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CCNI 2021 MEDICI: RITORNIAMO AL PUNTO DI PARTENZA

Il 28 aprile c’è stato un ulteriore incontro con l’Amministrazione per discutere la bozza sul rinnovo del CCNI 2021 per il personale dell’Area Medica dell’Istituto, iniziato il 23 febbraio u.s.

Visionando la prima parte della bozza sembrava che fossero state accolte le nostre richieste di stralciare dal documento tutte le indennità previste per gli incarichi, deleghe ed interim assegnati “ad personam”.

Abbiamo pensato che l’Amministrazione avesse recepito anche quanto espresso dal Direttore Generale in occasione di precedenti incontri sul riconoscimento illegittimo di incarichi conferiti senza alcuna selezione. Ci siamo anche ricordati di quanto riferitoci in altra occasione dall’Amministrazione che il CCNI 2021 dei medici sarebbe stata la fotocopia di quello del 2020 e che tutte le questioni legate alle deleghe e agli interim sarebbero state discusse e affrontate per il CCNI 2022 e forse superate dalla indizione di concorsi e bandi di interpello.

Arrivati all’articolo 7 ci siamo dovuti ricredere e constatare che quanto si era fatto uscire dalla porta lo si è cercato di far rientrare dalla finestra. Infatti abbiamo riscontrato la presenza di una sezione aggiunta e non presente nella precedente bozza: “Per il solo anno 2021, ai medici cui sia stato affidato uno o più incarichi di coordinamento ad interim per la copertura di posti vacanti è corrisposta una maggiorazione della retribuzione di risultato del 20%, limitatamente al periodo di copertura di detto incarico”.

Al fine di avere argomentazioni oggettive su cui dibattere, abbiamo richiesto il numero di tali incarichi ad interim al fine di definire il “quantum” economico della richiesta. Ci è stato risposto che il provvedimento avrebbe interessato un numero di medici tra le 30-35 unità. Ci è stato chiesto quindi di avallare il pagamento di una funzione non prevista contrattualmente attingendo a somme non oggettivamente quantificate ma che riteniamo non trascurabili, dal fondo medici a scapito dei tanti medici che non sono stati “unti dal Signore”. Oltre la beffa il danno.

Come al solito è stata invocata la necessità di conferire tali interim e deleghe in relazione all’emergenza creatasi nella gestione di molti CML e funzioni apicali. Non abbiamo potuto fare a meno di rimarcare che la crisi dei medici è stata da noi denunciata ed era prevedibile da svariati anni.

Non sarebbe stato più trasparente e corretto bandire il concorso per medici di II fascia funzionale negli anni passati come da anni stiamo chiedendo?

Non sarebbe stato più trasparente e corretto indire procedure di interpello per la copertura delle troppe U.O.S. a tutt’oggi ancora vacanti come da anni stiamo chiedendo?

Abbiamo anche ricordato, quale condizione pregiudiziale, quanto riportato nella dichiarazione congiunta riportata nel CCNI medici del 2020 con la quale si dichiarava esplicitamente che gli incarichi di coordinamento per il personale dell’Area Medica ad interim sarebbero stati erogati “laddove vi siano risorse aggiuntive derivanti dalla contrattazione collettiva nazionale e da disposizioni di legge, sul Fondo rispetto alla consistenza del CCNI 2020”.

Come prevedibile nulla è stato aggiunto al Fondo, anzi nel 2021 è prevista una riduzione del fondo per la retribuzione accessoria di circa 1.350.000 euro così come sono diminuite di circa 71.500 euro le risorse destinate alla retribuzione di risultato rispetto al 2020.

Riteniamo giusto e corretto rimarcare, come già fatto in altri comunicati, che il problema degli incarichi e degli interim nulla ha a che fare con il livello di professionalità dei medici ai quali tali incarichi sono stati assegnati ma entra nella profonda sostanza della irregolarità contrattuale e procedurale della loro assegnazione.

E’ stata riconosciuta dall’Amministrazione l’eliminazione della dicitura “in fase di affiancamento” per i colleghi della Croce Rossa che oramai svolgono da anni tutte le attività legate al ruolo con innegabile professionalità. Non abbiamo avuto nulla da eccepire al riconoscimento del coefficiente 115 della retribuzione di risultato ai pochi medici (6/7) di II fascia provenienti della CRI che, loro malgrado, sono stati tenuti in ruoli subalterni.

L’incontro si è concluso con un rinvio a prossima riunione confidando nel raggiungimento di una soluzione condivisa fra l’Amministrazione e le organizzazioni sindacali.

FP CGIL INPS

Antonella Trevisani

Francesco Reali

UILPA INPS

Sergio Cervo

Gian Paolo Cioccia

   

 

Comunicazione Flash: CCNI presaldo incentivo ad aprile ed altro

A margine della riunione con la delegazione trattante in materia di unità organizzativa di supporto all’area medica della quale uscirà presto una informazione dettagliata, c’è stata una breve sessione di domande e risposte delle quali vi diamo notizia:

presto verrà siglato un accordo nel quale si tratterà la situazione dei dipendenti conviventi con soggetti fragili per garantire una tutela specifica nella coda della pandemia;

entro pochi giorni, l’amministrazione convocherà le organizzazioni sindacali in materia di mobilità, dipendenti beneficiari di L.104 e art. 42 bis;

entro il corrente mese di aprile verrà erogato il presaldo dei compensi incentivanti.

Roma, 11 aprile 2022

 

IL COORDINATORE GENERALE

 

UILPA-INPS

 

 

 

Sergio Cervo

Conviventi di soggetti fragili e ipovedenti – Una soluzione c’è

Con riferimento al messaggio Hermes 1453 ed alla situazione pandemica esistente relativamente ai contagi da Covid-19 ancora in elevato numero, nei giorni scorsi abbiamo segnalato alla DCRU la rischiosità di alcune categorie di colleghi non direttamente tutelati dalla stratificazione normativa probabilmente per dimenticanza. La gestione della pandemia, infatti, nei ritmi concitati dei decreti che si sono succeduti in questi anni, ha spesso dimenticato alcune categorie di lavoratori esponendoli in maniera alternata al contagio o alla protezione casalinga del lavoro agile.

Con la fine dello stato di emergenza, i dati dei contagi e, soprattutto, dei decessi continuano a ricordarci che non siamo ancora fuori dalla pandemia.

Per questo, i soggetti fragilissimi (alla luce del decreto del Ministro della Salute di febbraio) conviventi con alcuni lavoratori possono essere messi a rischio da quei colleghi che dovessero contrarre il covid-19 in ufficio o nel percorso per giungerci. Analogamente, i colleghi ipovedenti o ciechi che, nel lavoro, hanno bisogno di essere assistiti da tutor sono assoggettati a maggiori rischi frequentando gli ambienti di lavoro.

Questi colleghi, sebbene non direttamente tutelati dalla norma, potrebbero essere utilmente impiegati in Istituto attraverso il regime di smart working con esenzione dai rientri settimanali che la norma consentirebbe anche alle PA in caso di mancato aggravio di spesa. Come è stato ampiamente riconosciuto anche dal Ministro Brunetta, infatti, in Istituto lo smart working ha permesso non solo il miglioramento della produzione ma addirittura congrui risparmi delle spese di gestione. È solo questione di capacità di organizzazione e di volontà a fare la differenza. Noi ci siamo, l’amministrazione?

Roma, 6 aprile 2022

IL COORDINATORE GENERALE

UILPA-INPS

 

Sergio Cervo

Pianificazione e controllo di gestione: ricominciamo?

Anche ieri, la Direzione Centrale Pianificazione e Controllo di Gestione ha pubblicato un messaggio Hermes sullo stile di quelli ai quali, purtroppo, ci ha abituati da un po' ma che speravamo di non vedere più.

Mentre è ancora fresca la memoria della vicenda inerente alla revisione dei punteggi omogeneizzati sulla quale poi è stata fatta marcia indietro, ecco venir fuori un’altra modifica ancor più fastidiosa. Con il messaggio Hermes 1293/2022 di ieri, infatti, si procede ad un aggiornamento del “Cruscotto Qualità” per il 2022; in sostanza vengono disattivati alcuni indicatori, altri vengono riattivati e di altri ancora cambia il peso.

A prescindere dalle valutazioni di merito sulle scelte e sulle leve gestionali sulle priorità dell’Istituto, è possibile che sia così difficile comprendere che le regole del gioco vanno fissate prima che sia lasciato organizzare il lavoro delle sedi ed è profondamente scorretto modificarlo in corso d’opera senza meccanismi di salvaguardia?

 

O la DC Pianificazione naviga a vista senza sapere quali siano gli obiettivi da perseguire e si lancia in esercizi di stile sulle spalle dei lavoratori oppure, aggiustando in corso d’opera, insegue una gestione fumosa del lavoro che perviene da altri e fa quel che può.

Insomma, appare paradossale che la Direzione Pianificazione non sappia programmare le attività e comunicare per tempo, cioè prima dell’inizio dell’anno, con la Circolare di Programmazione dell’anno successivo, ciò che l’Istituto si aspetta dai propri dipendenti.

 

Soltanto pochi giorni fa il Direttore Generale aveva concordato con le organizzazioni sindacali sulla necessità di rivedere il complesso meccanismo di misurazione della performance, siamo certi che oggi sia a conoscenza di certi esercizi della DCPCG, degli effetti che riverberano sul personale e della credibilità della valutazione delle performance delle sedi?

 

Pur comprendendo la possibile necessità di utilizzo e di modifica degli obiettivi e delle esigenze gestionali dell’Istituto dettate anche da congiunture esterne, chiediamo un urgente incontro per confrontarci in materia di sterilizzazione degli effetti di queste iniziative.

A pagare non possono essere sempre i lavoratori. E non solo in termini economici.

 

Roma, 24 marzo 2022

 

 
IL COORDINATORE GENERALE
 
UILPA-INPS
 
 
Sergio Cervo

Inps: Uilpa-Inps, valorizzare lavoratori - Lettera di Sergio Cervo al ministro Orlando ed ai vertici INPS

Le sfide che l’Istituto deve affrontare sono numerose e complesse, a fronte di uno scenario sociale ancora in sofferenza per la pandemia nonché della necessità di attuare i progetti di rilancio del Paese contenuti nel PNRR.
Tale obiettivo può essere raggiunto solo coniugando innovazione, agilità strategica, attenzione alle persone.
In particolare, non è procrastinabile una transizione innovativa verso nuove e più efficaci modalità di rapporto coi cittadini, da realizzarsi sì mediante le tecnologie digitali, ma soprattutto valorizzando il capitale umano dell’Istituto, da sviluppare mediante formazione permanente e percorsi di carriera trasparenti e da rafforzare mediante i concorsi che inspiegabilmente tardano a concretizzarsi.
I pensionamenti di molti dirigenti generali che stanno arrivando in questi mesi, associati alle direzioni ad interim, sono anche l’occasione di un ricambio che valorizzi le risorse interne, soprattutto quelle impegnate in questi anni nel presidio delle strutture territoriali più complesse.
Il decreto di nomina del nuovo direttore generale è stato firmato dal Ministro Orlando ed ufficializzato pochi giorni fa.
Anche l’istituzione del Consiglio di Amministrazione risale a meno di due anni fa, ma non ha ancora potuto incidere concretamente nell’organizzazione dell’Istituto.
Auspichiamo che l’arrivo di un nuovo Direttore Generale, con esperienze che vanno dalle risorse umane alle risorse tecnologiche, consentirà a Presidente, Vicepresidente e Consiglio di Amministrazione di avviare un ricambio, urgente e virtuoso, nonché di affrontare organicamente una profonda riorganizzazione, solo avviata nel 2019, che porti l’Istituto a realizzare un cambiamento del modello organizzativo e tecnologico e ad attuare le nuove politiche di sviluppo delle risorse umane già impostate, al fine di valorizzare le lavoratrici ed i lavoratori dell’Istituto per poter offrire ai cittadini ed alle imprese servizi pubblici di sempre maggior qualità che siano di spinta e sostegno alla crescita del Paese.

IL COORDINATORE GENERALE
UILPA-INPS
Sergio Cervo

Pandemia e riduzione delle misure di contrasto: ora basta!

Nonostante un tasso di popolazione vaccinata molto alto, la pandemia prosegue la sua corsa portandoci in una quarta ondata che, soltanto più lentamente, avanza in Italia come in gran parte d’Europa. Certo, il tasso di mortalità è molto più basso di un anno fa ma, ogni giorno, tanti italiani, troppi, non ce la fanno. Sicuramente l’abbassamento del livello di attenzione dovuto alla necessità della ripartenza delle attività economiche e la potenziale immunità sperata dall’inoculazione dei vaccini fornisce terreno fertile al virus per attecchire. Nel nostro Paese stiamo osservando il progressivo spostamento dell’attenzione dal tracciamento dei contatti (saltato anche nei periodi migliori) alla colpevolizzazione dei novax e dei tamponi come strumento di diagnosi e l’introduzione di green e super green pass che, visto l’andamento dei contagi delle ultime settimane, sembra essere un’arma spuntata, mentre le precauzioni usate finora (distanziamento e mascherine di protezione) sembrano saltate dalle scuole ai mezzi pubblici. Per tacere del fatto che, sulla base dei dati sulla durata della copertura vaccinale, molti vaccinati da cinque o sei mesi diventano untori al pari di altri.

Anche in tutti i nostri uffici sembra calare il livello di attenzione in maniera inversamente proporzionale alla ripresa dei casi di positività facendo emergere legittimo il dubbio che anche da noi si stiano creando dei focolai di infezione.

È ora di scelte coraggiose ancora permesse dalla norma sebbene il lavoro agile non sia più la normale modalità di lavoro: consentire più smart working a tutti i lavoratori che non necessariamente devono andare in presenza, effettuare degli screening periodici, su base volontaria e gratuita, tramite tamponi. Questa volta il coraggio fa rima con buon senso in attesa di un’immunità di gregge che sembra non arrivare mai.

A meno di non voler vedere ancora la nostra Intranet listata a lutto.

 

Struttura di Coordinamento

IL COORDINATORE GENERALE

Tutela salute, sicurezza e ambiente

UILPA-INPS

UILPA-INPS

 

Claudio Checcherini

Sergio Cervo

Regionalizzazione attività ispettiva: facciamo chiarezza

 Stiamo ricevendo da tanti colleghi ispettori segnalazioni in merito alle problematiche che sta creando la pratica attuazione della tanto agognata regionalizzazione della complessiva gestione del corpo ispettivo (circ.141).
In effetti, i Direttori Regionali se la cantano e se la suonano un po' come vogliono, sfornando difformi provvedimenti a dir poco restrittivi, con atteggiamenti al limite della vessazione che potrebbero determinare una ingessatura dell’attività ispettiva. A questo punto occorre fare un po'di chiarezza. Diciamocela tutta, i primi ad aver digerito molto male questa regionalizzazione così come è stata concepita sono proprio i Direttori Regionali, proprio non la volevano.
Soprattutto non volevano che la gestione del corpo ispettivo venisse trasferita in capo alle sedi regionali, per loro è un grosso e fastidioso problema. Questo di fatto spiega il perché dei comportamenti che alcuni Direttori stanno assumendo nei confronti degli ispettori, pretendendo dagli stessi una serie di inutili adempimenti attraverso lacci e lacciuoli finalizzati, a loro dire, al controllo dell'attività ispettiva. Con buona pace della riservatezza, innanzitutto, e dell'agilità e della snellezza che ha sempre caratterizzato l'attività dei nostri ispettori. Eppure, ve lo avevamo detto, ribadito ed urlato in tutte le salse che la gestione amministrativa degli ispettori presso le Sedi Regionali era inopportuna e poco funzionale. Non ci avete ascoltato. Per noi la regionalizzazione della sola attività ispettiva era lo strumento per coprire le deficienze di organico di diversi territori, ma si tratta di questo e soltanto di questo. Oggi che in tanti abbaiano alla luna, qualcuno minaccia anche improbabili ricorsi legali, il nostro auspicio è che dopo una fase sperimentale, perché per noi si tratta di una fase sperimentale, i vertici dell'Istituto sappiano ritornare sui propri passi laddove il modello da loro proposto dovesse confermare gli attuali evidenti limiti.
È del tutto evidente che vigileremo sugli effetti negativi che questa forzosa regionalizzazione della gestione della vigilanza ispettiva sta già determinando e adotteremo tutte le azioni necessarie per tutelare il nostro corpo ispettivo già troppo travagliato da disagi ed incertezze. Di ulteriori disagi proprio non se ne sentiva il bisogno.
Il Delegato Nazionale Vigilanza Ispettiva UILPA-INPS Alberto Fruccio
Il Coordinatore Generale UILPA-INPS Sergio Cervo

OPI: CHANGE MANAGEMENT

Nell’incontro dell’8 Novembre, l’Organismo Paritetico per l’Innovazione ha discusso il programma di Change Management, un percorso di ampio respiro che dovrebbe portare in Inps, nel medio periodo, ad una profonda trasformazione digitale e culturale. Attraverso l’ausilio di 18 video, la delegazione di parte datoriale ha presentato altrettanti progetti innestati nei quattro pilastri che reggono il percorso di cambiamento: sincerità, crescita professionale, semplicità di linguaggio e senso di sicurezza dei lavoratori.

Nel nostro intervento abbiamo sottolineato la necessità, in questa prima fase detta dello “scongelamento”, di riflettere su una serie di criticità poste a freno delle innovazioni e provenienti sia da agenti interni sia esterni.  

In primo luogo, deve emergere lo scollamento tra centro e periferia. Il senso di sicurezza dei lavoratori e la nascita di una nuova cultura aziendale potrà cementarsi soltanto difendendo gli stessi dagli attacchi politici, riducendo lo stress produttivo, eliminando le continue carenze in termini di pulizia, migliorando i locali di lavoro, o ancora considerando il lavoro agile un’opportunità e non un “capriccio” del dipendente.

E’ necessario inoltre, contemperare la continua ricerca dei “numeri” con quanto richiesto al dipendente, ovvero interfacciarsi con questi processi innovativi, inviare feedback e partecipare a contest aziendale.

In questo scenario, se da una parte la dirigenza territoriale dovrà essere addestrata(educata) a coltivare il cd. pensiero anticipante abbandonando una vecchia concezione e tendere verso una nuova cultura aziendale, dall’altra, si deve riflettere su quale sia il migliore incentivo da porre innanzi al dipendente, affinché questi partecipi attivamente e proficuamente al percorso avviato.

Infine, attuare un cambiamento significa anche prepararsi ad affrontare resistenze del mondo esterno alla novella organizzazione, implementando la comunicazione con la cittadinanza e chiedendo maggiore efficienza agli stakeholders.

Alcuni progetti rilevano per importanza e potenzialità, ci riferiamo alla piattaforma HR in rilascio a partire dal 2023, alla piattaforma di e-learning, alla biblioteca della formazione o quello delle competenze digitali.

In ordine alla mappatura delle competenze abbiamo richiesto la ricerca di competenze sommerse e non sfruttate, così come riguardo il progetto delle competenze digitali la trasmissione di conoscenze, che vadano oltre quelle di base, prevedendo cioè dei questionari che indichino un livello di competenza dal quale partire. 

Siamo stati rassicurati sul fatto che il progetto “nuovi strumenti di lavoro a distanza” non sarà incentrato su nessun algoritmo di machine learning per l’assegnazione delle pratiche in modalità smart working. 

Il Change management è soltanto un punto di partenza, potrà essere ben accetto partendo da due pilastri fondamentali:

  • assicurare il servizio pubblico al cittadino senza tendere ad una deriva meramente aziendalistica;
  • benessere organizzativo e valorizzazione del fattore umano sopra ogni cosa. 

Problematiche di DG: l’incontro con la delegazione dell’amministrazione su videosorveglianza, palazzo dell’informatica, servizi di ristorazione e parcheggi in concessione: lunghi incontri per un pugno di mosche

Dopo una lunghissima latitanza, il 28 ottobre ed il 5 novembre scorsi, l’amministrazione ha convocato la RSU di direzione generale per affrontare problematiche ampiamente sollecitate dai rappresentanti dei lavoratori.

Oltre ai temi richiesti dai lavoratori, l’amministrazione ha deciso di riconvocare la RSU per spuntare una revisione dell’accordo sulla videosorveglianza risalente al 2012 al fine di inserire alcune, nuove, telecamere nel garage del plesso di via Ballarin.

In questo ambito, abbiamo fatto notare che la stratificazione dei dispositivi avvenuta dal 2012 e dal 2016 mai sanate dagli incontri di revisione previsti negli accordi precedenti che mai sono avvenuti, ha dato luogo alla proliferazione di telecamere situate negli ambienti di lavoro (locali adibiti a spogliatoi del personale di pulizia, corridoi di alcuni uffici, tornelli, solo per citarne alcuni) per i quali, a nostro parere, è necessario ed urgente procedere ad un censimento dettagliato ed una razionalizzazione. Infatti, abbiamo chiesto di ricevere ed allegare al nuovo accordo le planimetrie con la disposizione di tutte le telecamere disposte nei vari plessi, fermo restando che quelle che l’amministrazione vorrebbe installare nel garage di via Ballarin coprirebbero solo alcuni posti auto e dunque non sembrerebbero tutelare il patrimonio dell’Istituto ma solo le auto degli assegnatari dei posti coperti da videosorveglianza. Su questo punto, siamo rimasti in attesa della predisposizione della raccolta ordinata dei dispositivi.

In materia di ristorazione interna, a seguito dell’aumento di personale in presenza, i punti di ristoro di via Ciro il Grande, via Ballarin e Largo De Balaguer sono tornati a servire pasti caldi. L’ultimazione dei lavori della mensa di via Ciro il Grande permetterà di aprire a partire dal prossimo gennaio. Abbiamo chiesto al DEC dell’appalto di impegnarsi a garantire la qualità della fornitura che già in passato fu oggetto di sondaggio organizzato da questa sigla sindacale con gradimento pessimo da parte dei lavoratori e la salubrità degli ambienti adibiti a mensa di via Ballarin e di largo De Balaguer oggetto di vari sopralluoghi in passato.

In merito alla concessione dei parcheggi dell’EUR a società cooperative per la tariffazione oraria e giornaliera, oggetto tra l’altro di un nostro appello alla sindaca uscente, interlocuzioni informali del mobility manager di DG con l’amministrazione comunale garantirebbero, almeno nell’imminenza, che non si procederà all’assegnazione. Dovremo comunque continuare a vigilare che la determina dirigenziale del municipio IX sia fermata per ragioni di opportunità politica.

Il tema dello storico palazzetto dell’informatica di via Civiltà del Lavoro è stato oggetto di una ampia discussione. L’architetto Elia, coordinatore generale tecnico edilizio, in prossimità del proprio pensionamento, ha tenuto a descrivere come siano in corso lavori di rifacimento dei bagni mentre si è operato al livello del condizionamento sostituendo l’unità di trattamento aria e si stanno ultimando i cablaggi elettrici dello stabile ma che occorre ancora avviare le procedure di gara per la messa in sicurezza dello stabile in materia di prevenzione degli incendi, non si procederà al momento al rifacimento delle finestre (che portano con sé le famigerate pannellature contenenti amianto oltre ad essere l’elemento più disperdente del palazzo).

Ha detto, inoltre, che è stato pensato un rifacimento dello stabile con un progetto suggerito da importanti player del settore informatico mondiale prevedendo anche misure di sicurezza limitate in un’ottica strategica di medio lungo periodo per la quale il centro elettronico nazionale di Roma (limitatamente agli elaboratori elettronici) sarà smantellato entro il prossimo decennio. A prescindere da una infelice affermazione dell’architetto rispedita al mittente secondo la quale gli informatici sarebbero la palla al piede dell’Istituto, abbiamo chiesto perché l’architettura partecipata del coordinamento generale tecnico edilizio non è stata illustrata ai suoi futuri utilizzatori ottenendo la promessa ad una descrizione dettagliata prima del pensionamento, abbiamo rappresentato la nostra netta contrarietà alla probabile realizzazione di open space sia per la tipologia di lavoro svolta sia per il buon senso che dovrebbe essere stato indotto dalla pandemia, ed abbiamo rappresentato perplessità sullo stato attuale dei luoghi precedentemente terminati come il primo piano.

L’architetto Elia ha poi promesso che a marzo 2022 lo stabile verrà riconsegnato all’accesso di 300 lavoratori (come è sempre stato fino ad oggi, giuste le disposizioni dei VV.F. in materia di prevenzione incendi, salvo la scarsa occupazione dovuta alla pandemia) e, probabilmente a fine 2022, sarà accessibile ad un numero superiore di dipendenti a seguito della realizzazione di una nuova uscita di sicurezza.

Ricordiamo che, al suo insediamento, l’architetto tenne a precisare di dover rivedere il progetto pensato dal suo predecessore e promise che in un paio di anni il palazzo sarebbe stato riqualificato sul piano energetico oltre che reso sicuro per i lavoratori. Se, all’epoca, bollammo la questione come la storica rivalità tra ingegneri e architetti, oggi sappiamo che in tanti anni, l’unica cosa che andasse fatta per rispondere ai rilievi dei VV.F. era l’adeguamento antincendio e che questo non è stato fatto. Con buona pace dell’architetto Elia e dei tanti denari spesi per la formazione in materia di progettazione antincendio degli specialisti del coordinamento tecnico edilizio.

Non sappiamo se il prossimo mestiere che vorrà esercitare sarà ancora quello di architetto o voglia dedicarsi alle marinerie, vista l’esperienza accumulata con le promesse: abbiamo atteso pazientemente la convocazione per l’illustrazione del nuovo progetto che ad oggi non è arrivata.

A noi ed al prossimo coordinatore restano tanti sogni in un cassetto e l’arrivo imminente di almeno 165 nuovi colleghi informatici che, sebbene non strettamente vincolati alla permanenza in DG, andranno ad aggiungersi, almeno temporaneamente, a quelli già sparpagliati in almeno tre plessi mentre, sembra, si potrebbe utilizzare un nuovo plesso di proprietà alla Magliana allontanando ulteriormente gli informatici dagli stakeholder. Altro che progetti avveniristici.

Roma, 15/11/2021

p. COORDINAMENTO UILPA - INPS DG

Claudio Checcherini

 

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