedente della trasmissione) in cui veniva intervistato un gelataio che lamentava di non aveva ricevuto un euro di cassa integrazione, nonostante le ripetute promesse del presidente Tridico.

Anziché chiedere il nominativo dell’interessato per approfondire il caso, come giustamente fatto dall’onorevole Serracchiani (il datore di lavoro del gelataio avrebbe potuto essere iscritto ad un fondo artigiani; il professionista che aveva inoltrato la sua domanda ha dichiarato di averlo fatto solo a fine giugno per cui non si può sostenere banalmente che “non riceveva i soldi da marzo”), il giornalista si è lanciato in una invettiva contro i vertici delle diverse amministrazioni e contro i dipendenti pubblici. Questi sarebbero fannulloni divenuti ancora più improduttivi durante lo smart working, affermando inoltre che smart working significa “lavoro intelligente e non lavoro agile” quasi alludendo che il lavoro nella PA non richiede certo di essere intelligenti.

A Rampini vogliamo ricordare che Marc Twain soleva ripetere che “fare il giornalista è faticoso, ma è sempre meglio di lavorare” avendo la retribuzione garantita. E se non si fondano le accuse sui dati effettivi, forse, fare il giornalista non sarebbe neanche faticoso. Per cui vorremmo rimandare al mittente le accuse, improduttivo sarà lei Rampini!

Per l’accusa di scarsa produttività dell’INPS, ieri sono stati comunicati alla stampa sia il numero delle prestazioni erogate sia il loro onere finanziario. Trattandosi di numeri imponenti, si può dire che forse non si è riusciti a far tutto, ma non certo che si sia abbassata la produttività dei lavoratori grazie allo smart working. 

A noi risulta che la produttività dei dipendenti INPS sia, invece, aumentata e per questo riteniamo si debba avviare quanto prima una riflessione dell’amministrazione con le organizzazioni sindacali affinché la pandemia sia trasformata in una opportunità per riorganizzare efficacemente l’erogazione dei servizi all’utenza nel rispetto della salute di tutti, lavoratori ed utenti.

IL COORDINATORE GENERALE

UILPA-INPS

Sergio Cervo

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE PER LA VIGILANZA ISPETTIVA

Egregio Presidente, 

per puro caso, ma davvero per puro caso, siamo venuti a conoscenza che in questi giorni si stanno tenendo importanti incontri tra i vertici di INPS, INAIL e INL, presieduti dalla ministra Catalfo, per affrontare la delicata questione relativa alle modifiche da apportare al famigerato D. Lgs. 149/2015, naturalmente stiamo parlando di vigilanza ispettiva. Poiché Lei, sull'argomento, non ha ritenuto informare preventivamente le OO.SS., sono state messe in circolazione alcune bozze di proposta che lasciano adito alle più sfrenate e fantasiose conclusioni. Almeno si spera siano tali.  A tal proposito, al fine di ridare all'Istituto una propria autonomia, ci consenta allora di rappresentarle la nostra posizione su questa delicata questione, evidenziando alcuni punti che riteniamo assolutamente indispensabili:

  1. tutte le risorse (missioni, formazione, etc.) relative al funzionamento dell'attività ispettiva devono essere gestite dall'Istituto;
  2. abolire il ruolo ad esaurimento, ridando all'Istituto la possibilità di poter assumere in proprio nuovi ispettori;
  3. la formazione del personale ispettivo dovrà far capo al nostro Istituto;
  4. non accettare assolutamente la proposta di revoca del ruolo di UPG agli ispettori dell'INPS e dell'INAIL; non se ne capisce il senso né la motivazione, considerato che tutti hanno le stesse responsabilità, svolgono e continueranno a svolgere le medesime funzioni. Su questo specifico punto, riteniamo opportuno effettuare alcune considerazioni di prospettiva. In effetti si tratterebbe di un pericoloso passo indietro, che potrebbe collocare gli ispettori dell’INPS e dell’INAIL in una antipatica e odiosa posizione di sudditanza verso i colleghi dell'INL.  Ispettori di serie A e ispettori di serie B. Se vogliono i portaborse se li vadano a cercare altrove! Noi non siamo affezionati ai ruoli, ma il disconoscimento di una funzione così importante al nostro corpo ispettivo potrebbe avere riflessi negativi anche verso l’esterno. Sarebbe stato sicuramente meglio non aver mai attribuito questa funzione, piuttosto che revocarla oggi in corso d’opera.  Una diminutio di poteri che non si legge affatto bene.

  
Sig. Presidente, sono questi i punti che noi riteniamo utili e necessari per riportare stabilmente, ma con dignità il nostro corpo ispettivo all'interno dell'Inps.

Lei sa bene che ogni obiettivo si raggiunge con una stretta sinergia di tutti i soggetti interessati, e per tale motivo non comprendiamo il suo atteggiamento di eccessiva carboneria, soprattutto perché infine le cose che si fanno...si sanno. Il classico segreto di Pulcinella.  Noi confidiamo nella sua disponibilità, ma la prossima volta gradiremmo che la prevista informativa ci venisse fornita e trasmessa da lei direttamente, non ci piace rincorrere e rubacchiare informazioni da altri soggetti, e non ci piace venirne a conoscenza per caso. Detto ciò, il nostro auspicio è che non si facciano passi indietro. La dignità dei lavoratori non si baratta.

 

Il Delegato Nazionale

IL COORDINATORE GENERALE

Vigilanza Ispettiva

UILPA-INPS

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Alberto Fruccio

Sergio Cervo

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