Antincendio in DG – pronti al trasloco?
Dopo tre lunghissimi anni dall’ultimo episodio di incendio che ha costituito un “near miss” (espressione in uso tra gli addetti ai lavori che denota un evento che solo per un caso fortuito non si è trasformato in un grave incidente), le prescrizioni effettuate nell’occasione dai Vigili del Fuoco hanno avuto seguito nei lavori di progressiva messa in sicurezza delle scale del grattacielo di via Ciro il Grande. Tuttavia, le opere prescritte dai VVF sono ancora numerose e prevedono, tra l’altro, la modifica/sostituzione dei dispositivi di rilevamento del fumo e di comunicazione centralizzata.
Per questo motivo, dal 13 febbraio si effettueranno spostamenti dei lavoratori in servizio nel grattacielo, in turni di circa cinque settimane, a partire dal personale allocato al 12° piano per poi scendere progressivamente fino a terra.
I lavoratori dovranno spostarsi presso alcune postazioni in via Ballarin cedute dalla DCTII al quarto piano di alcune torri da A a D. A prescindere dall’attenzione che pretendiamo per i colleghi informatici che attualmente lavorano nelle postazioni cedute, abbiamo chiesto oggi e chiederemo anche al Direttore Centrale delle Risorse Umane che incontreremo nei prossimi giorni, di consentire al personale che lo richiedesse, di utilizzare una quota maggiore di smart working durante il periodo dello spostamento. Il datore di lavoro ha raccolto la richiesta ed ha manifestato disponibilità.
Tra gli altri temi all’ordine del giorno abbiamo chiesto attenzione e impegno rispetto a tanti temi di interesse dei lavoratori, dallo studio sullo stress lavoro correlato alla sostituzione degli infissi contenenti amianto, ai servizi sanitari di tutte le sedi per cui abbiamo proposto sopralluoghi. Nello specifico, abbiamo chiesto di effettuare un sopralluogo congiunto in primo luogo presso lo stabile di via Civiltà del Lavoro in vista della riconsegna dello stabile alla DCTII.
In un comunicato degli RLS seguiranno i dettagli specifici della riunione rispetto ai temi discussi.
p. IL COORDINAMENTO UILPA - INPS DG
Claudio Checcherini
…perché La Verità tu non l’hai detta mai… Nessuno tocchi la mobilità!
No, non siamo stati presi da un attacco di nostalgia, non stiamo pensando alla celeberrima canzone di Little Tony ma al pessimo articolo pubblicato ieri dal quotidiano La Verità. Il quotidiano in parola, attacca spesso il nostro Presidente e, indirettamente, tutto l’Istituto per scopi intuibili.
Ieri, il quotidiano ha attribuito la carenza di personale delle sedi del Nord e i ritardi nelle pratiche di invalidità, TFR ed i malfunzionamenti dell’Istituto alla presunta mobilità del personale che tende a ricongiungersi ai propri cari.
La cronica carenza di personale dell’Istituto che affonda le radici nel blocco delle assunzioni durato decenni, le frequenti riorganizzazioni, la multicanalità selvaggia che costringe a cercare la medesima pratica più volte a fronte di diverse richieste, fanno ben più che la mobilità di pochi colleghi peraltro sostituiti dai neoassunti come sempre si è fatto nelle amministrazioni pubbliche in occasione dei concorsi.
Un superamento complessivo della lavorazione delle pratiche presso la sede cui afferiscono, residuo arcaico di un’informatica limitata dalla potenza elaborativa e dalla capacità delle reti di telecomunicazione, dovrebbe superare i limiti del progetto speciale PNRR creato con questo obiettivo e forse potrebbe migliorare la produttività complessiva. Si dovrebbe (ri)pensare un Istituto senza confini regionali dove le persone possano specializzarsi e ricevere una formazione degna di questo nome, erogata e fruita con il giusto tempo e non con un orecchio allo sportello ed un occhio sulle pratiche ancora da fare. Probabilmente, la specializzazione potrebbe creare bacini di professionalità e un’osmosi di conoscenze fra il personale alleggerendo il carico sulle sedi maggiormente in difficoltà. Ma questo tema, degno di confronto sindacale nell’organismo paritetico per l’innovazione, supera le poche righe di un articolo scritto per denigrare l’Istituto ed i suoi lavoratori che, invece, meritano rispetto perché, a prescindere da tutto, sono i lavoratori che all’Istituto dedicano tempo e cuore, questo sì, matto per il loro ruolo sociale!
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Sergio Cervo |
C’è un paio di scarpette rosse... non dimentichiamole
C’è un paio di scarpette rosse... non dimentichiamole
“C’è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio di scarpette infantili
a Buchenwald
erano di un bambino di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l’eternità
perché i piedini dei bambini morti non crescono”.
(Joyce Lussu)
Non dimenticare perché non accada mai più.
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IL COORDINAMENTO GENERALE |
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Intervista a Sergio Cervo: «Alla legalità contributiva corrisponde la sicurezza nel mondo del lavoro»
In materia di sicurezza sul lavoro quali sono i compiti dell’INPS?
Con il decreto numero 146 del 2021 l’INPS ha visto assegnati ai propri Ispettori compiti sulla sicurezza tecnica. Purtroppo per questi compiti gli Ispettori Inps non erano e non sono tutt’oggi formati. Perciò i nostri Ispettori continuano a lottare contro l’illegalità nel mondo del lavoro combattendo l’evasione e l’elusione fiscale, strumenti utilizzati dalle aziende fraudolente che per ridurre i costi di produzione sacrificando la sicurezza. Pertanto, con la sua azione l’Inps elimina la concorrenza sleale permettendo alle aziende sane di recuperare quote di mercato e dunque di averte maggiori attenzioni sulla sicurezza. Da sempre ho ribadito che alla legalità contributiva corrisponde la sicurezza nel mondo del lavoro.
L’organico degli ispettori è sufficiente per affrontare ai compiti richiesti?
No, gli ispettori Inps sono ormai solo 890 registrando un calo di circa 600 unità dal 2015 ad oggi per effetto della legge numero 149. Tenga poi presente che il ruolo degli Ispettori Inps è a esaurimento. Le conseguenze son pesanti per le casse pubbliche. Infatti, sette anni di riduzione del personale hanno portato un minor accertato nel bilancio dello Stato di circa 3 miliardi e mezzo. Risorse che si sarebbero potute utilizzare per il Welfare nazionale e che sono venute a mancare.
All’interno dell’Inps qual è la situazione relativa alle norme sulla sicurezza del personale?
L’Istituto cerca di prestare la massima attenzione alle norme sulla sicurezza dei propri dipendenti. Tuttavia, ci sono casi di pericolosità dovuti a locali ormai vecchi. Inoltre, grazie al lavoro dei Rappresentanti per la Sicurezza giungono sempre nuove segnalazioni di criticità. Segnalazioni che si cerca di raccogliere per rendere sempre più sicuro i luoghi di lavoro.
Basta limitarsi alla verifica del versamento dei contributi spettanti ai lavoratori per dire che un’azienda è sicura per la salute e la sicurezza dei propri dipendenti?
No, la regolarità contributiva è un elemento di bontà dell’azienda che può essere verificato per via informatica dall’ufficio e per questo esiste una apposita vigilanza documentale che interviene in caso di scoperture o irregolarità. L’ispezione avviene per verificare se il quadro documentale presentato è reale o meno, se i lavoratori registrati sono effettivamente quelli che realmente lavorano, se sono nel numero dichiarato, se le cifre corrisposte ai dipendenti sono le stesse di quelle registrate nei modelli Uniemens inviati e con cui si raccolgono per ogni lavoratore le informazioni retributive e contributive. Diciamo che la componente ispettiva interviene nella situazione patologica quando non quadra la documentazione presentata dall’azienda. Allo stesso tempo l’accesso sui posti di lavoro consente anche di notare anomalie che saltano agli occhi degli ispettori. I quali le segnalano immediatamente a chi ha la capacità tecnica di valutarle.
Quali suggerimenti darebbe al nuovo Governo per affrontare il dramma degli infortuni sul lavoro?
Uno per tutti: tornare ad assumere ispettori in INPS, INAIL, INL ed ASL. Ispettori che siano sempre più specializzati, ispettori tecnici che sappiano dare risposte sulla sicurezza e non solo controlli formali di documenti di valutazione dei rischi, ispettori che abbiano formazione pluriennale con corsi di studio specializzati in materia di sicurezza.
A cura dell’Ufficio comunicazione UIL Pubblica Amministrazione
Roma, 17 gennaio 2023
Leggi l’articolo completo qui:
https://www.uilpa.it/sergio-cervo-uilpa-inps-alla-legalita-contributiva-corrisponde-la-sicurezza-nel-mondo-del-lavoro/
Dacci forza: aderisci alla UILPA compilando la delega che trovi qui e consegnandola al tuo delegato aziendale o inviandola a
Incontro con la nuova delegazione trattante: sfide e priorità
Ieri si è tenuto il primo incontro con la nuova delegazione trattante dell’amministrazione. Il nuovo Direttore Centrale delle risorse umane, dott. G. Conte, ha gettato le linee programmatiche del suo mandato che sarà improntato al miglioramento del benessere organizzativo nel rispetto delle sfide produttive dell’Istituto con un occhio attento alle aspettative ed ai disegni di carriera del personale sia nel breve che nel lungo periodo.
Le organizzazioni sindacali hanno elencato priorità e obiettivi da raggiungere entro l’anno. Da parte nostra, abbiamo evidenziato l’esigenza di avviare immediatamente la trattativa in materia di ridisegno delle aree che, ricordiamo, è propedeutica alla realizzazione delle progressioni di carriera secondo il CCNL del 2022, del CCNI, del sistema di valutazione e di tutte le numerose altre attività ancora in itinere.
Nella seconda fase dell’incontro, si è parlato della mobilità nazionale che, in attesa del completamento delle procedure regionali, sta predisponendo i nuovi fabbisogni per le sedi. La prossima settimana ci sarà una nuova convocazione per procedere alla condivisione dei fabbisogni aggiornati delle sedi. È stato ribadito che la procedura di mobilità anticiperà la richiesta di manifestazione di interesse delle sedi di assegnazione ai vincitori di concorso.
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Incontro con l’amministrazione: definite le priorità dei lavoratori
Si è tenuto ieri un incontro delle organizzazioni sindacali con la delegazione trattante dell’amministrazione alla quale ha partecipato anche il Presidente dell’Istituto.
A prescindere da un breve commento sull’avvio della società Inps Servizi SpA che sembra sia avvenuto in modo rapido ed efficace grazie anche agli sforzi profusi dalla DC TII ed a un brevissimo passaggio sulla società in house 3-I SpA sulla quale abbiamo rappresentato la preoccupazione dei colleghi informatici e rinnovato la richiesta del piano industriale, molti sono stati i temi affrontati soprattutto per scadenzare le urgenze e indirizzare gli incontri del prossimo futuro anche in vista dell’avvicendamento nella funzione del Direttore Centrale delle Risorse Umane.
Abbiamo indicato le nostre priorità ed ottenuto alcuni chiarimenti che riportiamo brevemente di seguito:
- abbiamo chiesto l’avvio immediato della trattativa per la creazione delle nuove famiglie professionali previste dal CCNL in quanto preliminari e propedeutiche alle progressioni verticali che sono urgenti per quella quota rilevante di personale che è ingabbiato nelle aree da tanti, troppi anni. Su questo tema il futuro direttore delle risorse umane, Giuseppe Conte, ha brevemente illustrato uno studio già condotto sulla distribuzione del personale nelle aree A e B per poter meglio indirizzare le scelte future invitando le parti sindacali a fornire suggerimenti ed opinioni anche durante la fase di studio che si sta conducendo. In questo ambito abbiamo precisato che occorrerà dare spazio alle aspettative di tanti profili professionali attualmente presenti in Istituto oltre ai colleghi amministrativi, dagli informatici agli infermieri passando per i geometri e gli ispettori di vigilanza così come pure sarà necessario procedere alle mobilità tra gli stessi come già previsto dal vigente accordo.
- Progressioni orizzontali: entro il 28 dicembre saranno completati i controlli da parte della DCRU che ha esaminato le 13.382 domande pervenute e sarà estratta la graduatoria che verrà sottoposta all’approvazione del CdA. Relativamente al numero di posti autorizzati, come anticipato nel corso delle nostre assemblee dei giorni scorsi, il ministero della Funzione Pubblica fa sapere di aver espresso parere favorevole all’accordo siglato mentre la Ragioneria Generale dello Stato deve fornire il proprio parere entro la giornata odierna. È dunque, ragionevole attendersi una rapida chiusura della procedura concorsuale.
- Concorsi
Per il concorso a 1858 consulenti di protezione sociale, nel CdA odierno sarà approvata la graduatoria anche se la stessa sarà soggetta ad aggiornamento a causa dell’ammissione con riserva al concorso ottenuta a seguito di procedura giudiziale da 33 ricorrenti; tali candidati sosterranno la prova orale il prossimo 12 gennaio. L’amministrazione attenderà l’esito delle prove orali per inviare ai candidati vincitori la PEC con la quale verranno chieste le manifestazioni di interesse per le sedi di assegnazione. Verranno immessi in servizio 4082 nuovi colleghi scorrendo la graduatoria viste le autorizzazioni ad assumere già ottenute. Abbiamo chiesto di bandire la mobilità nazionale ed effettuare la ricognizione delle sedi richieste, come di consueto, prima di inviare le PEC ai futuri colleghi.
Per il concorso a 189 Medici, sono stati assunti i primi ed è in corso l'assunzione fino al 363° posto della graduatoria.
I nuovi colleghi vincitori del concorso a 15 avvocati prenderanno servizio nella giornata odierna.
Il concorso a primari medici vedrà la pubblicazione oggi in GU del calendario degli esami che inizieranno il 30/1/23.
Il concorso per professionisti che ha visto la presentazione di 344 ingegneri elettrici e 2320 ingegneri civili ed architetti avrà la pubblicazione delle date delle prove di esame in GU del 31/1/23.
NON sono state ancora avviate le procedure concorsuali per 10 dirigenti informatici e 11 docenti per l’Istituto S. Sepolcro.
- Mobilità nazionale. Come conseguenza di quanto già detto in merito al concorso per 1858 consulenti di protezione sociale, verrà pubblicato a brevissimo il bando per la mobilità nazionale in modo da recepire, come di consueto, le esigenze dei lavoratori già in servizio ed indirizzare le scelte dei nuovi colleghi rispetto al fabbisogno delle sedi.
- Contratti di telelavoro. In attesa dell’accordo sul lavoro da remoto ancora da scrivere, la DC RU sta autorizzando la proroga richiesta dalle sedi territoriali ai contratti in scadenza.
- A margine dell’incontro è stato chiesto di prorogare la scadenza delle ore eccedenti maturate nel periodo pre-pandemia al prossimo giugno.
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CONTRATTO INTEGRATIVO PROFESSIONISTI 2021
Si è svolta ieri la riunione sindacale avente ad oggetto il contratto collettivo integrativo.
Nel corso della riunione l'Amministrazione ha invitato le OO.SS. alla sottoscrizione definitiva del testo del contratto integrativo del 2021, atto che era stato sottoscritto dalla nostra organizzazione sindacale.
In realtà però più che di sottoscrizione definitiva si è trattato di una vera e propria nuova discussione sul testo a seguito dell'inserimento di due nuovi commi nell’art 7 – il 7^ ed il 10^ - disciplinanti rispettivamente la maggiorazione della retribuzione di risultato per i coordinatori ad interim e la maggiorazione della retribuzione di risultato prevista dall'articolo 28 del CCNL sottoscritto il 9 Marzo del 2020.
Quanto ai coordinatori ad interim, la nuova stesura del comma 7 prevede che agli stessi venga attribuito il coefficiente di risultato di 130 limitatamente all'anno 2021 e limitatamente alla durata dell’incarico, fermo restando la incompatibilità della maggiorazione con l’indennità di coordinamento ex art 4 CCNI.
Quanto alla maggiorazione della retribuzione di risultato, l’introduzione del comma 10 ed il raffronto con l'articolo 28 del CCNL, hanno destato grande perplessità.
Invero l'articolo 28 del CCNL prevede che in sede di contrattazione integrativa, siano stabiliti i criteri per individuare “una limitata quota massima di dirigenti e professionisti “ (comma 5) tra quelli che hanno raggiunto la valutazione più elevata in base al sistema di valutazione adottato dall'amministrazione, cui riconoscere “una maggiorazione della retribuzione dei risultato con importo più elevato di almeno il 30% rispetto al valore medio pro capite delle risorse complessivamente destinate alla retribuzione di risultato correlata alla valutazione di performance individuale”(comma 3).
Il comma 10 ora introdotto nell’art 7 del proposto CCNI prevede che detta maggiorazione del 30% sia attribuita ai professionisti che abbiano riportato la più elevata valutazione complessiva entro” il limite massimo dell'1% personale in servizio al 31 dicembre 2021.”
Prevede ancora che “il contingente di professionisti dell1%, qualora risulti il numero non intero, viene arrotondato ad un'unità intera con i consueti criteri matematici. Qualora la valutazione dell'ultimo professionista rientrante nel predetto contingente sia stata riportata anche da altri professionisti, anche costoro partecipano alla maggiorazione, tramite ripartizione tra tutti gli aventi diritto del budget costituito dal 30% del valore medio pro- capite delle risorse complessivamente destinate alla retribuzione dei risultato correlata alla valutazione di performance individuale moltiplicato per il contingente base dell'1%/ di cui sopra, arrotondato ad unità intera.”
Premessa la perplessità in merito all’introduzione della maggiorazione per i soli professionisti e medici e non anche per i dirigenti, nonostante la diversa previsione della contrattazione nazionale che estende a tutti la norma, il primo nodo venuto al pettine è stato quello della individuazione della misura della maggiorazione.
A fronte del budget di riferimento costituito, per norma, dal 30% del valore medio pro-capite delle risorse complessivamente destinate alla retribuzione di risultato correlata alla valutazione di performance individuale (notoriamente costituita per il 70% dalla performance organizzativa e per il restante 30% dalla cd scheda di valutazione/risultato) l’Amministrazione ha precisato di calcolare di fatto la maggiorazione del 30% solo sulla performance riferita alla scheda di valutazione dei professionisti.
Secondo nodo quello della platea dei destinatari intesa questa dall’Amministrazione come unica categoria non distinta per classi professionali.
La norma stabilisce di riconoscere la maggiorazione come sopra individuata, all’ 1% dei professionisti in servizio al 31 dicembre 2021 che hanno raggiunto la valutazione più elevata.
A questo primo contingente se ne aggiunge poi un altro rappresentato dai professionisti che hanno conseguito la medesima valutazione dell'ultimo professionista rientrante nel primo contingente di modo che il budget complessivo della maggiorazione come sopra individuato, viene poi ripartito tra tutti gli aventi diritto.
Ciò con gli arrotondamenti del caso sia in sede di individuazione di primo contingente che di secondo.
Detto ciò, siamo consapevoli dello sforzo dell'Amministrazione che ha cercato di applicare la norma sulla maggiorazione della retribuzione di risultato nel miglior modo possibile ma non possiamo non tener conto che il meccanismo delineato è molto complesso e non permette di comprendere quali sono nella sostanza gli effetti prodotti.
Per questo abbiamo chiesto all'Amministrazione di esplicitare con degli esempi concreti a quanto indicativamente ammonterebbe l'importo riconosciuto a titolo di maggiorazione della retribuzione di risultato ex comma 10, quanti concretamente i professionisti interessati dalla maggiorazione, quali gli effetti della norma in caso di sommatoria su uno stesso professionista delle diverse maggiorazioni previste dal contratto.
Ciò, unitamente alle richieste avanzate da altri sindacati in merito all’applicazione della norma ha imposto il rinvio della sottoscrizione del CCNI.
Siamo consapevoli che la sottoscrizione definitiva del CCNI consente il pagamento dei saldi derivanti dal contratto e quindi la determinazione del t.e.c. con conseguente liquidazione per i legali, del saldo onorari compensati anno 2021 ma non per questo, in assenza delle precisazioni richieste, siamo disposti a condividere una maggiorazione della retribuzione di risultato basata di per se su un sistema di misurazione delle performance dei professionisti inadeguata, perché non in grado di rilevare e correttamente misurare tutte le attività svolte dai professionisti, e comunque discriminante la dove, all’interno di una stessa categoria, adotta immotivatamente criteri di misurazione diversi
Va necessariamente fatto voto, atteso che ancora neanche partono le trattative per il CCNI 2022 e siamo a Dicembre, che l’Amministrazione con la necessaria correttezza contrattuale attivi tempestivamente ogni utile attività per la sollecita stipula anche di quello relativo al 2023.
Il Segretario Il Coordinamento Nazionale
Comparto F.C. UNAEP UIL PA – INPS
Oreste Manzi Sergio Cervo
Maria Tuminelli
Al via la reinternalizzazione del Contact Center
Nei prossimi giorni sarà finalmente operativa la gestione del contact center multicanale (CCM) attraverso la società in house Inps Servizi Spa.
A prescindere dalla bontà dell’operazione che ha certamente il pregio di aver stabilizzato oltre tremila lavoratori precari e precarissimi dell’indotto, l’operazione è ricaduta e ricadrà temporaneamente sui lavoratori dell’Istituto.
Il salto tecnologico del CCM (gestione delle connessioni e degli instradamenti delle chiamate) è ricaduto su quei lavoratori informatici della DCTII che da settimane stanno adoperandosi per attivare l’infrastruttura di comunicazione in attesa che Inps Servizi disponga delle proprie professionalità; il servizio di risposta ricadrà sui lavoratori delle sedi chiamati a rispondere in vece dei lavoratori di Inps Servizi in attesa che lo switch off sia completato.
Secondo un’informativa inviata alle organizzazioni sindacali, chiamate soltanto ieri dal Presidente e dalla delegazione di Direttori interessati nella gestione del transitorio, infatti, sarà chiesto ai dipendenti di collaborare nella riattivazione dei contatti telefonici provinciali già sperimentati durante la pandemia per il tempo strettamente necessario all’attivazione dei collegamenti e delle postazioni di lavoro degli addetti di Inps Servizi.
Oltre al plauso ai dipendenti dell’Istituto che, ancora una volta, hanno dimostrato e dimostreranno sopra le loro forze che le professionalità interne continuano ad essere motore e sostegno per i servizi resi dall’Istituto, abbiamo chiesto che le misure eccezionali offerte dall’amministrazione in questa occasione (riconoscimento del lavoro straordinario, festivo, ecc.) costituiscano un precedente importante per il riconoscimento economico effettivo del lavoro svolto a distanza dal personale a partire dal costo della connessione individuale ad Internet per tacere della neutralizzazione degli “effetti collaterali” di questa ulteriore attività sulla produttività delle sedi.
Analogamente all’informativa ricevuta, abbiamo chiesto che il lavoro suppletivo del CCM sia effettuato soltanto su base volontaria in quanto abbiamo ricevuto segnalazioni discordanti dai territori.
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Ancora sullo smart working: dipendenti di serie A e serie B
Riceviamo e pubblichiamo la lettera che un nutrito gruppo di infermieri rivolge al coordinatore generale medico legale in materia di smart working.
Con l’occasione, si richiede un incontro urgente in materia con il coordinatore generale medico legale e con l’amministrazione.
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Gentile dott. Migliorini.
In data 14 novembre 2022, ha ritenuto necessario precisare come interpretare le linee guida emanate dalla direzione centrale per lo svolgimento dello smart working. Le sue indicazioni sono state inviate ai Direttori Regionali con mail avente oggetto: Indicazioni in merito all’autorizzazione allo svolgimento del lavoro agile – UO medico legali.
Il testo del messaggio è percepito superfluo nella parte in cui sottolinea che il lavoro agile non deve contrastare l’adeguato svolgimento dell’attività delle U.O., ovvero quando evidenzia la necessità di corredare le richieste in eccedenza con adeguate motivazioni.
Si ricorda che l’Istituto con messaggio Hermes 3556 del 29 settembre 2022 ha emanato le linee guida per la gestione dello smart working con l’obbiettivo di armonizzare l’utilizzo su tutto il territorio nazionale. Contemporaneamente stabiliva la modalità di programmazione delle giornate di smart working e la necessità di individuare i carichi di lavoro in modo da garantire la continuità delle attività e la possibilità di verifica da parte dei responsabili.
Le sue indicazioni si percepiscono poco chiare quando indica in un massimo di un giorno settimanale l’istituto dello smart working per il personale dei CML. Di fatto la sua direttiva limita in modo inspiegabile, agli Infermieri, la possibilità di usufruire di questo importante strumento atto ad armonizzazione la vita privata con quella lavorativa. Questa grave limitazione priva di oggettivi fondamenti a tutela dell’organizzazione del lavoro costituisce un’ingiusta disparità di trattamento rispetto agli altri dipendenti appartenenti al medesimo CCNL.
Si ricorda che ci sono attività svolgibili da remoto con l’utilizzo di supporti informatici comunemente assegnati a tutti i dipendenti.
Altro dato oggettivo, e che ha sorpreso in passato la direzione, è che la produttività nelle passate esperienza di smart working non si è ridotta, che non si sono verificati disservizi, e che è stata garantita anche senza l’ausilio di adeguati supporti informatici.
In emergenza il personale infermieristico ha dimostrato la massima disponibilità ad adattarsi alle esigenze di servizio, aumentando la produzione rispetto all’attività svolta in presenza.
Si invita a rivedere la rigidità di questa sua decisione che, non trovando oggettive spiegazioni organizzative, potrebbe essere percepita come intento persecutorio e discriminatorio nei confronti del personale infermieristico che peraltro vive tale situazione con estremo disagio.
Gli infermieri si aspettavano un messaggio di invito a continuare sulla stessa linea intrapresa fino ad oggi. Sarebbe stato comprensibile che lei appoggiasse a pieno le indicazioni della direzione centrale, che già chiarisce che lo strumento del lavoro da casa deve garantire il corretto svolgimento delle attività e che deve essere misurabile. La sua convinzione che le attività da remoto sono lontane dalle realtà dei CML lascia intendere che sarebbe necessario un confronto costruttivo.
Pensiamo possa esserci un punto di incontro ed uno spunto di riflessione tra professionisti della salute per dirimere l’argomento.
Gli INFERMIERI INPS
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