Il primo maggio non è certo un giorno qualsiasi, anche se preferiremmo tutti che alla valenza simbolica della giornata si affiancassero contenuti concreti e azioni altrettanto decise per il futuro di tutti i lavoratori da parte delle istituzioni.
Quest'anno, la ricorrenza precede la manifestazione nazionale fissata per sabato 8 giugno che vedrà anche UILPA INPS scendere in piazza del Popolo a Roma insieme ad altre sigle del pubblico impiego (Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl) per chiedere ancora una volta, con forza, più risorse e occupazione, nella piena consapevolezza che soltanto il lavoro genera futuro e opportunità e che pubblico è sinonimo di equità sociale.
Festeggeremo dunque, il 1 maggio, con il pensiero rivolto alle rivendicazioni che porteremo in piazza a breve, a partire dal rinnovo dei contratti e dal miglioramento della qualità dei servizi a beneficio della collettività.
In un momento storico dalle dinamiche complesse come quelle che stiamo vivendo, il sindacato rimane una garanzia di diritti, il 1° maggio così come in tutti i giorni dell'anno.
Buona Festa del Lavoro a tutti voi.
IL COORDINATORE GENERALE
UILPA-INPS
(Sergio CERVO)
Nei giorni scorsi, il neo presidente Pasquale Tridico, in occasione di una delle prime uscite pubbliche, rilasciando un'intervista ha annunciato di volere un’Inps dalla "faccia bella e dal cuore generoso".
Un pensiero che condividiamo, pur essendo consapevoli che le criticità in atto e le difficoltà che l’Istituto affronta quotidianamente non si possono risolvere con il tocco di una bacchetta magica bensì attraverso un lavoro incisivo e pressante nei confronti delle istituzioni governative.
Ogni giorno tutte le lavoratrici ed i lavoratori dell’Ente con grande sacrificio garantiscono servizi per il territorio, in particolare i colleghi delle aree A e B che si prodigano con serietà e dedizione svolgendo quasi sempre un lavoro che è di pertinenza dell’area C: è al loro impegno che occorre rivolgere lo sguardo.
I lavoratori delle aree A e B chiedono con forza il riconoscimento della loro professionalità e di superare quel gap che li pone ingiustamente in condizione di svantaggio.
Abbiamo avuto modo di constatare, sin dal primo momento, la disponibilità che il Presidente sta manifestando per ripristinare corrette relazioni sindacali e rispondere alle istanze più urgenti, quali l’organizzazione del lavoro e l’assunzione di nuovo personale: ora è necessario che utilizzi al meglio gli strumenti operativi e politici dei quali è in possesso per tutelare e valorizzare tutti i dipendenti dell'Istituto senza distinzioni, affinché molti colleghi inquadrati nelle aree A e B possano finalmente accedere alla qualifica superiore.
IL COORDINATORE GENERALE
UILPA-INPS
(Sergio CERVO)
Con l’insediamento dei nuovi vertici dell’Istituto, sembra essere giunta a compimento una lunga fase, caratterizzata da incertezze e indecisioni che hanno determinato continui rinvii tra le parti in merito al confronto su una serie di problematiche già in discussione. Tra queste Presidente, come le abbiamo già rappresentato, riteniamo di fondamentale e vitale importanza che il nostro Istituto si riappropri a pieno titolo del proprio corpo ispettivo.
L’INPS non può assolutamente privarsi di una funzione così delicata e importante.
Il raggiungimento di tale obiettivo necessita però di una serie di fondamentali passaggi e confronti sia con gli organi politici che con quelli amministrativi.
Nel merito riteniamo avviare da subito il confronto sui seguenti argomenti:
- Ridare piena autonomia all’Istituto abolendo il divieto di poter effettuare assunzioni di personale ispettivo in maniera diretta;
- Abolire contestualmente il ruolo ad esaurimento;
- Cancellare definitivamente quella scellerata direttiva dell’ex ministro in merito alle risorse di funzionamento dell’attività ispettiva (missioni), lasciandole in gestione agli Istituti di appartenenza;
- Ripristinare la Direzione Vigilanza Ispettiva all’Interno dell’Istituto, che, ad oggi, è, invece, relegata a ruota di scorta presso altra Direzione, quasi come fosse un parente scomodo;
- Programmare una formazione costante e continua, assolutamente necessaria tenuto conto dei continui mutamenti normativi ;
- Prevedere lo smart–working per tutti gli ispettori adeguandolo alle esigenze della quotidiana attività ispettiva, non ingessato da lacci e lacciuoli di natura burocratica;
Sia chiaro Presidente, sappiamo bene che lei si è appena insediato, e che alcuni di questi problemi non si risolvono con un colpo di spugna, ma ci aspettiamo una inversione di rotta, uno scatto in avanti, attraverso atti interni ed esterni che diano un chiaro segno sulle sue reali intenzioni e quelle della Amministrazione tutta.
Ma non chiacchiere, come qualche suo predecessore, soprattutto fatti. Sarebbe un buon inizio.
Il buongiorno si vede sempre dal mattino.
IL COORDINATORE GENERALE
UILPA-INPS
(Sergio CERVO)
In attesa della formalizzazione di un Vertice politico dell’Istituto che ci consenta in tempi brevi di chiudere i contratti integrativi relativi al 2018 sulla base delle richieste fatte all’Amministrazione dalle scriventi Organizzazioni Sindacali ed aprire il negoziato sui contratti integrativi relativi al 2019, la Delegazione di parte datoriale, come da noi richiesto lo scorso 19 febbraio, ha convocato ieri pomeriggio il Tavolo nazionale sui temi del recupero dell’assegno di garanzia e sui dati di produzione 2018.
L’incontro si è aperto con illustrazione di una circolare su Reddito e Pensione di Cittadinanza - di imminente uscita - in cui saranno fornite prime indicazioni operative. All’interno della Linea di prodotto/servizio Ammortizzatori sociali si individuerà un gruppo di lavoro che farà capo al responsabile della Linea stessa. Le principali attività che i colleghi saranno chiamati a svolgere, saranno 4:
sistemazione di eventuali omissioni/difformità dell'I.S.E.E., presentate dal cittadino;
controllo delle autocertificazioni;
sblocco manuale delle domande bloccate perché oggetto di verifica;
consulenza, con possibile creazione di sportelli dedicati.
Sono stati già programmati 3 moduli formativi, che si valuterà di estendere ulteriormente, qualora il numero di lavoratori impiegati non si riveli sufficiente rispetto ai carichi di lavoro.
Abbiamo chiesto particolare attenzione all’attività di consulenza, sia perché attività su cui l’Inps sarà sempre più impegnata, sia perché l’attuale carenza di personale impone ai lavoratori di dover svolgere altre attività oltre allo sportello – con forte aumento dei carichi di lavoro e dello stress correlato. Per questo, non possiamo che riaffermare la nostra proposta, formalizzata da tempo, di prevedere, già nel CCNI 2018, specifici riconoscimenti economici per questo tipo di attività: si tratta solo di un primo passo, che dovrà ulteriormente essere rafforzato nel CCNI 2019.
Inoltre, per i prossimi mesi, poiché tutto l’Istituto sarà chiamato a dare priorità a questo tipo di servizi (Quota 100, RdC e PdC), diventerà essenziale pesare le connesse attività ai fini delle conseguenti ricadute economiche in termini di incentivo: su questo, abbiamo chiesto di essere coinvolti, per una migliore valutazione congiunta.
Terminata l’illustrazione dei contenuti della circolare sul reddito di cittadinanza, si è passati ad affrontare il tema del recupero dell’assegno di garanzia (voce cedolino 0P56) per il quale era stata sospesa, nel periodo gennaio 2006 – febbraio 2009, la procedura di riassorbimento nell’ambito degli incrementi tabellari del CCNL 2006/2009, biennio economico 2006/2007, sulla scorta di un verbale di intesa dell’11/10/2007 sottoscritto dall’Istituto e da tutte le organizzazioni sindacali: a distanza di oltre 10 anni l’Amministrazione comunica ai colleghi, personale interessato da processi di mobilità volontaria ante 2006, di procedere al recupero di quanto corrisposto in esecuzione del verbale di ottobre 2007, verbale che autorizzava l’INPS ad agire, a tutela del suo credito, trascorso un anno dalla sottoscrizione dell’accordo medesimo, ossia ottobre 2008. Nel corso della discussione abbiamo chiesto alla controparte, in considerazione della controversia sulla decorrenza della prescrizione del credito, di sospendere qualunque azione di recupero in attesa di un formale parere del Coordinamento Generale Legale investito della questione dalla Direzione centrale Risorse Umane: rispetto alla nostra richiesta la Delegazione di parte datoriale si è riservata di assumere una decisione senza sciogliere il nodo della moratoria dei recuperi in attesa del parere che a nostro avviso va richiesto all’Avvocatura centrale.
Per quanto concerne il tema dei dati di produzione 2018 delle sedi, il prospetto consegnatoci nel corso della riunione presenta, se confrontato con i precedenti, un risultato positivo tanto sull’incentivo ordinario, dove 102 sedi si collocano a 110 e le restanti 37 a 100, quanto su quello speciale dove soltanto 9 sedi su 139 presentano un valore inferiore a 100 (3 tra 90 e 99 e 6 a 80): su tale dato, frutto dell’impegno profuso dai colleghi a tutti i livelli, abbiamo chiesto all’Amministrazione un approfondimento al fine di consentire anche alle sedi collocate sul valore 80 dell’incentivo speciale, in ragione degli eventuali giustificativi prodotti, di allinearsi alla media nazionale. A tale riguardo viene confermata, anche alla luce dei risultati di produzione presentati, l’erogazione del quarto acconto dell’incentivo ordinario 2018 con la retribuzione del mese corrente.
Fossimo stati al posto del presidente Boeri avremmo scelto un commiato del tutto diverso.
Un epilogo a dire il vero inatteso, quello di non consentire la discussione sui contratti integrativi, che scaricando sul personale gli effetti giuridici ed economici di tale gesto, pone le scriventi organizzazioni sindacali nella piena consapevolezza di quel che resta delle relazioni sindacali in questo Istituto: il nulla.
Non sappiamo bene quali siano le reali motivazioni che hanno spinto il presidente ad un dietro front così repentino, quando le indicazioni che avevamo ci portavano ad essere fiduciosi sulla possibilità di un accordo, ma evidentemente le ragioni non sono di merito e, sinceramente, a questo punto diventa irrilevante.
Quel che ci interessa rappresentare e denunciare è il grave danno arrecato al personale, intanto in termini economici, con riguardo alla liquidazione della produttività nonché al ripristino dei valori del TEP, giusto per citare due esempi.
Non comprendiamo come scelte opinabili, inopportune ed irrispettose del lavoro quotidiano di migliaia di lavoratrici e lavoratori di questo istituto siano usate per fini e personalismi incomprensibili ed inaccettabili.
Tutto questo in un momento drammatico per il Paese, dove l'istituto è chiamato, con i propri servizi, a nuove ed impegnative sfide (quota 100 e reddito di cittadinanza per citarne alcune), con la previsione di un cospicuo numero di lavoratori che ha legittimamente scelto di andare in quiescenza e con tutti i problemi organizzativi e logistici ancora irrisolti.
Al presidente Boeri, ed a chi verrà, mandiamo un messaggio chiaro:
Non è più il tempo di contare sul senso di responsabilità del Personale: la misura è colma.
Come non è più il tempo di restare inerti di fronte alla irresponsabilità ed alla protervia dei vertici dell'istituto che avranno come prima risposta la proclamazione dello stato di agitazione di tutto il personale dell’Inps, che sarà mantenuto fino a quando le trattative sui CCNI non verranno riattivate.
Al futuro vertice dell'Inps, la cui nomina a questo punto auspichiamo si concretizzi con urgenza, anticipiamo che quello della definizione del contratto integrativo dovrà essere il primo atto cui dovrà occuparsi: dovrà essere finalmente il segno dell’attenzione e del rispetto che i lavoratori dell'Inps meritano.
Roma, 14 febbraio 2019
FP CGIL/INPS
Matteo ARIANO
CISL FP/INPS
Paolo SCILINGUO
UIL PA/INPS
Sergio CERVO
CONFINTESA/INPS
Francesco VIOLA
La settimana che si apre oggi potrebbe essere quella decisiva per quanto riguarda la contrattazione del CCNI 2018 e per alcuni istituti a favore della conciliazione dei tempi di vita - lavoro. Infatti, relativamente a questi ultimi, dopo una lunga ed articolata attività congiunta in tutte le sedi si è arrivati alle sedute di contrattazione previste oggi per smart working e mobilità nazionale.
Con questi istituti, si potrebbe andare incontro alle esigenze dei lavoratori fuori sede e di quelli che a vario titolo trarrebbero beneficio dal non venire in ufficio tutti i giorni della settimana magari lavorando con la dotazione informatica in proprio possesso. Purtroppo sembrerebbe che ci sia l’intenzione di tagliar fuori dalla mobilità proprio i lavoratori della DCOSI accampando il motivo che, a distanza, non sia possibile esercitare il ruolo informatico.
Oltre a relegare gli informatici nel ghetto, questa visione sembrerebbe decisamente anacronistica e incompatibile con il paradigma odierno del lavoro informatico.
Non si può essere contemporaneamente leva per abilitare di processi tecnologici e prigionieri nel bunker.
Su questo fatto, a prescindere dalla necessità individuale della singola misura (smart working o mobilità), gli istituti di conciliazione dei tempi vita-lavoro (part time, telelavoro, banca delle ore, ecc.), visti nel loro insieme come strumenti di accrescimento del benessere organizzativo e, indirettamente, della produttività individuale in un’ottica di benefici aziendali a tutto tondo, non possono essere riservati solo ad una parte del personale.
p. IL COORDINAMENTO UILPA - INPS DG
Claudio Checcherini
