Abbiamo raccolto, da fonti ministeriali, diverse manifestazioni di disappunto in merito agli esiti del contratto integrativo 2018 siglato nei mesi scorsi.
Si tratta di voci autorevoli, poiché espressione di soggetti deputati alla certificazione del nostro CCNI delle aree relativo al 2018, sul quale abbiamo lavorato alacremente.
Malgrado ciò registriamo, a malincuore, forti osservazioni su alcuni istituti contrattuali che, ormai da anni, rappresentano una certezza all’interno dell’Ente.
Alla luce del malcontento che da più parti si riscontra, vogliamo vederci chiaro e capire a che punto sia giunto il percorso di verifica da parte dei Ministeri Vigilanti sul contratto integrativo 2018.
La richiesta che la UILPA-INPS rivolge ai vertici dell’Istituto, e segnatamente al Presidente, è pertanto di confermare o disconfermare in tempi rapidissimi la veridicità di tali “voci di corridoio”.
I tempi stringono, anche perché alla fine del periodo estivo, saremo impegnati nella discussione sul contratto integrativo 2019 e appare chiaro che il lavoro da svolgere nei prossimi mesi non possa prescindere da una valutazione chiara sullo stato dell’arte che riguarda la retribuzione del personale.
IL COORDINATORE GENERALE
UILPA-INPS
(Sergio CERVO)
Dopo l’ennesimo tavolo di trattativa sui passaggi verticali sembrerebbe che l’avventura incredibile dei lavoratori “INVISIBILI” delle aree A e B dell’Istituto, grazie alla determinazione della UILPA Inps, potrà concludersi positivamente, superando i blocchi delle diversità finora evidenziate; infatti, dopo l’incontro di oggi, la lieta notizia è che i posti messi a bando (una volta verificati i pensionamenti legati a quota 100 fino a tutto il 2019) potranno incrementarsi oltre le 500 unità. La UILPA INPS ha apprezzato la grande disponibilità del Direttore Generale Dr.ssa Di Michele e del Presidente Prof.Tridico di superare le varie problematiche che fino ad oggi erano stati ostacoli insormontabili, tanto da evidenziare con grande semplicità che l’Amministrazione da oggi sarà “MADRE” e non più “MATRIGNA” verso chi si è speso tutti i giorni ed in prima linea per l’Istituto. Inoltre, il PRESIDENTE GENEROSO ha preso l’impegno di farsi portavoce all’ARAN della proposta di introduzione di un nuovo profilo professionale che possa raccogliere tutte le figure dell’Istituto che per mancanza di titoli non potranno effettuare le progressioni verticali da un’area all’altra (vedasi norma BRUNETTA). La UILPA INPS si è pronunciata anche sul materiale didattico finalizzato alla partecipazione alle selezioni chiedendo un database o altro materiale in sostituzione che possa aggiornare i colleghi sulle molteplici materie oggetto del bando sulle progressioni, in modo da permettere ai partecipanti una preparazione idonea per l’effettuazione delle prove al personale A e B che vanta più di 20 anni di professionalità all’interno dell’Istituto. Prima di chiudere il cerchio sul futuro degli A e B sono previsti ulteriori incontri per definire date delle prove, modalità, numeri precisi, materiale didattico e rivisitazione dei punteggi da attribuire per titoli. Insomma siamo partiti per uno spiraglio di luce, ma la UILPA INPS punta all’uscita definitiva dal tunnel!
IL COORDINAMENTO NAZIONALE UILPA INPS
Da tempo si attendeva un ricambio generazionale in grado di dare nuova linfa vitale all’Istituto.
Per questa ragione la UILPA-INPS è felice di dare il benvenuto alle colleghe ed ai colleghi che hanno vinto il concorso pubblico, per titoli ed esami, a 967 posti di consulente della protezione sociale area C e posizione economica C1.
Non può mancare, in questa occasione, il ringraziamento, doveroso e sentito, ai colleghi che hanno lavorato con impegno e dedizione sino ad oggi, consentendo all’INPS di raggiungere gli elevatissimi livelli attuali e che ne fanno la punta di diamante del welfare nazionale.
Care lavoratrici e lavoratori appena assunti, con il vostro ingresso si apre un altro ciclo nella storia dell’Ente che, nel corso dei prossimi anni, rivitalizzerà il proprio organico grazie alle nuove assunzioni.
Anche in ambito lavorativo, come nella vita di tutti i giorni, occorre che passato, presente e futuro si diano la mano all’insegna di una trasmissione circolare di valori che può solo rappresentare un beneficio concreto per tutti.
Noi della UILPA-INPS abbiamo sempre puntato l’accento sull’assoluta necessità di tenere alta la qualità dei servizi erogati all’utenza mettendo al centro la mission dell’Istituto.
Oggi ne siamo più che ma convinti, così come siam convinti sostenitori dell’unità tra lavoratori.
Rimangono ferme le nostre istanze di valorizzazione del personale già in servizio attraverso il pieno riconoscimento della professionalità e il re-inquadramento, punti fermi nell’ambito della riorganizzazione dell’Istituto che il Presidente Pasquale Tridico ha affermato di volere mettere in atto.
Buon lavoro a tutti.
IL COORDINATORE GENERALE UILPA INPS
SERGIO CERVO
Video sorveglianza e impronte digitali per combattere il fenomeno dell’assenteismo: sono due delle misure introdotte dal Ddl concretezza nella Pubblica Amministrazione, che ha visto la luce qualche ora fa, con la definitiva approvazione in Senato.
Il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, si è detta felice di poter finalmente dire addio ai cosiddetti truffatori del cartellino, grazie all’introduzione dei controlli biometrici.
Più sicurezza e garanzie per tutti, dunque, almeno nelle intenzioni.
Perché la realtà è ben diversa da come viene descritta da chi non conosce bene o non conosce affatto la quotidianità della vita negli uffici, a partire dalle relazioni tra dipendenti e utenza.
Una testimonianza molto emblematica, in tal senso, ci giunge dall’INPS di Brescia, dove manca il personale e dove, se non si porrà rimedio, molti servizi rischieranno la chiusura in un futuro molto prossimo.
Un collega è stato oggetto di una pesante aggressione presso l’Agenzia INPS di Montichiari, da parte di un uomo entrato in ufficio fino a raggiungere l’area riservata ai lavoratori, reclamando con le urla un appuntamento finalizzato ad ottenere il reddito di cittadinanza.
A seguito di una verifica da parte degli operatori, l’uomo – non presente nell’elenco del giorno – è stato invitato a ritornare, ma la sua reazione è stata tutt’altro che urbana: il malcapitato impiegato che, educatamente voleva accompagnarlo alla porta, è stato infatti preso a ceffoni. Una manifestazione di inaudita e inaccettabile violenza conclusasi con calci rabbiosi sferrati dallo stesso alla vetrina degli uffici.
Che dire? L’epilogo è facilmente immaginabile: il dipendente è stato condotto al pronto soccorso e le forze dell’ordine sono giunte sul posto.
Ecco la fotografia scattata a una giornata di ordinaria follia, tanto per ricorrere ad una citazione cinematografica che, probabilmente, il Ministro non può neppure immaginare con la fantasia.
La storia è quella di una Pubblica Amministrazione abbandonata a se stessa, in preda all’esagitazione e all’esasperazione di qualcuno, all’insegna di una carenza di personale che viene ignorata, ma dalla quale dipendono l’efficienza della risposta alla domanda dell’utenza e la qualità dei servizi erogati.
RSU e Organizzazioni Sindacali denunciano ormai da tempo i disagi estremi espressi dagli stessi numeri descritti dall’Amministrazione nella presentazione del Bilancio sociale.
Alla luce di una simile situazione, che può riguardare Brescia come qualsiasi altra città italiana, chiediamo al Ministro di evitare i toni trionfalistici in merito a provvedimenti descritti come rivoluzionari, ma che di innovativo non hanno nulla, perché non toccano affatto i problemi reali.
Se il Governo in carica vuole davvero essere ricordato per l’azione innovativa scolta a beneficio della Pubblica Amministrazione e degli utenti, inizi a mettere in campo tutte le iniziative possibili per garantire al collega di Brescia – al quale rivolgiamo tutta la nostra solidarietà – di lavorare ogni giorno in condizioni di normalità.
Questo si, caro Ministro, che sarebbe veramente una svolta concreta, anche in considerazione di episodi molto simili avvenuti nel recente passato.
IL COORDINATORE GENERALE
UILPA-INPS
(Sergio CERVO)
Lo scorso 15 marzo, in occasione del primo incontro tra l’Amministrazione e le Organizzazioni Sindacali all’indomani dell’insediamento del Prof. Tridico ai vertici dell’Inps, sia pure nella veste non di Presidente, ma, come recitano le determine dell’Istituto, di “Organo munito dei poteri del Presidente”, chiedemmo al Presidente “in pectore” un impegno ben preciso sul versante delle progressioni verticali del personale attraverso la riscrittura della famigerata determina n.177/2018 che, a nostro avviso, lo abbiamo detto e scritto in più occasioni, avrebbe dovuto ricalcare, nella disciplina dei passaggi d’area del triennio 2018/2019/2020 i meccanismi e le modalità seguiti nel 2016 in occasione delle progressioni orizzontali effettuate all’interno delle aree professionali: tradotto significa eliminazione della prova orale, revisione dei punteggi legati ad alcuni titoli e pubblicazione preventiva dell’archivio dei quiz da cui saranno estratte a sorte le domande oggetto della prova scritta sulle materie riportate nella stessa determina.
Ad oggi, dopo circa tre mesi dal Suo insediamento nella veste di “Organo munito dei poteri del Presidente”, caro prof. Tridico non abbiamo avuto alcun riscontro rispetto a quella nostra richiesta nonostante l’impegno, ripetuto in più occasioni, dall’Amministrazione (Lei è Capo della delegazione trattante di parte datoriale ai sensi della determinazione n.24 del 18 aprile u.s. ) a convocare le organizzazioni sindacali per un confronto preventivo rispetto ad un tema, quello delle progressioni verticali, oggetto, Le ricordiamo, di un verbale di intesa, sottoscritto il 10 ottobre 2017 con il suo predecessore, che vincola l’Istituto, a realizzare i passaggi di area attraverso le selezioni interne, quindi senza concorso pubblico, approfittando della deroga temporale introdotta nel 2017 dall’ultimo decreto Madia (art.22, comma 15, D. Lgs. n.75/2017).
A che punto siamo? Il tempo passa prof. Tridico e non vorremmo ritrovarci a censurare nuovamente un’Amministrazione, distratta, o peggio, inadempiente rispetto agli accordi sottoscritti: pacta servanda sunt e fino ad oggi non abbiamo avuto alcun riscontro rispetto all’impegno preso il 15 marzo u.s. a meno che il confronto sindacale interno all’Istituto non venga sviluppato in sedi improprie, magari i convegni ai quali Lei è invitato e di cui apprendiamo i contenuti dalle cronache sindacali altrui!
Restando in tema di progressioni verticali CGIL CISL e UIL sono impegnate, nel confronto con l’ARAN, nella riscrittura dell’ordinamento professionale del personale del comparto Funzioni Centrali che, tra le varie problematiche affronti e risolva la questione dei colleghi, della prima e seconda area, inquadrati sul piano giuridico in ambiti professionali che non corrispondono alle attività effettivamente svolte, tanto che una delle proposte in campo è quella di procedere ad una nuova declaratoria delle aree professionali con successiva rimessione alla contrattazione integrativa della individuazione delle attività svolte in ogni singola Amministrazione da collocare in tre distinte aree (come prevede il TU pubblico impiego, con buona pace di chi chiedeva a gran voce l'area unica, pur sapendo di non poterla avere) procedendo ad un reinquadramento del personale in sede di prima applicazione del nuovo CCNL delle Funzioni Centrali. Ebbene su questo tema non registriamo alcun intervento da parte dell’INPS sull’ARAN per sensibilizzare l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni nella direzione da noi propugnata: addirittura ci risulta che INAIL ed ACI abbiano recentemente invitato la nostra Amministrazione a fare fronte comune attraverso un’azione concertata di pressione sui Vertici dell’ARAN.
La risposta è stata ad oggi il silenzio!
Al di là delle dichiarazioni pubbliche caro prof. Tridico servono impegni concreti:
- · attivare in tempi brevi le progressioni verticali realizzabili sulla base del quadro normativo vigente che limita l’accesso sotto il profilo dei requisiti curricolari;
- · esercitare la moral suasion nei confronti del Governo, in considerazione dei rapporti che Lei vanta con il Ministro del lavoro e con il Presidente del Consiglio, per modificare la norma del D. Lgs. n.165/2001 che irrigidisce il meccanismo delle progressioni verticali (concorso pubblico con eventuale riserva e titolo di studio richiesto per l’accesso esterno all’area) ripristinando l’ottima norma che queste organizzazioni sindacali, “brutte, sporche, cattive” e incompetenti, come qualcuno ci ha definito, scrissero nel lontano 1999 con il CCNL 1998/2001 (se Lei vuole basta fare il copia e incolla di quel dispositivo e proporlo ai Suoi interlocutori istituzionali).
Si tratterebbe di due atti concreti che, uniti ad una profonda revisione del sistema di rilevazione e misurazione della performance (ci vorrebbe una moratoria più che giustificata dall’enorme mole dei carichi di lavoro accompagnata quest’anno, stime dell’Amministrazione, dall’uscita di oltre 2.100 colleghi futuri pensionati) e della multicanalità della comunicazione con l’utenza esterna, troverebbero queste organizzazioni sindacali pronte al confronto.
Noi ci siamo: e Lei Professore?
Roma, 03 giugno 2019
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FP CGIL/INPS Matteo ARIANO |
CISL FP/INPS Paolo SCILINGUO |
UIL PA/INPS Sergio CERVO |
Si è svolto nella giornata del 27 maggio l’incontro relativo alla mobilità nazionale e ai criteri di assegnazione dei candidati del concorso da 967 consulenti della protezione sociale.
Riguardo al primo tema, abbiamo chiesto unitariamente all’Amministrazione di riaprire, seppur brevemente, la procedura appena conclusasi, considerata l’assenza di diverse decine di sedi e che una riapertura di pochi giorni non inficerebbe affatto l’iter delle assunzioni, permettendo a tutti i colleghi di vedere accolte le proprie richieste. Restiamo, perciò, in attesa di ricevere risposte in tempi rapidi dall’Amministrazione. Connesso a questo argomento, vi è quello legato all’interpello per 50 posti in Direzione Generale, su cui pure abbiamo chiesto un ripensamento all’Amministrazione.
Sulla distribuzione territoriale dei futuri colleghi del concorso da 967 consulenti della protezione sociale, l’Amministrazione ha illustrato i criteri generali che porteranno all’elaborazione dei numeri da assegnare alle varie sedi. Si è, quindi, precisato che si è tenuto conto di fattori interni ed esterni agli uffici. Rispetto ai primi, si sono presi in considerazione i carichi di lavoro di ogni sede, con specifico riferimento al rapporto tra domande, giacenze e pratiche definite. Saranno, poi, presi in considerazione anche i pensionamenti 2019-2020 e i pensionamenti anticipati per quota 100 fino a marzo 2020. Aspettiamo, ora, di sapere nel dettaglio quali saranno i numeri assegnati a ciascuna sede, non ancora fornitici.
Riguardo al criterio di distribuzione territoriale, ossia se la scelta dei candidati sarà su base provinciale o territoriale, l’Istituto sembra essersi orientato verso una scelta su base provinciale, fermo restando che ci sarà di certo un raccordo coi direttori regionali sui numeri da distribuire per ogni Regione e per ogni Sede. La nostra richiesta è stata altresì di considerare nell’ambito delle sedi anche le Agenzie, visto che molte sono a rischio di chiusura e che lo stesso Presidente Tridico si è espressamente impegnato - in uno dei primi incontri al tavolo delle trattative - a non voler far arretrare l’Istituto dal territorio.
Da quanto ci è stato comunicato, la graduatoria di merito dovrebbe essere definita e pubblicata entro questa settimana. Riguardo ai titoli valutabili ai fini della graduatoria, l’Amministrazione ha comunicato che, dopo attenta valutazione, non ritiene di voler prendere in considerazione tutti quei titoli non indicati nel bando, come il diploma di Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali. Una volta formatasi la graduatoria, a partire dalla metà della prossima settimana c’è l’intenzione di iniziare a mandare le richieste di scelte delle sedi a tutti gli oltre 3.000 candidati della graduatoria, sia vincitori che idonei.
Sui numeri del personale da assumere, l’Istituto intende procedere all’assunzione dal 1° luglio (data presunta dell’immissione in servizio) di 2.000 persone, considerando che ad oggi gli organi di controllo hanno dato autorizzazione solo per questo numero, sebbene l’Inps abbia capacità economica di assumere quasi 3.000 persone. Per il restante migliaio (non sufficiente ad assorbire l’intera platea degli idonei presenti in graduatoria), invece, bisognerà attendere le ulteriori autorizzazioni, che al momento giacciono presso gli organi di controllo esterni.
Allo stesso modo, resta bloccata l’autorizzazione ad assumere i 74 idonei B1, tuttora ferma presso gli organi di vigilanza, con l’ulteriore “mannaia” della scadenza della graduatoria, fissata per legge al 30 settembreprossimo.
Considerando l’estremo bisogno di personale di cui l’Istituto necessita, chiediamo al Presidente di intervenire presso gli organi competenti, per sollecitare che tali ulteriori autorizzazioni arrivino nel più breve tempo possibile, per garantire all’INPS di riguadagnare quel minimo di funzionalità indispensabile.
Roma, 28 maggio 2019
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FP CGIL Matteo ARIANO |
CISL FP Paolo SCILINGUO |
UIL PA Sergio CERVO |
CONFINTESA FP Francesco VIOLA |
