Scherzi della calura o pericolose fughe in avanti?
Mentre siamo in attesa di una convocazione da parte dei vertici dell'Amministrazione per un confronto sul complessivo problema relativo alle missioni, la dirigenza di una DCM, entrando a gamba tesa sull'argomento, ha inviato una comunicazione ai propri ispettori ricca di richiami a varie circolari, norme e messaggi con gentile invito a rispettarne il contenuto. Senza voler entrare in alcun modo nel merito di tale comunicazione, è appena il caso di sottolineare che nella seduta del 9 agosto u.s., il capo del personale aveva ritenuto opportuno, posta la delicatezza e la complessità dell'argomento missioni, di non inserire questa tematica in coda alle altre ma di dedicare una distinta sessione.
Qualche Direzione Regionale, invece, giocando d’anticipo, ha deciso di cambiare alcune regole del “gioco” durante la partita! La metafora appare doverosa, perché probabilmente solo ad un gioco si è pensato quando con la stessa comunicazione si invitavano gli ispettori ad organizzare i loro viaggi con il carpooling, metodo solo immaginato dall’Amministrazione che correttamente ne sta ancora analizzando la fattibilità. Altro che fughe in avanti, qualcuno si è già seduto al posto della parte trattante senza nemmeno trattare! Non si vuole infierire ma la situazione sembra essere sfuggita di mano.
Invitiamo l'Amministrazione a convocare entro breve tempo il previsto incontro sul delicato argomento missioni, si torni al tavolo presto e bene!
Quali opportunità per il personale informatico?
Com’è noto l’ipotesi del contratto Integrativo ha lasciato in sospeso alcune questioni, e tra queste spicca la rivisitazione del Sistema indennitario dei Particolari compiti e delle Posizioni Organizzative.
Specificatamente per il personale informatico non è stata prevista alcuna innovazione normativa sostanziale che invece si configura come necessaria; ad esempio si parla da tempo di prevedere e normare l’istituto della reperibilità o della fondamentale esigenza di formazione professionale continua, questa carenza di attenzione al personale informatico stride con il reale impegno di questo che quotidianamente viene impiegato per rendere efficace ed efficiente la risposta istituzionale.
Sulle possibilità di carriera inoltre sembra quasi ragionarsi a compartimenti stagni: con “il nuovo Ordinamento delle Funzioni n. 4 del 7/11/2022”, si è voluta creare una differenza di percorsi di carriera tra i funzionari appartenenti al ruolo informatico incardinati alla DCTII ed il “resto del mondo” (informatico) che, in seguito alla riorganizzazione, è stato trasferito verso le specifiche Direzioni Centrali.
Il Nuovo Ordinamento delle Funzioni ha infatti istituito all’interno delle Direzioni Centrali e della Direzione Servizi al territorio, le Aree Procedure finalizzate al presidio della definizione delle linee di evoluzione dei servizi, al disegno dei processi sottostanti, alla definizione e verifica dell’evoluzione delle procedure a supporto della loro erogazione per un potenziamento verso la soddisfazione all’utenza.
Questa rideterminazione è risultata essere un cambiamento veramente significativo che ha interessato sia la dimensione organizzativa sia quella professionale dei lavoratori informatici, infatti questi, se volessero partecipare a selezioni per capo-progetto informatico o a responsabile di progetto ad alto contenuto tecnologico (ACT), dovrebbero essere trasferiti alla DCTII o rispondere a due strutture differenti e non potrebbero comunque nemmeno accedere alla posizione di capo team, mantenendo il profilo informatico, né di Elevata Professionalità poiché questa possibilità non è contemplata dalla determinazione n. 145 del 2023 che regola le modalità di attribuzione delle posizioni organizzative.
Per le motivazioni esposte e le necessarie modifiche riteniamo urgente l’attivazione dei fondamentali istituti contrattuali e confidiamo che l’Amministrazione, con la ripresa delle trattative a settembre, realizzi la tanto attesa opera di armonizzazione per il suddetto personale.
Roma, 27 luglio 2023
Il Coordinatore UILPA INPS DG
Claudio Furiati
CCNI 2022-2023 SIGLATA L'INTESA
Nel pomeriggio di oggi è stata siglata l’ipotesi di CCNI 2022/2023 per il personale INPS riconducibile al Comparto Funzioni Centrali. L’accordo arriva dopo una trattativa durata mesi e recepisce gli elementi stabiliti dal nuovo CCNL, nonché diverse sollecitazioni presentate al tavolo sindacale. Il testo passa dunque al Collegio dei Sindaci per la certificazione interna e sarà poi trasmesso al Dipartimento della Funzione Pubblica per un parere sulla compatibilità con la legislazione vigente.
L’intesa raggiunta:
- attiva progressioni economiche orizzontali per 6.061 colleghe e colleghi, il 49,9% della platea che avrebbe potuto ottenere un differenziale stipendiale. Con la prima dichiarazione congiunta, inoltre, si rinnova l’impegno delle parti a proseguire nel prossimo biennio con politiche di valorizzazione rivolte a tutto il personale.
- riconosce, per il 2022, al personale non destinatario di progressioni economiche orizzontali o verticali dal 1° gennaio 2019 un incremento di 5 punti del coefficiente utile alla liquidazione dell’incentivo ordinario e speciale, come sancito nell’Accordo di programma sottoscritto lo scorso 27 ottobre;
- conferma la corresponsione del trattamento economico di professionalità – TEP – con la relativa erogazione a seguito di un anno di servizio;
- conferma il sistema indennitario vigente, rimandando a una nuova sessione di confronto la valutazione su indennità e responsabilità post-reassessment;
- estende la maggiorazione del 10% del trattamento incentivante ai colleghi delle Direzioni regionali e DCM, compreso il personale incardinato giuridicamente e contabilmente presso le medesime strutture e operante sul territorio (fra i quali gli ispettori di vigilanza e gli informatici ex GAI), nonché al personale della DST adibito in via esclusiva all'attività di produzione per il territorio.
Con la terza dichiarazione congiunta, inoltre, le parti si riservano la possibilità di verificare gli effetti della prima applicazione delle progressioni per vagliare eventuali revisioni o correttivi. La possibilità di articolare le procedure selettive su base regionale sarà, invece, oggetto di una successiva ricognizione per verificare l’opportunità di un simile accorgimento.
Diamo il benvenuto tra i firmaioli anche a chi, fino alle 16 di ieri, continuava a inveire contro i contenuti del contratto integrativo, salvo poi sottoscriverlo. Attendiamo di capire se, una volta sciolta la riserva da parte di una sigla sindacale, l’accordo sarà condiviso all’unanimità dalle rappresentanze o se, ancora una volta, scopriremo via mail improvvise defezioni.
Da parte nostra abbiamo confermato un approccio serio e rigoroso nell’ambito della contrattazione, avendo come stella polare il benessere di tutti i dipendenti INPS senza distinzione di sorta.
Roma, 21 giugno 2023
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FP CGIL Antonella Trevisani |
CISL FP Paolo Scilinguo |
UIL PA Sergio Cervo |
CONFSAL/UNSA Francesco Viola |
CCNI 2022-23 – Finalmente al via la trattativa
Si è tenuto oggi il primo incontro con la delegazione trattante dell’amministrazione avente ad oggetto il CCNI 2022-23.
Con l’amministrazione abbiamo chiarito come il contratto biennale permetta di anticipare le progressioni verticali in deroga rispetto ai tempi effettivi di attuazione delle stesse in caso di doppia attesa delle autorizzazioni e dei controlli da parte dei ministeri vigilanti.
Vista l’ampiezza del contratto, la quantità di innovazioni che si vogliono introdurre ed i temi in ballo, la riunione odierna è stata, per forza di cose, interlocutoria.
L’amministrazione ha chiesto di prestare attenzione preliminarmente al tema della contrattazione decentrata da affidare alle singole RSU di sede in merito alla destinazione del 20% dell’incentivazione speciale. In questo ambito, trattandosi della prima applicazione di un nuovo istituto abbiamo chiesto di verificare ed ampliare le modalità ed il monitoraggio per il riconoscimento di obiettivi e richiesto clausole di salvaguardia per evitare di penalizzare i colleghi sia in termini di eventuali obiettivi non raggiunti sia in termini di adesione ai progetti, tenendo conto di tutti i necessari correttivi associati al fatto che soltanto oggi si comincia a discutere del tema.
Passando alla discussione delle progressioni orizzontali, abbiamo chiesto la revisione dei pesi e delle misure.
In breve, tenendo conto che i compensi per le posizioni organizzative meritano una revisione come peraltro già discusso in occasione del precedente CCNI e non possono essere barattati con un maggior punteggio nella prima selezione per il differenziale stipendiale; a nostro parere, il differenziale stipendiale va riconosciuto prima a chi è fermo da più tempo senza nessuna progressione, a prescindere dalla titolarità di qualsiasi posizione organizzativa. A tal proposito, va inserita nel CCNI la clausola prevista nel CCNL che porta ad una maggiore valorizzazione dei punteggi di chi non fa progressioni da oltre sei anni.
Come è evidente, i temi trattati oggi non possono che costituire un piccolo insieme delle questioni emerse dalla prima lettura della proposta dell’amministrazione che amplieremo nel corso dei prossimi incontri ma è sicuramente positivo averne iniziato la discussione.
Definite le famiglie professionali – Adesso la valorizzazione del personale attraverso i passaggi di area
Con la sottoscrizione dell’accordo sulle “Famiglie Professionali”, avvenuto nella scorsa settimana, si concretizza, anche in INPS, il nuovo Ordinamento Professionale, rilevante sia ai fini dell’inquadramento giuridico del personale, sia per aprire l’importante stagione di valorizzazione professionale del personale.
In buona sostanza, questo accordo, una volta certificato dal Dipartimento della Funzione Pubblica, consentirà di sbloccare alcuni istituti del nuovo CCNL, a partire dalle progressioni verticali in deroga che consentiranno lo svuotamento sia dell’ex area A con il passaggio nell’area degli assistenti, sia la progressione verso il funzionariato da parte dell’ex area B.
Nel contempo, con questo nuovo ordinamento professionale si potrà dare applicazione al nuovo istituto contrattuale del differenziale economico che andrà a sostituire l’ex istituto delle progressioni orizzontali.
Gli altri 2 temi trattati nella riunione di giovedì sono stati quelli delle progressioni verticali in deroga ed i nuovi criteri per il conferimento delle posizioni organizzative.
Per quanto riguarda il primo punto abbiano manifestato il nostro apprezzamento per alcuni passi avanti fatti da parte dell’amministrazione rispetto all’ultimo testo presentato alcuni giorni prima, in particolare l’abolizione dei quiz e un riequilibrio dei punteggi culturali mentre, invece, per quanto ci riguarda, non siamo ancora d’accordo sulla permanenza nel testo di punteggi legati al sistema di valutazione che a nostro avviso è penalizzante e peraltro, per gli anni di riferimento era da considerarsi puramente sperimentale. Pertanto, anche per omogeneità con l’ultima selezione svolta, deve essere riconfermato il coefficiente di merito
In merito al nuovo testo relativo alle modalità di conferimento delle posizioni organizzative, abbiamo positivamente registrato significativi miglioramenti rispetto alla bozza presentata dall’amministrazione in precedenza, in particolare, come da noi richiesto, nelle parti in cui si dà possibilità di partecipare al bando anche ai profili specialistici e l’equiparazione, in sede di interpello, delle posizioni organizzative di staff alle unità organizzative di produzione.
Su entrambi gli argomenti la delegazione trattante ha convenuto con le organizzazioni sindacali di proseguire il confronto, affinché si possa raggiungere la migliore condivisione possibile.
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IL COORDINATORE GENERALE |
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UILPA-INPS |
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Sergio Cervo |
Nuove famiglie professionali e progressioni: work in progress
Ieri è proseguita la contrattazione con l’Amministrazione per la definizione delle “Famiglie Professionali” nelle quali raggruppare professionalità simili e basi di conoscenza comuni ed al cui interno raccogliere successivamente le pluralità di “profili di ruolo” o di competenze attualmente in essere all’interno dell’Istituto.
Il nuovo documento presentato dalla Delegazione trattante ha recepito la grande parte delle richieste formulate dalle OO.SS. nel corso del precedente incontro, così come crediamo che debba recepire quelle sollevate nel corso dell’incontro di ieri.
Al riguardo ricordiamo la necessità di una più idonea formulazione per il personale infermieristico ed una definizione dei criteri di accesso alla IV Area.
Strettamente correlato alla definizione delle “famiglie professionali” è stato il secondo punto all’O.d.g. dell’incontro, ossia i criteri per le progressioni tra le Aree, di cui all’art. 18, comma 7, del CCNL per il personale del comparto Funzioni Centrali 2019-2021. Essendo la definizione delle famiglie professionali prodromica alle selezioni in deroga per le ex Aree A, B e C si auspica in una rapida definizione delle stesse.
Nel merito di questo secondo documento, abbiamo immediatamente fatto rilevare all’Amministrazione che le progressioni in deroga devono sanare definitivamente il fenomeno del mansionismo con procedure valutative, così come recita il CCNL, e non selettive come proposto nella bozza consegnata alle OO.SS. nella quale si prevedono test a risposta multipla. In più abbiamo espresso la nostra netta contrarietà a legare questa valutazione all’attuale sistema di performance individuale, sul quale si era ampiamente convenuto con l’amministrazione che andasse considerato come sperimentale ed assolutamente da rivedere. Allo stesso tempo abbiamo contestato la parte relativa alle competenze di cui al messaggio Hermes n. 3204/2022, in quanto foriera di forti sperequazioni fra dipendenti.
Su tali questioni auspichiamo un doveroso ripensamento da parte di tutta la Delegazione trattante e dello stesso Presidente, il quale si era fortemente speso per mettere fine alla parola “mansionismo” all’interno dell’Istituto.
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IL COORDINATORE GENERALE |
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UILPA-INPS |
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Sergio Cervo |
INDENNITA’ DI ESCLUSIVITA’: QUESTA SCONOSCIUTA
“M’hanno rimasto solo” diceva Vittorio Gassman nello straordinario film di Mario Monicelli “I soliti ignoti”.
E così come lui, anche i medici dell’Inps sono rimasti gli unici nel contesto del pubblico impiego a non avere ancora l’indennità di esclusività.
L’Amministrazione continua ad aggiungere nuove incombenze (CMV del MEF), vuole aumentare i carichi di lavoro e nello stesso tempo pensa di ottenere risultati difficilmente raggiungibili con l’esiguo numero di medici a disposizione.
Qualcuno parla di straordinario, di aperture di sabato (e magari di domenica) pur conoscendo già la risposta negativa dei medici e non solo.
Si vuole provare a risolvere l’arretrato dell’invalidità civile ? Tante sono le proposte già inoltrate all’Amministrazione, eccone una…
Riconoscere l’indennità di esclusività e attivare in plus orario nuove commissioni mediche facoltative retribuite con gettone di presenza.
Questa modalità ha già permesso al SSN di contrastare il fenomeno delle liste di attesa.
E’ un esempio, ma di idee ce ne sono tante, basta convocare le rappresentanze sindacali “rappresentative” e ripetiamo “esclusivamente rappresentative” quelle per intenderci che partecipano alla sottoscrizione del CCNI e del CCNL funzioni centrali. Altri interlocutori non avrebbero valore.
E’ giunto il momento di agire, i problemi vanno risolti oggi, non domani.
Notiamo infine con piacere che, a differenza di qualche anno fa, anche altre sigle sindacali convergono sulla necessità di attivare questo nuovo strumento contrattuale, già proposto all’Amministrazione nell’anno 2010 con relativo stanziamento previsionale.
Restiamo pertanto in attesa di un tavolo di confronto da attivarsi in tempi rapidi per affrontare le molteplici criticità che investono l’area medica dell’istituto.
Roma, 15 febbraio 2023
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FP CGIL Antonella Trevisani Francesco Reali |
CISL FP Paolo Scilinguo Gianfranco Magnelli Marco Aurilio Trabucco |
UIL PA Sergio Cervo Gian Paolo Cioccia |
NUOVO REGOLAMENTO DI DISCIPLINA DIRIGENTI E PROFESSIONISTI: NON CI SIAMO
L'Amministrazione ha pubblicato il nuovo regolamento di disciplina dei Professionisti e dei Medici.
Diciamo subito che questo regolamento non ci piace perché da una parte l'Amministrazione ha forzato le norme del contratto collettivo e dall'altro ha cercato di delineare una figura ibrida di avvocato coordinatore-dirigente.
Già in sede di presentazione della bozza di regolamento, unitamente agli altri sindacati, avevamo sollevato perplessità sul testo presentato e ci eravamo detti disponibili a collaborare nella revisione della bozza stessa per arrivare ad un testo definitivo soddisfacente e rispettoso dell'Autonomia della categoria.
Purtroppo, ciò non è avvenuto e l'Amministrazione ha insistito su un testo criticabile per più versi.
Nonostante la legge preveda, all'articolo 55 comma 2 del decreto legislativo numero 165/ 2001, che la tipologia delle infrazioni e delle relative sanzioni risulti definita dai contratti collettivi, l'Amministrazione ha introdotto ulteriori tipologie di infrazioni oltre quelle già previste dal contratto collettivo.
Condotte sanzionabili da un punto di vista disciplinare che prevedono in capo ai coordinatori funzioni para dirigenziali in violazione del principio di autonomia dei professionisti.
Tra le disposizioni più problematiche ricordiamo l'obbligo di attenersi agli indirizzi del coordinatore che non rientra tra le condotte sanzionabili previsti dall'articolo 34 del CCNL ed è in aperta violazione dell'autonomia professionale.
Al pari di quanto previsto a carico dei coordinatori di sovraintendere al corretto svolgimento dell'attività del personale, al rispetto delle norme dei codici di comportamento, alla vigilanza sull'osservanza delle disposizioni impartiti in materia di organizzazione di lavoro.
Altrettanto discutibile risulta l'inserimento tra i comportamenti sanzionabili della omessa comunicazione di eventuali provvedimenti disciplinari da parte dell'ordine professionale di appartenenza. Anche questa ipotesi non è prevista dal CCNL e si caratterizza per la gestione superficiale del testo visto il mancato coordinamento tra la condotta sanzionabile e la sanzione irrogabile dove nella prima si parla di provvedimento sanzionatorio e nella seconda di esercizio dell'azione disciplinare (come a tutti noto, cose ben diverse tra loro).
Continuando nella confusione si imputano in capo ai Coordinatori Generali condotte tipiche dei dirigenti per cui anche i primi sono tenuti ad assicurare il rispetto del trattamento dati, sono tenuti a segnalare tempestivamente inosservanze e disfunzioni in materia di trasparenza e accesso all'attività amministrativa, di informazioni all'utenza, di autocertificazione, di protezione dagli infortuni, di sicurezza sul lavoro nonché di divieto di fumo. Tutte condotte che il contratto collettivo nazionale prevede a carico del dirigente e non del professionista.
Non resta che rammaricarsi per l'ennesima occasione perduta da parte dell'Amministrazione di rispettare l'autonomia dei professionisti (non si capisce perché i dirigenti possano scriversi il proprio regolamento di disciplina e gli avvocati no).
A ben vedere le cose sono poco chiare anche per i dirigenti quando si passa a sanzionare il mancato raggiungimento delle performance.
L’argomento è molto delicato e spiace rilevare come la cosa non sia stata trattata da nessuno nei vari incontri che si sono susseguiti a livello sindacale.
Il nuovo regolamento di disciplina, in aperto contrasto con le previsioni del CCNL, prevede come condotta rilevante disciplinarmente il mancato raggiungimento degli obiettivi di performance (arrivando al licenziamento nei casi più gravi) nonostante il CCNL abbia stabilito a chiare lettere all’art. 33 che:
a) Per i dirigenti
“Per i dirigenti costituisce principio generale la distinzione tra le procedure ed i criteri di valutazione dei risultati e quelli relativi alla responsabilità disciplinare, anche per quanto riguarda gli esiti delle stesse. La responsabilità disciplinare attiene alla violazione degli obblighi di comportamento e resta distinta dalla responsabilità dirigenziale di cui all’art. 21 del D.Lgs. n. 165/2001, che invece riguarda il raggiungimento dei risultati in relazione ad obiettivi assegnati.”
b) Per i professionisti
“Per i professionisti costituisce principio generale la distinzione tra i criteri di valutazione dell’attività professionale e quelli relativi alla responsabilità disciplinare. L’attività dei professionisti all’interno degli enti si svolge in conformità alle normative di legge e contrattuali ed alle regole deontologiche che disciplinano l’esercizio delle rispettive professioni.”
Per entrambe le categorie la contrattazione collettiva ha sancito la netta separazione tra gli obblighi di comportamento e i risultati dell’attività professionale prevedendo per questi ultimi la esclusione da ogni responsabilità disciplinare.
Senza contare il fatto che, ad onta della sbandierata autonomia professionale riconosciuta solo a seguito di estenuante contenzioso, l’Amministrazione sembra ignorarne il reale contenuto posto che per pacifica giurisprudenza agli avvocati vengono, in spregio a tale requisito, imposti obiettivi quantitativi di performance che per giurisprudenza pacifica non possono essere assegnati (vedi Consiglio di Stato decisione n.1296/2019 che ritiene illegittimi i provvedimenti che prevedano forme di valutazione dell'attività in termini di risultato riferite alle funzioni attinenti all'esercizio della professione forense).
Il regolamento presenta, infine, una grave lacuna laddove, in mancanza di disciplina transitoria, sembra sottoporre alle nuove regole anche comportamenti posti in essere sotto il vecchio regolamento (se così fosse le conseguenze sarebbero gravissime).
Ancora una volta si producono atti forieri di contenzioso in quanto non pienamente conformi al CCNL posto che, secondo quanto previsto dall'articolo 40 del decreto legislativo 165/2001, trattasi materia di regolamento adottato unilateralmente in materia di competenza della contrattazione collettiva.
Non resta che auspicare un ripensamento dalla parte dell'Amministrazione per un ritiro del provvedimento in modo da poterlo riscrivere insieme nel rispetto primario di quanto previsto dalla legge e dal CCNL e soprattutto del rispetto reciproco.
UNAEP UIL PA - INPS
Oreste Manzi Sergio Cervo
Maria A. Tuminelli
Pronti al trasloco? - Parte 2
Soltanto ieri, dopo le prime anticipazioni, abbiamo ricevuto numerose richieste dai colleghi relative ai primi spostamenti. Contrariamente alle promesse del Datore di Lavoro, non abbiamo ancora ricevuto il cronoprogramma previsto dall’amministrazione, segno evidente che sono ancora in corso valutazioni dell’ultim’ora.
Nei prossimi giorni incontreremo la delegazione trattante di Direzione Generale alla quale chiederemo il cronoprogramma che dovrebbe prevedere tempi serrati di esecuzione al fine di scongiurare il pericolo che i Vigili del Fuoco costringano a limitare l’accesso al plesso di via Ciro il Grande a trecento persone contemporaneamente, misura analoga a quanto fu stabilito diversi anni fa per il plesso di via Civiltà del Lavoro.
L’occasione sarà importante per segnalare anche, a latere delle tematiche principali, anche alcune ulteriori necessità dei lavoratori come, ad esempio, l’avvio della banca delle ore per l’anno 2023.
Al fine di fornire comunque risposte ai colleghi che vorrebbero conoscere per pianificare in tempo le loro presenze e le giornate di smart working, a prescindere dalla disponibilità effettiva del cronoprogramma dell’amministrazione, sulla base delle informazioni ricevute, azzardiamo alcune ipotesi che non dovrebbero essere troppo lontane dalla realtà:
- si comincerà con i colleghi in servizio presso il dodicesimo piano che dovranno operare a via Ballarin a partire dal 13 febbraio e fino al 19 marzo per cui dovrebbero essere interessate la direzione di Supporto agli Organi e parte delle direzioni di Risk Management & Compliance e Risorse strumentali; verosimilmente, nei giorni precedenti e, a valle del periodo di 5 settimane trascorse a via Ballarin, le stesse direzioni saranno interessate dallo spostamento del minimo necessario per garantire la continuità del servizio;;
- stando a quanto indicato sommariamente dai referenti del Coordinamento Generale Tecnico Edilizio, al fine di contenere al massimo il disagio ed i tempi morti durante le lavorazioni, contemporaneamente dovrebbe essere sgombrato anche il piano sottostante, l’undicesimo, che ospita la restante parte della Direzione Risorse strumentali; ragionevolmente, le operazioni logistiche di spostamento minimale dovrebbero succedersi nella medesima settimana o con un lieve sfasamento temporale; a nostro parere, sulla base delle precedenti esperienze, occorrerà almeno una settimana di sfasamento per spostare un altro piano di lavoratori per cui riteniamo possibile un impegno fino alla settimana che terminerà il 26 marzo.
- I lavoratori della DCTII attualmente in servizio a via Ballarin, dovranno trovare accoglienza entro il 13 febbraio (auspichiamo anche prima) nei plessi di via Chopin e via Liszt e/o in via Ciro il Grande a seconda delle rispettive aree manageriali di riferimento.
Nei prossimi giorni confidiamo di ricevere e, di conseguenza, dare maggiori informazioni.
p. IL COORDINAMENTO UILPA - INPS DG
Claudio Checcherini
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